Dove la parola non arriva

22 05 2018

truduIl primo giugno si inaugura a Villa Lagarina ( Trento) , una mostra di disegni di Mario Trudu. ovviamente saremo lì…

A cura di: Comune di Villa Lagarina
Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 – Villa Lagarina
La mostra è a cura dell’Associazione Stefano Frapporti – Cabana. Inaugurazione venerdì 1 giugno 2018 alle 18.30, con la partecipazione di Francesca de Carolis, curatrice dei libri di Mario Trudu. Evento collaterale venerdì 15 giugno alle 21.00: “Non è sogno (la vita)”, proiezione del progetto di film di Giovanni Cioni

“Sono nato ad Arzana e sou fieru de essere alzanesu (e sono fiero di essere arzanese), così da ragazzo ho appreso un po’ di regole della mia terra. Penso che quelli nati in quel luogo, in quel periodo e galu prima (e ancora prima), siano essi uomini che donne, siano persone forti da superare qualsiasi disastrosa avversità. Io per mia disgrazia ho scontato quasi 40 anni di carcere, e credo che possiate immaginare quanto possano essere stati duri. C’è tutta la vita di un uomo, avvolta dalla malasorte, e per quanto riguarda il mio caso posso con forza affermare avvolta dalla mala justithia. E se sono vivo, questo conferma che quelle regole quei principi rendevano le persone forti, persone che non sanno cosa vuol dire arrendersi e sono convinto che per la dignità dell’uomo sia tutto questo importante”. Leggi il resto dell’articolo »



Enrichetta, Carlo e la Storia…

14 05 2018

dil001Oggi vi voglio parlare di una storia d’amore. Una storia lontana nel tempo ma che, con l’animo romantico che ci ritroviamo, io e il Randagio, ancora ci fa palpitare in sussulti… cosa che ogni tanto fa bene all’anima, trovare motivo di palpiti e sussulti…
La storia di Carlo Pisacane e Enrichetta di Lorenzo. Pisacane lo conosciamo da sempre… gli ideali mazziniani… il sogno dell’Italia unita… l’avventura della Repubblica Romana, la tragica morte a Sapri… Ma quanti sanno dell’amore travolgente che lo unì alla donna che tutta la sua avventura condivise?
Questo amore io l’ho incontrato qualche anno fa, quando Alessandro di Lorenzo mi ha mandato il libro nel quale ha ricostruito la storia della sua famiglia. Alessandro è di Orta di Atella, comune della provincia di Caserta… e subito ho sentito odore di casa…
“Enrichetta era una prozia, i de Lorenzo una famiglia divisa fra Napoli e Orta di Atella dove c’è ancora il settecentesco palazzo… Le prime curiosità sono nate dai racconti sentiti in casa. C’era allora la tradizione del raccontare e da piccoli la sera eravamo tutti intorno al camino ad ascoltare… Così presto ho iniziato a cercare… ho raccolto i racconti tramandati di padre in figlio, ho fatto ricerche nelle diocesi, nelle biblioteche campane…” Leggi il resto dell’articolo »



il matto, il re, Basaglia e la saggezza di Bertoldo

30 04 2018

copertina“Qual è il più gran pazzo che sia?” chiese il re.
“Colui che si tiene il più savio” rispose Bertoldo.
Soave verità del semplice ma saggio contadino che per la sua astuzia fu accolto alla corte di re Alboino…
Così, Gatto Randagio, che alla saggezza di fiabe e racconti si è sempre affidato, questa settimana, allo scoccare dei quarant’anni della legge Basaglia che “restituì ai ‘matti’ libertà, diritti e dignità”, ha sentito l’urgenza di leggere la “Guida alla salute mentale, per la conoscenza delle cure e dei servizi”. Un libro a firma di Renato Piccione e Gianluigi di Cesare, titolo appena nato della collana “180 archivio critico della salute mentale” (edizioni Alpha Beta Verlag), che ha lo scopo di orientare le persone con disagio psichico e le loro famiglie nel vasto campo delle diverse forme nelle quali si manifesta il disagio e nel corrispondente articolato campo delle soluzioni e cure offerte dal sistema sanitario pubblico.
E lo consiglia a tutti, il Randagio, ma davvero a tutti, perché “perdere o preservare la salute mentale non è solo un problema di singoli individui, ma è cosa che possiede una grande rilevanza sociale”. E riguarda centinaia di milioni di persone nel mondo. Ad essere precisi, l’Oms parla di 516 milioni di persone affette da disturbo mentale, anche stabilizzato, a cui aggiungere circa 1120 milioni di persone con disagio più o meno grave (dati del 2014).
Tema enorme, dunque, delicato, complesso… nei cui tanti risvolti, teorici e pratici, questo libro riesce a guidarci con semplicità e leggerezza, persino…
Leggerezza che già t’investe come un vento d’aprile con l’immagine di copertina… Leggi il resto dell’articolo »



