quel legno storto mai ancora raddrizzato…

20 08 2019

pushkarE non finirò mai di ringraziare Vittorio da Rios per i suoi interventi, anche se fin troppo generosi nei miei riguardi… L’ultimo, riguardo l’India…
“Ricordo anni fa di un dialogo a due tra Davide Laiolo e Leonardo Sciascia pubblicato da Sperling & Kupfer: “poiché le cose di questo mondo vanno alla rovescia inizieremmo dalla fine per arrivare al’inizio” Dalla bocca della metropolitana compare il palcoscenico di una città irrigidita dal freddo. In Prati,quartiere un po triste della borghesia romana, i platani sono stati appena potati. Ai lati delle strade, tendono verso il cielo braccia spezzate. Spettrali. C’è poca gente. Passa trascinandosi pigra,un’anziana grassa signora, altre due più giovani si muovano con la stessa pesantezza, un’auto suona nervosa il clacson, s’incontrano molti sguardi assenti. Leggi il resto dell’articolo »



Perdersi a Pushkar

20 08 2019

pushkarPushkar. Ai margini del deserto del Rajasthan, dove l’aria è limpida e leggera. Lo chiamano il posto degli dei. In una piccola conca intorno ad una bolla d’acqua. Fra la montagna e il deserto. Secondo la leggenda qui si è fermato Brahma e non avrebbe potuto fare scelta migliore.
Pushkar è luogo sacro agli Indù, meta di pellegrinaggi affollata di templi. Tutto riassunto in una cornice di case bianche e azzurre e tetti colorati che accompagnano i ghat scendere nell’acqua del laghetto e qui si specchiano in una irreale diafana corona. Pushkar è aria sottile, trasparente e dolce. E’ odore di incenso e canapa indiana, guglie e suoni di canti, ritmi di tamburi e preghiere, corone di fiori, sacerdoti, santoni, fedeli e qualcuno che da tempo qui si è perduto.
Della folla di Pushkar fa parte un denso universo animale che come in ogni parte dell’India si mescola alla gente. Leggi il resto dell’articolo »



Non in mio nome…

15 08 2019

madonna-del-soccorso-di-San-SeveroChi era davvero Maria. Restituendo verità a una straordinaria figura che troppo spesso abbiamo costruito a nostra misura… le parole, tutte da leggere, di Vittorio da Rios:

” Nella prima lettera ai Corinzi Paolo scrive a riguardo le divisioni dei fedeli: Ora vi esorto, o fratelli, per il nome del signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare che non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetto accordo nella mente e nel pensiero, Mi fu segnalato infatti sul conto vostro, o fratelli dalla gente di Cloe, che vi sono contese tra voi . Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: Io sono di Paolo, Io sono di Apollo, E io di Cefa, E io di Cristo ! Ma Cristo è separato? Forse che Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? Cosi Paolo di Tarzo si rivolge alla comunità di Corinto. Ecce Homo. “Ecco l’uomo” disse Pilato presentando alla folla il Cristo torturato con il volto tumefatto e sanguinate.che da li a poco avrebbe subito il suplizio della croce. E il macabro rito della violenza espressione della nostra disumanità continua a perpetrarsi. Sarà cosi fino alla fine dei tempi, se mai una fine vi sarà? Leggi il resto dell’articolo »



Non in mio nome. Madonne in piazza

12 08 2019

madonna-del-soccorso-di-San-SeveroQualcuno me l’aveva soffiato all’orecchio. Da qualche giorno, quando è notte fonda, sul mare c’è un traffico sommesso… di barche che attraversano in fretta l’acqua sulla linea dell’orizzonte, come rispondendo al richiamo per un raduno. Puntano tutte verso un grande scoglio laggiù in fondo, e dietro quel profilo buio sembrano inabissarsi.
La curiosità è stata tanta, così ieri al calar del sole mi sono seduta sulla riva, per scrutare il mare. Si sarà fatta quasi mezzanotte, e mi stavo quasi addormentando, quando le ho viste… una, due, tre, e poi altre ancora… tante barche che non è stato possibile contarle…
Una, forse appena partita dal porto accanto, l’ho potuta vedere più da vicino. In piedi al centro dello scafo, sotto un arco di lampadine, avvolta in un bellissimo mantello che sembrava tessuto di luce, l’ho riconosciuta: la Madonna del Carmelo… Leggi il resto dell’articolo »



La libertà è di tutti!

