Blessing, il coraggio della libertà

22 05 2017

coraggio della libertàMi era arrivato qualche settimana fa, mandato da Alma, Alma Jahollari, un’amica di Caserta. “Il coraggio della libertà”, storia di una donna uscita dall’inferno della tratta. In copertina due grandi occhi da cerbiatta. Pensosi. E un po’ stupiti…
Storia di Blessing Okoedion, che la sua storia ha voluto raccontare, insieme ad Anna Pozzi, che da anni indaga l’orrore delle moderne schiavitù, in un libro che tante cose spiega.
“Imbrogliate, stuprate, vendute”… titolava proprio alcuni giorni fa un articolo de La Stampa a proposito della tratta delle nigeriane. Undicimila arrivate in Italia lo scorso anno, la stragrande maggioranza finita sul marciapiede… Vicende e numeri ai quali sembriamo aver fatto l’abitudine.
Ma poi, leggendo di Blessing, si conoscono nomi, percorsi, si mettono a fuoco volti… e Leggi il resto dell’articolo »



I degni e gli indegni….

20 03 2017

lui e agnelliAvrei voluto parlare di famiglie, bimbi, adozioni, quelle negate e quelle usurpate… ma a proposito della vicenda della bambina sottratta a genitori “troppo” anziani, lunedì scorso mi è capitato di ascoltare l’intervento di un noto, notissimo giornalista, che quasi giornalmente ci propone riflessioni da altrettanto notissimi spazi su quotidiani e tv, e a proposito di questa triste vicenda ha parole ben dure contro questa sorta di reato di anzianità “punito con la sottrazione di un minore ai genitori biologici da parte della cosiddetta Giustizia”. E fin qui, d’accordo, d’accordissimo. Peccato che il pezzetto sia chiuso da un corollario… “tutto questo in un paese che non leva i figli ai mafiosi”!
Naturalmente non voglio insegnare niente a nessuno, figurarsi se a illustre giornalista… Ma è facile, troppo facile…
Mi interrogo spesso, da quando mi sono imbrigliata in storie di ex appartenenti alla criminalità, su quanto la parola “mafia, mafioso” sia diventata una sorta di “tana libera tutti”, che ci autorizza a brutalità inaudite. A violare diritti fondamentali.
I figli, dunque. … Leggi il resto dell’articolo »



Se la tortura non esiste….

1 08 2016

torturaLe parole… sembra proprio che a volte facciano tanta paura, per tutta la storia che sottendono. Tanta paura da far venire l’idea, per difendersene, di provare a distorcerne il significato. Quale tentazione più forte in un paese i cui legulei tanto bene Manzoni ha tratteggiato nella figura dell’avvocato Azzeccagarbugli, così pronto a mescolare carte e parole, per tirar fuori dai guai chi ha fatto qualche bravata di troppo…
“…Purché non abbiate offeso persona di riguardo, intendiamoci, m’impegno a togliervi d’impiccio: con un po’ di spesa, intendiamoci. Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più di tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente.(…)”,
Pensando e ripensando al tanto agitarsi nel nostro parlamento intorno alla parola “tortura”… che a quasi trent’anni dalla precisa definizione che ne ha dato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ( che l’Italia ha ratificato) oggi nel nostro paese ancora sembra non sia chiaro cosa debba intendersi. E davvero imbarazza ripercorrere il dibattito che c’è stato.
Solo un appunto, per ricordare che (…) Leggi il resto dell’articolo »



Gerardo Marotta, la filosofia, i giovani…

19 05 2016

marottaA proposito di Gerardo Marotta, la sua biblioteca, la sua filosofia… ecco cosa scrive Vittorio da Rios. Ascoltate…

“Mi pare importante riportare Ciò che scrisse e disse il Maestro Gerardo a riguardo della filosofia e del pensiero filosofico.
–La battaglia per la filosofia—
Benedetto Croce rileva il presidente dell’istituto italiano per gli studi filosofici sottolineava l’universalità della filosofia dichiarando che la filosofia è sempre presente nell’agire umano e che dove essa è grande e benefica i Paesi prosperano, mentre le filosofie deteriori portano alla rovina gli Stati e le comunità e pertanto i veri filosofi hanno il dovere di combattere le filosofie deteriori.
André Malraux, negli anni trenta del novecento, ha scritto che –il nostro secolo sarà il secolo della filosofia o non sarà secolo–. Quest’ultima citazione sta a significare l’urgenza della riflessione e dell’autoconsapevolezza in un’epoca contraddistinta da una crisi di proporzioni talmente vaste da risultare incomprensibile ad una visione meramente pragmatica, empirica, appiattita sul quotidiano, sull’inessenziale, sull’accidentale.
Viviamo oggi in un mondo in cui la pace tra gli uomini diventa sempre più un fatto lontano e le guerre non hanno mai sosta e gli Stati decadono (…) Leggi il resto dell’articolo »