Sediolini, prigioni e gorillini. Il solito tarlo…

23 04 2018

prigione-mamme-e-bimbi“Beh, qui siamo mica a Bollate”, Gatto Randagio ha sentito spesso così sospirare qualcuno dei “cattivi” soggetti che ormai stabilmente frequenta. Bollate, carcere modello sinonimo di civiltà (se civile può mai essere l’idea della carcerazione), sogno di chiunque varcato il cancello di un istituto di pena, inizia a capire dov’è che è davvero finito…
E a Bollate dunque, ha letto il Gatto, verrà sperimentato un arredo per celle più funzionale, in maniera che dallo stesso pur breve spazio si possano ricavare piccole “comodità”. Tipo barre multiuso che diventano mensole, tavolini smontabili, guardaroba ricavati in angoli del letto a castello… “Stanze sospese”, la mostra in cui si presenta il progetto, al quale hanno lavorato designer e detenuti, nell’ambito del Fuorisalone milanese.
Certo negli spazi costipati, e spesso fuori norma, delle celle in cui sono ristretti i nostri detenuti, potrebbe un po’ rasserenare sapere dove mettere una maglietta in più, dove sedersi, dove poggiare con agio un libro… ma, primo pensiero del Randagio, di Bollate ce ne è uno solo… e poi e poi … c’è sempre quel tarlo che gli rode dentro, da quando ha toccato con mano cosa sia una detenzione, che per quanto si possa abbellire, riformare, attenuare… proprio non lo convince quella strana idea di rieducare imprigionando corpi… sorvegliando e punendo… Leggi il resto dell’articolo »



Sulla cattiva strada…

16 04 2018

fuoco di legna copertina...“Primavera non bussa lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura… ha le labbra di carne e i capelli di grano… che paura che voglia che ti prenda per mano,… che paura che voglia che ti porti lontano…”
Ancora De André. Il motivo di questi versi riaffiora, affacciandomi su un giorno di primavera finalmente esplosa, appena finito di leggere “Fuoco di legna, anime in cielo – Fabrizio de André e i suoi cattivi maestri”, di Franca Canero Medici (libro edito da Zona music books), e con la suggestione irruenta della primavera cantata da “Un chimico” mi viene urgente iniziare a parlarne.
Il caso… ma forse caso non è… con gli stessi versi, lo stesso giorno, saluta la primavera Dario, (Dario Stefano Dell’Aquila che conosco autore che indaga sui temi della vulnerabilità, della libertà, del potere psichiatrico). E non solo lui… Altri luoghi, altre generazioni, stesso sentire inquieto, stessa emozione, a cui ancora De André regala parole. E mi chiedo quanto è lunga, quanto affollata la “cattiva strada” lungo la quale la potenza della sua poesia in tanti ci conduce e ci fa incontrare…
Strada affollatissima, che sempre riserva sorprese, come l’incontro con “Fuoco di legna, anime in cielo”, e con la sua autrice, che deve averlo amato davvero tanto, De André, se ha saputo dedicargli pagine di tanto fascino. Leggi il resto dell’articolo »



Alberi di canto…

13 04 2018

alberi di cantoAlberi di canto, il festival che a Maranola, alle porte di Latina, ritorna per il sesto anno… appuntamento di metà aprile con alberi e frutti dimenticati… quest’anno Peppe Servillo e l’ensemble Polifonia Aurunca interverranno insieme ad Annarita Persechino che curerà il percorso letterario con “Il racconto dei gelsi”, che anche a noi oggi ( e davvero la ringraziamo) ha voluto regalare… ascoltate…”Morus alba”…

“Il gelso era ed è ancora una presenza nelle antiche masserie aurunche. Questa pianta dona un fascino mistico alla masseria, sembra quasi che le dia un nome, una identità, una voce, una luce. Crea un ponte fra la vita di oggi a quella rurale di ieri. Nella zona aurunca, alcune masserie avevano ed hanno l’albero di gelso, piantato in funzione di meridiana. I contadini dalla sua ombra leggevano l’ora e dai colori del tramonto che penetravano attraverso le fronde leggevano il meteo del giorno dopo. Non solo, ma anche dal fruscio delle fronde, riuscivano a capire se era in atto una tempesta o il tipo di vento che stava per arrivare. Leggi il resto dell’articolo »