10 08 2019

CELLA GINFR.A proposito della vicenda di Mario Trudu, e della giustizia e delle ingiustizie… una bella, accorata riflessione di Vittorio da Rios, “Innanzi a una realtà cosi ben descritta da Francesca riguardo a Mario e alle sue tragiche vicissitudine che la vita gli ha gettato con violenza inaudita addosso,ti prende un tale sommovimento che ti inibisce a tal punto che il silenzio è la più logica reazione.
Silenzio solo silenzio, assoluto silenzio: muto plumbeo,fittissimo silenzio! recitano alcuni versi di David Turoldo difronte alla barbarie che prende sovente la vita di molte creature umane.E Mario ne è un esempio incontestabile.Ma proviamo allora ad uscire dal silenzio, non dico gridare: Quando tu griderai e l’altro, senza che tu sappia chi sia ti urlerà in faccia: ma non vi capirete né saprete per cosa urlate. Turoldo: “allora il padre”…Usiamo il discernimento, il razionale,l’assioma critico che la civiltà occidentale in tutte le sue secolari “articolazioni” ha prodotto.Cerchiamo lumi e risposte dentro l’archetipo del diritto,abbiamo disboscato foreste per costruirvi enormi biblioteche.convinti che questo fosse il costruirvi e rafforzare la civiltà del diritto effettuale concreto. Leggi il resto dell’articolo »



Captivi!

6 08 2019

CELLA GINFR.A proposito di uomini e no.. la riflessione di Paolo Rausa (e lo ringraziamo), che termina con una domanda:   E voi che difendete la vita fin dalle prime manifestazioni nel grembo materno, dovreste essere sensibili, vero Ministri della Giustizia, della Sanità Pubblica e della Famiglia?”

“Captivi! Prigionieri! Come le Troiane di Euripide, private dei diritti, prede di guerra, sulla spiaggia di Ilio/Troia in fiamme! Non è tempo per i diritti, soprattutto di chi deve pagare il fio della colpa. Sono passati all’incirca 3.200 anni da quel fatto leggendario, eppure cantato dal sommo poeta, Omero. Una poesia anche per chi più umilmente è recluso, l’epica delle prigioni. Le mie, le nostre prigioni! Possiamo pretendere giusto rigore dalle norme per i trattamenti, ma sul piano sanitario non si può disconoscere il diritto alla salute, soprattutto quando il corpo è insidiato da malattie gravi! Leggi il resto dell’articolo »



Uomini e no

5 08 2019

CELLA GINFR.La giustizia è questione di classe. E parafrasando quanto don Milani disse a proposito della scuola, si può ben dire che il carcere lo è due volte, perché in base alla classe seleziona e di classe è poi il suo insegnamento…
Cos’altro pensare leggendo, appena dopo la notizia dei domiciliari concessi a Roberto Formigoni, il puntuale articolo di Damiano Aliprandi che, su Il Dubbio, parla di Giorgio C., piantonato in carcere nonostante avesse un tumore allo stadio terminale e poi morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Paolo di Milano, fra atroci sofferenze. E di Giuseppe, malato di tumore ai polmoni, detenuto a Vigevano, morto nell’agosto di tre anni fa, all’ospedale di Pavia, al quale è sempre stata negata l’incompatibilità col carcere. E quanti altri…
E rabbrividisco. Fra i tanti altri, so di Mario Trudu. Leggi il resto dell’articolo »



Cartolina dall’India. Il Taj Mahal, l’imperatore e la sua regina.

