Aracne e dintorni

20 02 2019

tela-di-ragnoPaolo Rausa ci regala ancora racconti e conoscenza, di cui sono immensamente grata. Come sempre… ascoltate:

“Tessere e intessere, la nostra vita, le trame. Manualità e immaginazione. Il progetto è pensiero ma anche azione per realizzarlo. Questo ci raccontano le storie. Le Mille e una notte. Sherazade che riscatta la sua vita e quella delle altre donne immolate al potere del califfo. Ma fino a quando la trama continuerà a svolgersi, come quella di Penelope, la nostra vita intesserà. La metafora del filo ci porta a salvazione, vedi Arianna, così come le Parche (Clòto, Làchesi e Àtropo) che presiedono al destino dell’uomo. Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni… Così De André. Le Parche filano il filo della vita, dispensano i destini, assegnandocene uno ad ognuno di noi stabilendo anche la durata e, inesorabili, tagliano il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni sono immutabili: neppure Zeus può protrarre il tempo, forse sospenderle per un periodo breve… Il tempo di uno sguardo di desiderio, di un sorriso, dell’amore… Come possiamo disporre individualmente della terra, delle sue ricchezze se non ci appartengono?
Capriolo Zoppo lo scrisse al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce, nel 1854. Leggi il resto dell’articolo »



Ricami, arabeschi e tele di ragno Trame di vita

19 02 2019

Vincent_Willem_van_Gogh_139Riannodando il filo della conversazione iniziata domenica scorsa, a proposito di tappeti e di trame…
Passione antica, quella dei tappeti, esplosa con la lettura di una fiaba che arriva dall’Oriente, per la precisione dalle montagne del Tagikistan…
Così siamo saliti (io e il Randagio) sul nostro tappeto volante e siamo arrivati fin laggiù, per ascoltare la fiaba narrata dagli allevatori nomadi che percorrevano le terre fra Iran, Afghanistan, Kirghizistan, Uzbekistan… la storia de “Il principe che impara un mestiere” che, per inciso, ci fa anche capire quanto sia importante, nella vita, conoscere un mestiere, per chiunque, fosse pure il figlio del più ricco e potente dei re…
Dunque. C’era una volta un principe russo, Bielkin, che amava molto passeggiare da solo sulle montagne, e andando andando un giorno arrivò in un pascolo dove vide la figlia del pastore, una ragazza così bella, ma così bella che se ne innamorò e subito le chiese di sposarlo.
L’avreste mai detto? La ragazza lo respinse. Leggi il resto dell’articolo »



La Storia fra trama e ordito

11 02 2019

copertina libroC’è un grande tappeto, piuttosto vecchio, direi quasi antico, a segnare il cuore della mia casa. Il Gatto ci si rotola estasiato, e a volte si incanta a seguirne trame e disegni, e sicuramente vi legge quello che io ancora non conosco…
“Come la fiaba o la parabola- mi ha detto un giorno citando Cristina Campo- il tappeto non tratta, ostinatamente, che del reale e soltanto in virtù del reale tocca le geometrie dello spirito, le matematiche contemplative”.
Nei segni dei tappeti, messaggi di mani esperte che hanno tessuto parole, come per manoscritti in cui persone e intere società raccontano il proprio mondo. C’è da rimanerne incantati perdendosi nelle storie, grandi e piccole, che l’arte del tappeto comunica e tramanda…
Ma anche se so bene che la vita non è solo incanto, il mio stupore, e tremore, sono stati davvero grandi quando ho saputo di trame che raccontano la guerra. E sono guerre dell’oggi…
Le ho incontrate nei tappeti della straordinaria raccolta di Edoardo Marino. Appassionato del mondo dei tappeti orientali, e più in generale dell’Oriente, è fra le tante cose autore di una storia dell’Afghanistan narrata attraverso i motivi dei tappeti di guerra. Guerre a tappeto, il titolo. E vale la pena di leggerlo. E vedere come, per narrare il reale, sono cambiate nel tempo le trame… Leggi il resto dell’articolo »



Racconti da un mondo sottosopra

3 02 2019

cronache-dalle-macerie-copA tratti incrociando le immagini della neve, caduta come il silenzio, sulle terre d’Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto… e tutti quei paesi, che magari neppure conoscevamo, i cui nomi abbiamo imparato a pronunciare con le cronache del terremoto di ormai quasi tre anni fa, e che forse già abbiamo dimenticato. Eppure il terremoto è uno degli avvenimenti più traumatizzanti, forse quello che lo è di più, per una comunità…
“Osservare la neve mentre si deposita sulle rovine è come assistere a una tragedia che si rinnova”. Sono parole di Stefano Zanut, che è dirigente del corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dei suoi colleghi ha raccolto le testimonianze di quei giorni d’emergenze, per regalarci “racconti da un mondo sottosopra”. “Cronache dalle macerie”, il titolo del libro che ne è nato, che a quei giorni, ma anche ai problemi irrisolti dell’oggi, mi ha riportato, attraverso lo sguardo di soccorritori tempestivi e discreti come i vigili del fuoco…
Un punto di vista, quello di queste cronache, che apre squarci su un mondo a noi sconosciuto…
E’ proprio vero, come si racconta…
I vigili del fuoco… Leggi il resto dell’articolo »