Othello a Rebibbia

4 05 2016

reb teaL’8 giugno prossimo si terrà presso il teatro del carcere di Rebibbia lo spettacolo di teatro integrato con un gruppo di persone recluse e degli studenti della facoltà di lettere e filosofa di Tor Vergata, “Othello o della verità”. La regia è di Giancarlo Capozzoli, collaboratore fra l’altro della cattedra di Drammaturgia antica di Tor Vergata, scrittore, autore per Huffingtonpost e tante altre cose ancora…
“Sarebbe bello- scrive Capozzoli nell’invitare all’appuntamento- che il teatro fosse pieno proprio in funzione di quel carcere aperto che autorevoli studiosi volontari e giuristi stanno cercando di realizzare”
Ma, per chi non lo sapesse, entrare in carcere per vedere lo spettacolo non è una cosa semplice. Bisogna essere inseriti in una lista autorizzata, i posti a disposizione sono 300circa… Chi volesse esserci, può inviare una mail con i dati anagrafici (luogo e data di nascita e residenza … ) a: othellodirebibbia@hotmail.com . Prima possibile perché entro il 25 maggio va consegnata la lista al direttore per autorizzare gli iscritti. Ci auguriamo di essere in tanti…



distrazioni….

1 05 2016

albero radiciE’ un po’ di giorni che Gatto Randagio ci gira intorno… e ha aspettato che se ne parlasse…
E’ vero che da un po’ di tempo non leggo più “a tappeto” (come da manuale del buon giornalista) i giornali, eppure, eppure… Forse mi è sfuggito qualcosa, forse qualche trafiletto interno,,, ma nessuna traccia neanche nella homepage dei “principali” quotidiani on line (‘Avvenire’ a parte, ma quello, si sa, è un altro mondo… e poi l’informazione di settore come Ristretti Orizzonti).
Di cosa parlo? Parlo delle conclusioni degli Stati Generali dell’esecuzione della pena. Che hanno visto al lavoro per sette mesi circa 200 persone di varia professionalità: funzionari del ministero di Giustizia, direttori di carcere, magistrati, sociologi, docenti di diritto, volontari, architetti… Per sette mesi hanno discusso intorno al nostro sistema penale e carcerario. Alla fine ne sono nate proposte che “i tempi sono maturi per entrare nel vivo di una riforma. Si è acclarata in modo corale l’esigenza di un cambiamento profondo del modello di esecuzione della pena”. Che non è certo negazione della necessità della pena, “ma (…) Leggi il resto dell’articolo »



Con occhi da bambino

30 04 2016

fr002E questa è la bella, densissima introduzione che Natalino Piras ha fatto al libro di Mario Trudu, “Cent’anni di memoria”.

“Questo libro racconta con occhi da bambino – raccontare con gli occhi definisce lo stile di narrazione – l’infanzia contadina e pastorale di Mario Trudu, negli anni cinquanta del Novecento, ad Arzana, in Ogliastra, Sardegna orientale. Gli occhi da bambino sono quelli di un ergastolano, fine pena mai., capaci di immettere il remoto dentro una più vasta latitudine. Tale l’effetto che questa narrazione suscita nel lettore. Il racconto procede per intersechi, per flashback, per catalogazioni di tempi, luoghi, spazi. Il paese dell’infanzia diventa così il proprio mondo, dove altri si riconoscono. Sono stato anch’io bambino, coevo di Mario Trudu. Come lui ho conosciuto la neve del ’56, anch’io ho visto “le persone anziane col sedere per terra”, ho partecipato anch’io alla costruzione di case e fortezze di ghiaccio. Come questo narratore anch’io so cosa significa l’incanto delle stagioni, il rosseggiare de sa mela de lidone, le bacche del corbezzolo, in autunno. Parlo sardo-italiano come Trudu pure se la variante arzanese dà più sul campidanese del mio bittese-logudorese. Come il bambino che è stato condivido a leit motiv della narrazione la memoria della prima guerra mondiale raccontata da (…) Leggi il resto dell’articolo »