29 07 2019

IMG_20190712_0002Dagli appunti di viaggio di una lontana puntatina in India. Appunti nati dall’urgenza di mettere nero su bianco le violente sensazioni provate. E che tutte ritrovo, intatte, a distanza di anni. Fotografie di tutto quello che le fotografie non sono riuscite a fissare. Di queste alcune più emozionanti di altre. Come l’incontro, ad Agra, con il Taj Mahal, pegno dello sconfinato amore dell’imperatore Shah Jahan per la sua regina, Mutmatz…

Trecento. Trecento. Addirittura trecento. Trecento le concubine del grande Akbar. L’imperatore moghul che amava travestirsi da donna per curiosare impertinente nel bazar riservato alle dame di corte. Trecento concubine tutte per lui…
Brillano allargandosi nello stupore gli occhi della guida che vuole trasmettere ai suoi clienti tutto l’entusiasmo e l’ammirazione che forse lui sinceramente ancora prova nei confronti degli eroi di quel grande passato. Leggi il resto dell’articolo »



L’Amazzonia, dunque. In attesa dell’uomo nuovo…

23 07 2019

scimmiettaSull’Amazzonia, una bella lezione di Vittorio da Rios. In attesa dell’uomo nuovo che verrà. E vogliamo credergli:
“L’Amazzonia il più grande polmone verde ancora esistente sul pianeta, si estende su un’area che supera i 7 milioni di chilometri quadrati,con la superfice boschiva che ne occupa circa 5,5. E’ situata per il 65% in territorio brasiliano il restante in Venezuela, Colombia, Guyana,Suriname,  Guyana francese, Bolivia, Perù Ecuador. In questa area enorme di verde vi si ritrova una infinità di specie sia per quello che riguarda la Flora che la Fauna.Tuttavia la deforestazione o disboscamento iniziato negli anni 40, “il termine ha quella datazione” ha ridotto la superfice, dati rilevati nel 2017 solo nel bacino brasiliano del 20% equivalente a circa 783.828 Km quadrati vale a dire di 2,6 volte la superfice dell’Italia rispetto alla superfice censita nel 1970. Leggi il resto dell’articolo »



La giornata del disertore…

6 06 2019

giornatadisertoreE i disegni di Mario Trudu saranno in mostra domenica 9 giugno ti invita domenica 9 giugno al forte Larino di Lardaro, comune di Sella Giudicarie, alla quinta edizione della “Giornata del Disertore”. Grazie all’Associazione culturale Doc che dà l’appuntamento per la Giornata del disertore.
E spiega: “L’idea di questa giornata è nata cinque anni fa come risposta alle numerose commemorazioni per il centenario dell’inizio della prima guerra mondiale, per rispondere alla retorica ufficiale e istituzionale che vaneggiava di un popolo intero che si lanciò spontaneamente al sacrifico e che tendeva a fare delle persone vittime di una truce fatalità, un triste destino, mettendo in ombra così le reali responsabilità di chi quella guerra la volle e la complicità di chi tuttora la santifica e mistifica la pace che ne conseguì.
Quella fu la pace dei responsabili che buttarono masse di contadini e operai a scannarsi a vicenda in quell’inutile macello, i quali uscirono rafforzati anziché indeboliti.
Loro la chiamarono pace, pace gloriosa se non vittoria a detta di industriali e sparuti patrioti, pace fatta da milioni di mutilati, traumatizzati, orfani, vedove, internate, sfollati, diseredati, figli di violenze e razzie. Una pace che, ieri come oggi, ha bisogno di una guerra di quando in quando.
E da queste riflessioni iniziali è cominciato il nostro percorso che ci ha portato a considerare la diserzione oggi.
Ci furono anni addietro persone che pensavano che il futuro andasse dritto verso un mondo senza eserciti e frontiere ignorando che la pace in cui vivevano non era altro che ciò che altri chiamano pace. Leggi il resto dell’articolo »