Aracne e dintorni

20 02 2019

tela-di-ragnoPaolo Rausa ci regala ancora racconti e conoscenza, di cui sono immensamente grata. Come sempre… ascoltate:

“Tessere e intessere, la nostra vita, le trame. Manualità e immaginazione. Il progetto è pensiero ma anche azione per realizzarlo. Questo ci raccontano le storie. Le Mille e una notte. Sherazade che riscatta la sua vita e quella delle altre donne immolate al potere del califfo. Ma fino a quando la trama continuerà a svolgersi, come quella di Penelope, la nostra vita intesserà. La metafora del filo ci porta a salvazione, vedi Arianna, così come le Parche (Clòto, Làchesi e Àtropo) che presiedono al destino dell’uomo. Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni… Così De André. Le Parche filano il filo della vita, dispensano i destini, assegnandocene uno ad ognuno di noi stabilendo anche la durata e, inesorabili, tagliano il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni sono immutabili: neppure Zeus può protrarre il tempo, forse sospenderle per un periodo breve… Il tempo di uno sguardo di desiderio, di un sorriso, dell’amore… Come possiamo disporre individualmente della terra, delle sue ricchezze se non ci appartengono?
Capriolo Zoppo lo scrisse al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce, nel 1854. Leggi il resto dell’articolo »



La Storia fra trama e ordito

11 02 2019

copertina libroC’è un grande tappeto, piuttosto vecchio, direi quasi antico, a segnare il cuore della mia casa. Il Gatto ci si rotola estasiato, e a volte si incanta a seguirne trame e disegni, e sicuramente vi legge quello che io ancora non conosco…
“Come la fiaba o la parabola- mi ha detto un giorno citando Cristina Campo- il tappeto non tratta, ostinatamente, che del reale e soltanto in virtù del reale tocca le geometrie dello spirito, le matematiche contemplative”.
Nei segni dei tappeti, messaggi di mani esperte che hanno tessuto parole, come per manoscritti in cui persone e intere società raccontano il proprio mondo. C’è da rimanerne incantati perdendosi nelle storie, grandi e piccole, che l’arte del tappeto comunica e tramanda…
Ma anche se so bene che la vita non è solo incanto, il mio stupore, e tremore, sono stati davvero grandi quando ho saputo di trame che raccontano la guerra. E sono guerre dell’oggi…
Le ho incontrate nei tappeti della straordinaria raccolta di Edoardo Marino. Appassionato del mondo dei tappeti orientali, e più in generale dell’Oriente, è fra le tante cose autore di una storia dell’Afghanistan narrata attraverso i motivi dei tappeti di guerra. Guerre a tappeto, il titolo. E vale la pena di leggerlo. E vedere come, per narrare il reale, sono cambiate nel tempo le trame… Leggi il resto dell’articolo »



Sal-Remo

5 02 2019

dianaSapevate che il primo festival di Sanremo è stato al Casinò di Sanremo nel 1932? Organizzato dal padre di Roberto Murolo, fu festival della canzone napoletana.
Ce lo ricorda Diana Ronca… che con Claudio De Bartolomeis forma una coppia canora che da trent’anni porta in giro per l’Italia, e non solo, i classici della canzone napoletana. Coppia dolcissima ed effervescente…
Come non incuriosirsi della loro ultima loro iniziativa… Si sono incamminati per un tour Sal-Remo, da Salerno (che è la loro città) a Sanremo, per portare nelle scuole, nei salotti, nelle librerie, in sedi di associazioni, la canzone classica napoletana. Un Reading Musicale, parole e musica con brani dei classici napoletani. Leggi il resto dell’articolo »



nel maggio del ’76

5 02 2019

Terremoto-Friuli-VVFF-EI-Vittorio da Rios, ci riposta il racconto di un altro terremoto… Era il 1976…
Quando il raccontare è geniale quanto passionale come è degli intelletti con l’Eroico nel proprio D.N.A stimola il riannodarsi di ricordi e momenti vissuti che hanno caratterizzato e segnato la tua esistenza. Alle ore 21 del 6 maggio del 1976 mi trovavo a bordo della mia amata 500 venticinquenne mentre stavo rincasando dalla visita fatta ad un amico.Notai con non poco stupore che a pochi chilometri da casa la gente si era riversata ai bordi della strada, in un via vai e gesti fatti con le braccia del tutto anomali che mi fecero presagire che qualcosa di tragico era avvenuto. Quando arrivai a casa i miei mi resero subito edotto sull’evento. La prima tremenda scossa che io all’interno della mia macchinetta non potevo aver avvertito ben sentita anche nel trevigiano. All’indomani Leggi il resto dell’articolo »



Padre nostro che sei nel mare…

27 01 2019

c-opertinaPadre nostro che sei nel mare
Hanno bestemmiato il tuo nome
Un cimitero è il tuo regno
È questa la loro volontà
Come all’inferno così in terra
Dacci oggi la nostra vergogna quotidiana
Accusa noi per questi morti
Come ci accuseranno i nostri figli
Non permetterne l’oblio
E liberaci dall’assolutoria indifferenza
Tuoi gli uomini, tue le donne, tuoi i bambini
Annegati oggi in questo mare
Amen

Preghiera. Di Antonio Esposito, che avevo scoperto scrittore di rara forza, leggendo un suo racconto su un amore nato in manicomio, Ammore mio…
Oggi, Giorno della Memoria, vi propongo questa sua preghiera, che sembra scrivere una pagina della memoria che verrà. Quando ci chiederemo, come oggi per il passato, “come è stato possibile”. Leggi il resto dell’articolo »