Dal diario di Thomas Mann

21 01 2019

grosz_dehors_et_dedans_1926Grazie a Vittorio da Rios, che apre per noi altre pagine….

“Stimolato da Francesca con questa interessante lettura di Heinrich Mann “Der Hass” mi sono aggirato tra gli scaffali e ho ripreso in mano:; conversazioni 1909-1955 di Thomas Mann. Dal suo diario 30 ottobre 1941 ” dopo la colazione intervista con un intelligente giornalista”.Il Dott. Mann con il quale abbiamo parlato ha attaccato i nazisti che, come ha detto annientano tutte le fondamentali dignità dell’uomo,
( compassione,amicizia, fratellanza ) e farebbero regredire la civiltà a un livello precristiano se risultassero vincitori. In questa guerra è in gioco la civiltà, ha precisato Thomas Mann, e una vittoria delle potenze dell’Asse,comporterebbe una catastrofe di proporzioni inaudite. Il 31 luglio del 1947 lo intervista Edilio Rusconi per il Corriere Della .era In un racconto lungo quasi quaranta anni fa, Mann dichiarava il proprio amore per tutto ciò che è umano vivente abituale per gli esseri chiari felici amabili; e con ciò si professava scrittore borghese.Gli ho domandato dunque bruscamente se oggi si identifica ancora… in quel tempo di giovinezza ” No –ha risposto– ho visto molte sofferenze e oggi il mio pensiero va verso l’avvenire”. Leggi il resto dell’articolo »



Raccontare l’odio. Le profetiche pagine di Heinrich Mann

21 01 2019

IMG_20190117_0002“In circostanze normali, una persona incontra nel suo simile solo un odio moderato e molto relativo; e anche egli stesso, con tutto quanto sa della vita, prova grande difficoltà a odiare senza restrizioni e riserve. Certo, si hanno dei nemici e ci si rende conto di questo fatto, ma non si riesce a credere che siano capaci di tutto. Non lo sarebbero, del resto, neanche gli amici. Questi, come quelli, sono fatti proprio come te, giacché anche tu ami oppure odi fino a un certo punto e non oltre. Poi s’impone il tuo scetticismo; ed è bene che sia così, tanto per il tuo benessere fisico come quello spirituale. Un odio esasperato non sarebbe sano per te. Inoltre, sarebbe indegno della tua intelligenza. Tu confronti il nemico con l’amico e constati che entrambi, alla fine, sono esseri umani.
Occorre essersi lasciate alle spalle parecchie cose prima di darsi decisamente in braccio all’odio. Oppure può darsi che non si sia fatto nessun passo avanti nel campo dell’umana riflessione e del dubbio, e non si sia quindi del tutto civilizzati”.
E’ la pagina con la quale inizia uno scritto di Heinrich Mann, Der Hass. L’odio. Leggi il resto dell’articolo »



magie…

18 01 2019

cop_Poesie-in-tautogrammaTautogramma… A dire la verità fino a ieri non sapevo neanche cosa fosse. Un componimento in cui tutte le parole iniziano con la stessa lettera. E come immaginare che qualcuno si possa prendere la briga di abbandonarsi a questa forma di ingegneria letteraria…
Ma ancora una volta un libretto bussa alla mia porta e mi ricorda che c’è sempre qualcosa da imparare. E che ancora una volta porta in dono la gioia di un momento di stupore…
Mi è accaduto appunto ieri leggendo pagine di “Poesie in tautogramma”, raccolta di Alessandra Palombo. Non sono un critico letterario, non sono “esperta” di poesie. Ma come mi ha detto un giorno un’amica che ne sa ben più di me: non bisogna essere esperti per incontrare la poesia. La poesia si riconosce… e in queste pagine magicamente nella poesia sono all’improvviso scivolata.
Ascoltate:
Incamminarsi
in inverno,
inattesi
intravedersi,
intuirsi.
Irrazionali
incontrarsi,
intrepidi
intrigarsi,
infatuarsi.

Insieme innamorarsi.

