sardine…

20 11 2019

sardine...Questa storia delle sardine, magre magre, strette strette, zitte zitte… mi piace troppo…



Venezia da salvare. Dalle acque e dall’ingordigia degli uomini.

18 11 2019

bella foto... sembra un quadro...“Che tristezza…, ricordi?” mi ha scritto Monica, Monica Murru, mandandomi una foto di “Acqua Alta”, la leggendaria libreria di Venezia, che lo scorso settembre, di ritorno dal festival della lettura di Pordenone, siamo andate a visitare…

Che tristezza… pensarne gli scaffali, le vasche, la splendida gondola incastonata nel centro dello stretto locale, carica di tutti quei libri ora ingoiati dalle acque… Simbolo, quella gondola, dei libri che resistono a tutto, anche all’acqua, se la barca sempre rappresenta, insieme al viaggio, la sicurezza, ché aiuta ad attraversare della vita anche le tempeste. Leggi il resto dell’articolo »



Cento giorni…

15 11 2019

catanzaro locappuntamento a Catanzaro con “Cento giorni” di Claudio Conte…
Cento giorni, di Claudio Conte. Ergastolano ostativo, entrato il carcere per alcuni mesi a 18 anni, poi nei sei mesi successivi, come ma ha detto, si è giocato la vita. E’ da allora in carcere, ha quasi cinquant’anni (48-49), non è collaboratore di giustizia e quindi chiuso nella gabbia dell’ostatività, che escludono per ogni beneficio e rendo l’ergastolo finepena mai effettivo ma ( e non sono io a dirlo, ma magistrati, creano un forte limite anche per il giudice al quale impediscono di poter decidere (per quanto dopo un lungo periodo di tempo) se possono essere inseriti nella società, come per altro dovrebbe essere il senso della pena … Conte non ha mai messo piede fuori dal carcere… e chissà se mai gli sarà possibile … e già questo tutto dice su un sistema di pene che dovrebbero portare a riavvicinarsi alla società mentre a tutto invece chiudono…
Eppure… Claudio si è laureato in giurisprudenza, e la sua tesi è stata premiata dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Catanzaro come “miglior tesi di laurea dell’anno”. Laurearsi in giurisprudenza, in carcere, non è da tutti. …



Tutte le menti di cui ha bisogno il mondo…

11 11 2019

greta 1Leggendo, questa settimana, delle difficoltà di Greta Thunberg a trovare un passaggio che la porti dall’America all’Europa, che rispetti il suo ideale di mondo a emissioni zero…
“Si scontra così con i suoi irrealistici ideali” è stato scritto da qualche parte, con tono un po’ di beffa, e una certa malcelata soddisfazione, immagino, da parte di chi proprio non vuole accettare il linguaggio della narrazione di questa giovanissima donna che, piaccia o non piaccia, tanto sta smuovendo.
Ma che provochi ammirazione o fastidio, Greta, con quel suo sguardo severo e deciso, qualsiasi giudizio le si voglia dare, sempre mi capita di sentire una premessa (o una conclusione): è malata… è persona autistica… ha la sindrome di Asperger…
Come avesse attaccato addosso un virus, una malattia infettiva, dalla quale prendere comunque sempre un po’ di distanza, noi neurotipici…
“Neurotipico” (e non è un’infezione neanche questa) è un termine che ho imparato quando ho cercato di capire qualcosa a proposito di autismo, un neologismo nato in seno alla comunità autistica per identificare le persone che autistiche non sono. Cioè noi “normali”. O presunti tali… Leggi il resto dell’articolo »



Aspettando gli Avi…

5 11 2019

aspettando aviRicordate “Aspettando gli Avi”? Ne parlo ogni anno, di questi tempi… da quando, la notte del primo novembre di otto anni fa, a Pulcherini, che è frazione del comune di Minturno, nel momento in cui le luci del paese si sono spente, sulla finestra di ogni casa si è acceso un lumino, e l’intero paese ha fatto da cornice allo spettacolo ideato da Anna Rita Persechino. Una “festa”, oggi alla sua nona edizione, per ritrovare il tempo in cui c’era sempre un momento, uno spazio per ritrovarli, gli avi che se n’erano andati. E di anno in anno, la manifestazione, rinnovandosi, è cresciuta e si è arricchita. Fino alla bella sorpresa di quest’anno. Un lungo incontro, che si è svolto nell’arco di tre giorni, nella cattedrale di Minturno, con lo sfondo di una scenografia di simboli della luce: melagrane, castagne, dolci…
E sono stati i bambini l’anima della festa. Perché quest’anno Annarita Persechino, che è insegnante di scuola primaria, ha voluto che fossero loro a prendere in consegna i simboli della luce e allestire il palcoscenico degli incontri.
“Perché il bambini sono il futuro” spiega, “e a loro va consegnata la tradizione, la dolcezza di un momento, il giorno dedicato a chi non c’è più, che era luce, era festa… e questo dovrebbe tornare ad essere, per tutti”. Leggi il resto dell’articolo »