Fotografie matte, nel labirinto della vita

14 01 2019

COPERTINA CATALOGO“Una fotografia è un soffio che frattura un vetro posato sul mondo… Il fotografo è un vetraio, ma anche un collezionista di vetri infranti, dietro ai quali appaiono fantasmi che ci attraversano”.
Non trovo espressione migliore di questa di Serge Pey, per esprimere quello che ho provato sfogliando le foto con le quali Pietro Basoccu racconta la vita di una casa-famiglia. Nel labirinto della vita, s’intitola il lavoro, dove le immagini, introdotte da una riflessione dello psichiatra Vittorino Andreoli, che è stupore di fronte a “fotografie matte” che “sono bellissime”, sono anche accompagnate dalla poesia di Serge Pey, poeta visivo e tante altre cose ancora.
Ho incontrato per la prima volta la bellezza delle fotografie di Pietro Basoccu, che è medico pediatra fotografo, nel racconto di un carcere della Sardegna, Captivi… dove il bianco e nero dipinge il grigio di un’ossessione, attraverso la quotidianità di dettagli che compongono vite che non riusciamo a immaginare, e forse neppure lo vogliamo… Leggi il resto dell’articolo »



La musica del silenzio

4 08 2018

inattesi_librettoGiornata di mare. Il Randagio, sapete, l’acqua preferisce guardarla a distanza… e magari quando il sole inizia a calare… così, diciamo che si è trattato di una prima quasi serata di mare… che poi è il momento più bello… quando, finito il chiasso del giorno, il silenzio lascia che la musica delle onde tutta arrivi come il dondolio di una carezza…
E ieri sera la voce del mare ha per noi (per me e il Gatto) richiamato la dolcezza di un canto che avevamo appena ascoltato. Quello che Davide Peron, che è artista, cantautore, aveva iniziato a comporre guardando la sua bambina, nata appena tre giorni prima, in braccio alla mamma. Anita Maria, la bimba, ed Eleonora, la madre… lì che dormivano…
“… adesso che dormi e tutto è silenzio / vivi i tuoi sogni che la vita ha inizio da lì// Abbiam cantato e toccato la luna/ l’abbiamo ascoltata/ abbiamo aiutato, rincorso pregato/ ti abbiamo aspettata/ abbiam tentato sentieri nuovi/ scovando pensieri inattesi…”
Ed è stata la nascita, anche, di un bel disco… ops! un CD (e svelo d’appartenere all’altro secolo…). “Inattesi”… perché anche chi non è aspettato, spiega Peron, ha diritto di essere compreso e merita di ricevere dignità.
Al Randagio è piaciuto tanto questo canto delicato, sognante e poetico, Leggi il resto dell’articolo »



Il canto di Jonathan

30 07 2018

 

canto degli animali libro“Ma non ti sembra manchi qualcosa? Non senti il silenzio come di un’assenza?”
Prendo sempre sul serio le osservazioni del Randagio. Così l’altra sera, che eravamo lì ancora guardando il mare, impigriti in attesa del tramonto, ho drizzato bene le orecchie …
Accidenti aveva proprio ragione… come potevo non averlo notato? Il sole che piano cala, qualche voce che si allontana, il rumore delle onde del mare… e neppure un grido d’uccello…
E pensare che ascoltiamo in città albe e tramonti affollati dei richiami di torme di splendidi pennuti bianchi, che vanno, che vengono, planano sui terrazzi e sui tetti, ormai padroni del grigio dei nostri cieli… e qui che ti aspetteresti di vederli finalmente nell’azzurro dei loro mari… nulla…
“E’ dunque vero che i gabbiani, quando non affollano porti o seguono navi, risalendo fiumi si sono tutti trasferiti in città, a rimestare fra i nostri rifiuti e…” stavamo per affogare in un mare di ovvietà a proposito di come abbiamo stravolto il mondo quando…
“Guarda… eccone uno!” Leggi il resto dell’articolo »



domenica prossima a Prima

16 05 2018

maria sabato proxdomenica prossima, appuntamento a “Prima”, in via dei Lucani 41,a (san Lorenzo) a Roma…

Rom e Gagé ….

si consiglia di prenotare…



L’aquila e il bambino

7 05 2018

aliou kamissoko (3)La prima volta che l’abbiamo vista, io e il Randagio, era forse appena arrivata nel quartiere. Un viso e un corpo d’ebano, avvolta nei colori delle splendide stoffe d’Africa… e un bambino con gli occhi enormi che le saltellava vicino, sgusciava, si allontanava, ridacchiava guardandosi intorno. Si era seduta, un po’ sfinita, sulla panchina, sotto uno smilzo alberello, che la primavera non aveva ancora vestito di foglie, a vendere collane. Gliene ho comprate due, devo dire bellissime, di perle di legno colorato…
“Fabio!, torna qui, la signora è brava…”, mentre trattavamo sul prezzo ha richiamato a sé il bambino che, birbante e allegro, ancora le sfuggiva e “pericolosamente” caracollava sul bordo del marciapiede.
Fabio? Nome italiano… “Sì, un nome italiano…”. Forse augurio, viatico per la giovane vita che muove i primi passi su questa riva, scelto da una mamma che ha lasciato alle spalle, di là dal mare, la sua terra. “Burkina Faso”, mi ha detto…
E mi è venuto in mente l’inizio di un bel racconto che narra del Burkina Faso e del suo leggendario presidente, Thomas Sankara, cui costò la vita il sogno di un’economia di pace che potesse sollevare il paese dalla miseria. Pensate… solidarietà, sobrietà, produrre solo quel che si consuma… Sogno pericolosissimo. Avrebbe minato alla base le regole su cui poggia il nostro avido mondo. Ma non è di questo che ora vi voglio parlare…
Iniziava, quel testo, ricordando che le foglie Leggi il resto dell’articolo »