Semi di democrazia…

18 04 2016

albero radiciAppunti. Guardando le radici di un albero farsi strada fra mattonelle e asfalto… e chissà se è più l’angustia per queste radici costrette in geometrie di grate, o lo stupore per la forza di quella vita più forte del cemento. Fotogrammi di battaglie, fra alberi e città, che rimandano alla più vasta guerra fra la stupidità dell’uomo, che tutto vuole piegare a sé, e la vita della Terra… guardandosi intorno, guardandosi dentro….
Ritrovo le pagine di un racconto che un insegnante aveva scritto per i suoi alunni. Marco Bruno, della terra d’Avellino, terra di streghe, Marianne e mazzamaurielli ( variante del monacello napoletano). Aveva sentito fortissima, Marco Bruno, l’urgenza di insegnare ai suoi alunni il rispetto della Terra e l’ha fatto creando storie, nate dal ricordo che aveva intatto del tempo in cui i ‘cunti’ dei vecchi intorno al fuoco popolavano le notti di esseri fantastici che spuntavano dal suolo, o scendevano da regioni sconosciute dei cieli, per vivere sulla terra quando l’uomo ancora non l’aveva ferita…
E visto che venerdì prossimo, 22 aprile, è la giornata mondiale della Terra, voglio ricordare quel suo racconto. Ascoltate…
Dunque. “In una notte di luna piena, al limitare del bosco, là nel paese Eterno, dove la realtà confina con la fantasia, alcuni ragazzi (…) Leggi il resto dell’articolo »



Streghe per sempre….

14 03 2016

noce b“Sulla piazza del mercato stanno impilando legna secca./ Un boschetto di ombre è mediocre riparo. Abito / l’immagine in cera di me stessa, un corpo di bambola. / Inizia qui la malattia: sono il gioco a freccette delle streghe. / Solo il diavolo può divorare il diavolo. / Nel mese delle foglie rosse salgo su un letto di fuoco. / (…) ”.
Randagiando fra le pagine della raccolta La luna e il tasso e altre poesie, di Sylvia Plath, che Piera Mattei, che è poeta anch’essa, ha tradotto per le edizioni Via del vento… Rimanendo inchiodata ai versi di Rogo di strega. Che ad altro non viene da pensare a ridosso, chiamiamolo così, del giorno delle mimose. Che ora che questo (il giorno) è passato, rimane il pensiero di quello (il letto di fuoco). E parlo proprio di quello strazio di corpi che rimanda ai secoli di processi, torture e roghi di cui leggiamo nella storia. Perché la caccia alle streghe non è affatto finita.
In senso letterale. Ne avevo letto, ad esempio, tempo fa, nella denuncia (…) Leggi il resto dell’articolo »



parole, etimologie e idiozie…

29 11 2015

Una bella, condivisibilissima riflessione, di Emanuela Nava

“Anche le parolacce hanno la loro etimologia.
Deficiente da deficere, mancare di intelletto.
Stupido da stupere, stupire.
Scemo da semus, mezzo, da cui anche scemare, diminuire.
E idiota, la più brutta parolaccia che ci sia?
Da idios, particolare, privato.
Anche idioma, linguaggio, ha la stessa provenienza: idios.
Questo significa che chi parla solo la sua lingua si comporta in modo idiota.
Una idiozia è stata abolire la festa di Natale in una scuola della provincia di Milano, pensando di rispettare le altre culture. Come si fa a rispettare gli altri se non si comincia a rispettare se stessi, ad amare l’anima del mondo che è fatta di tante lingue, e quindi anche della propria?
Rispetto significa guardare e riguardare il mondo e la sua bellezza come se fosse la prima volta. Spero che il preside che ha abolito una festa così sentita e festeggiata in tutti i paesi, anche in quelli a minoranza cristiana, ci ripensi, altrimenti non solo non rispetterà i bambini, ma rischierà di farli diventare idioti. Un grande dolore per l’anima del mondo”.
Emanuela Nava