Lessico del razzismo democratico

4 11 2019

parole....“Non ha ottenuto l’unanimità la mozione per istituire una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo, proposta da Liliana Segre. Il centrodestra si è astenuto. E quando i senatori si sono alzati in piedi per omaggiare con un applauso la senatrice a vita, quelli del centrodestra sono rimasti seduti senza applaudire”…
Leggo su un quotidiano… ma ancora di più inquietano le immagini di quei nostri rappresentanti, seduti, al margine destro, in una calma indifferente che sa di ostilità. E diventa insulto un gesto in sé innocuo come lo stare seduti e in silenzio…
E ancora di più suonano come insulti le “innocenti” parole che sono seguite, sui perché e sui distinguo. E cos’è razzismo, e cos’è un’opinione, e quel “prima gli italiani”, ad esempio.
I gesti e le parole… bisognerebbe maneggiare gli uni e le altre con più cautela. Leggi il resto dell’articolo »



Non si uccidono così i cavalli…

28 10 2019

autoritratto“Non si uccidono i cavalli di razza a quel modo, ci sono cavalli nati e cresciuti in una stalla lussuosa, ma ci sono anche quelli nati nei pascoli brado, dove per sopravvivere si spaccano ogni giorno gli zoccoli, ma non per questo sono figli di una razza inferiore a coloro che sono nati in una stalla di lusso..”…
Quasi un presentimento, un terribile presentimento, in una pagina che qualche settimana fa mi ha mandato Mario Trudu. Che oggi non c’e’ più. Si’, Mario Trudu, l’eterno ergastolano di cui sempre vi parlo. E’ morto dopo sofferenze che non vi sto a raccontare… Era da tempo malato. Dopo appelli e denunce, da pochi giorni aveva vinto la battaglia per curarsi fuori dal carcere. E sa Monica Murru, l’avvocato che al suo fianco l’ha combattuta, quanto lunga e dura, esasperante, a volte. Ma troppo tardi. E’ passato da quarant’anni al buio di una cella a un letto d’ospedale in condizioni già estremamente gravi.
Non si uccidono cosi’ i cavalli, di qualsiasi razza siano..
Mario Trudu, che ha subito una prima condanna per un reato che ha sempre giurato di non aver mai commesso. Che si e’ sempre pienamente assunto la responsabilità del reato poi commesso, diceva, come reazione (per quanto abbia poi capito quanto sbagliata) alla prima grande ingiustizia subita.., Leggi il resto dell’articolo »



Appuntamento a Orune

21 10 2019

Manifesto presentazione G.FarinaAppuntamento a Orune. Sabato prossimo…

“Sogni lucenti tra mura bianche di cemento” poesie e racconti di Giovanni Farina. Per parlare di ergastolo e non solo. Con un pensiero a Mario Trudu, che la Sardegna mi ha fatto conoscere e amare. Con l’augurio che superi presto questo momento difficile…



Mario Trudu tra i “Pini di Salò…

4 10 2019

Salo'_webE c’è chi continua a portare in giro le parole e i disegni di Mario … questa volta dal Centro sociale “I pini di Salò” che, insieme al circolo Cabana, davvero ringraziamo…



Ricordando Franco e Franca Basaglia

3 10 2019

scarpeContinuando il percorso, seguendo il cammino della storia della follia, Vittorio da Rios, ci ricorda il lavoro di Franca Ongaro e Franco Basaglia…
” Senza speranza non è la realtà, ma il sapere che nel –simbolo fantastico o matematico–si appropria la realtà come schema e cosi la perpetua. Citando Horkheimer e Adorno, Franca Ongaro Basaglia, e Franco Basaglia danno inizio a un fondamentale saggio sulla “Follia e Delirio”. Nel capitolo I Ragione e follia si rileva: Non esiste storia della follia che non sia storia della ragione. Lo stesso sforzo di Foucault di seguire l’itinerario del silenzio o della parola del folle nei secoli, è ricerca dell’interpretazione di quel silenzio o di quella parola, quindi monologo della ragione sopra la follia 1961. Ma in questo monologo è implicito un atto che sarà essenziale nell’evoluzione della follia stessa; quello di ascriverla nel linguaggio di chi la ascolta e la giudica e di costringerla ad esprimersi secondo la logica di quel linguaggio. La storia della follia è storia di un giudizio, quindi storia della graduale evoluzione dei valori, delle regole, delle credenze, dei sistemi di potere su cui si fonda il gruppo sociale e su cui si iscrivono tutti i fenomeni nel processo di organizzazione della vita associata. Leggi il resto dell’articolo »