Non è un soffio al cuore? Leggi il resto dell’articolo »



Wali, che ha rifiutato il Paradiso per non uccidere

30 12 2018

libro waliQuanto è lontano l’Afghanistan? Più lontano della luna, sembrerebbe…
Un pianeta grigio e pietroso su cui neppure vale più la pena di sollevare lo sguardo. Certo, capita di vederne brani, come squarci di paesaggi lunari di macerie, negli occhi e nella carne della sua gente martoriata. Ottomila le vittime solo quest’anno, e quasi tremila sono bambini, è la denuncia di Emergency. Ma per noi spesso sono solo numeri…
Eppure qualcosa può sempre cambiare, quando a quei numeri riusciamo a dare un nome e un volto. Ed è quello che ci aiuta a fare Atai Walimohammad, Wali per gli amici, fuggito dal paese ‘liberato’ dagli Usa (pronti oggi a un ambiguo ritiro) e venuto a vivere in Italia.
La primavera scorsa ci ha raccontato gli anni terribili dei bambini bomba e il prima ormai dimenticato (https://www.remocontro.it/2018/04/08/wali-e-lafghanistan-talebano-dove-ora-volano-i-bambini-bomba/). Oggi ci invita a non dimenticare il suo paese con un libro in cui narra la sua storia. “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere” (firmato insieme con Rosario Lubrano). La storia di un “infedele” che per il cammino della propria vita non ha visto altra via che quella indicata dal padre, Atta Mohammad, che era medico, psicologo, aveva come unico credo la conoscenza e la cultura, e per questo è stato ucciso. Leggi il resto dell’articolo »



Due cartoline d’auguri…

17 12 2018

gatto scrittoreDue brevi appunti, che Gatto Randagio ci invia, come biglietti d’augurio per le feste alle quali, convinti o recalcitranti, siamo comunque tutti invitati a prepararci… Una riflessione sul dono, e una cartolina da e per il Mondo di sotto.

Giornata bigia di pioggia, l’altro ieri. Il Gatto ne ha approfittato per restare in casa, a tentare di stilare l’elenco dei libri che regalerà per Natale. Tranne rare eccezioni, tende a donare solo libri, il Randagio. Che non è affatto scelta facile o sbrigativa. Con il dubbio di sempre: cercare il titolo giusto per ciascuno, o affliggere tutti con il libro che più, nell’anno, gli ha fatto battere il cuore… Ricorda ancora i sorrisi spenti di quando ha distribuito a tutto spiano racconti dal carcere. “Come fossero stati invece entusiasmanti quelli ricevuti in cambio, di libri!”, si è detto. Poi subito vergognandosi di questo pensiero cattivello…
E per riparare si è messo a sfogliare l’ultimo libro scritto dalla teologa Adriana Zarri, “Un eremo non è un guscio di lumaca”, per ripescare una riflessione, che gli era stata sottolineata da altra scrittrice, Gabriella La Rovere, sul dono. Ascoltate… Leggi il resto dell’articolo »



44 matti e i musicanti di Brema

10 12 2018

musicanit...Permettete un’autocitazione. “C’era una volta e c’è ancora adesso”, era il titolo di una trasmissione radiofonica messa su per radiouno insieme a Daniela Morandini. Leggere la realtà dell’oggi attraverso gli archetipi delle fiabe. Tra le tante fiabe attraversate, “I musicanti di Brema”, dei Fratelli Grimm, storia della fuga da un destino di morte e dall’ottusità di chi dà valore a solo a ciò che gli serve. Quale storia migliore per raccontare il viaggio che alcuni anni fa fecero 44 “matti” partiti da Roma destinazione il Parlamento Europeo, per chiedere la fine dei manicomi. A guidarli lo psichiatra Luigi Attanasio che, questa settimana in cui si è celebrata la giornata mondiale della salute mentale, in questo racconto vogliamo ricordare con affetto e nostalgia…

Bisognerebbe ricordarle ogni giorno, certe questioni, insieme alle persone la cui vita tutta è tesa a trovare strade per aiutare chi altrimenti, in questa società crudele e distratta, sarebbe solo.
Pensando a Luigi Attanasio, Gigi per gli amici, psichiatra, scomparso poco meno di tre anni fa, che è stato responsabile di un servizio pubblico a Roma, una lunga militanza in Psichiatria democratica, della quale è stato anche presidente, medico “del territorio”. Solo persone dal pensiero colto e radicale come il suo potevano partecipare al gioco che gli abbiamo un giorno proposto, e farsene attore. Entrare in una fiaba, che raccontasse in qualche modo anche una sua, di fiaba. Naturalmente insieme ai suoi “mattarelli”. E abbiamo scelto “I musicanti di Brema”, dei fratelli Grimm.
Le fiabe, sapete, non stanno mai ferme, Leggi il resto dell’articolo »