Dove è sempre venerdì di passione…

2 04 2018

bambino valigAvrei voluto parlare di Pasqua e di resurrezioni, ma proprio non trovo ragioni..
Pensando piuttosto a Maria… ché alle immagini luminose, agli sfondi azzurri di cieli e spume di nuvole, al volto trionfante di luce dell’iconografia a cui rimanda la Pasqua dei cristiani, si sovrappone un volto di lei, che non riesco a mandar via… Ed è ancora il volto del venerdì santo, di quando, come si legge nel racconto di Nicodemo, Maria diede in un gemito profondo… “ma ormai figlio mio anch’io morirò con te”… e poi gridò di nuovo a gran voce… ai piedi della croce del figlio che muore…
Tutto sembra rappreso nel momento di quel gemito, e sembra difficile andare avanti a sfogliare le pagine del racconto, dopo aver visto e rivisto immagini che arrivano dalla Siria… e ascoltato quel grido da Ghouta… “vediamo i nostri figli diventare cadaveri”… Leggi il resto dell’articolo »



Ora in Scena! Paolo Rausa con Ovidio a Roma…

17 03 2018

rausa ovidioUn appuntamento…

La Compagnia Ora in Scena! a Roma il 24 marzo ore 18 con le ‘Metamorfosi’ di Ovidio e il Mondo Estremo, omaggio al poeta nel bimillenario della morte,
Unione delle Associazioni Regionali di Roma e del Lazio, via Aldovrandi 16 (Villa Borghese, c/o Museo Civico di Zoologia) in collaborazione con Associazione pugliese di Roma e Associazione Regionale Pugliesi Milano e il patrocinio della Ambasciata di Romania, in ricordo di Tomi (ora Costanza sul Mar Nero), dove Ovidio fu esiliato senza poter far ritorno in patria. Ideazione e regia di Paolo Rausa, aiuto regia Ornella Bongiorni. Coreografie: KALIMBA STUDIO DANCE con Carmen Kalimba, Giusy Pede e Samia El Zein. Interpreti: Massimo Loiacono, Vito Rubano, Paola Matesi, Tiziana Trenti, Armando Pisanello, Antonietta Nava, Dido Defendi, Alberto Bene e Giorgia Carluccio. Il giorno dopo a Sulmona, sua patria natale. Info: 334 3774168.



Marina e Lucia…

12 03 2018

coperina marinaOggi vi voglio parlare di Marina e Lucia, dopo che ne ho letto persone per me difficili da dimenticare.
Marina, che quando nacque, nel 1914… “nella situazione di disagio dei tempi della guerra e nella povertà diffusa che non risparmiava la sua famiglia, era un ben piccolo problema il fatto che alla nascita avesse dei genitali un po’ diversi dalla norma. Ma il ‘pisellino’ c’era, e quindi maschietto. Nome: Enrico. Così avevano deciso per lei”. E all’anagrafe è Enrico Ferrari.
Lucia, nata quasi mezzo secolo dopo, che ha conservato il ricordo di quando da piccola vedeva “la Marina” passare davanti ai tre negozi alimentari che servivano la zona della case popolari di Arco, per alcuni ancora “el Marina”, che un po’ tutti conoscevano nella zona del Basso Sarca, lassù, nel Trentino… E come dimenticare quel volto mite e appena sorridente, tante rughe e occhi chiarissimi, sotto i bizzarri cappelli, e quelle sue gonne a fiori…
La raccomandazione delle madri era: “non avvicinatevi alla Marina”.
Ma Lucia, Lucia Calzà, a Marina si è avvicinata tanto, Leggi il resto dell’articolo »



La disegnatrice di porcellane

9 03 2018

la disegnaMario Cabras è persona detenuta che ho conosciuto nel carcere di San Gimignano. E la sua passione per la scrittura è immensa. Cabras ha scritto gialli, un romanzo storico, anche… E’ da poco uscito un suo nuovo romanzo, La disegnatrice di Porcellane, di cui avevo letto il dattiloscritto quando era ancora in cerca di editore. PM Edizioni l’ha accolto nel suo catalogo. Non trovo modo migliore per parlarne che facendovi leggere la bella prefazione scritta di Maria Rosa Tabellini, dell’Università di Siena, che fra le tante cose, nel carcere di San Gimignano è responsabile di seminari sulla scrittura e dintorni…

“Vivere storie e mondi lontani e disparati. La scrittura di Mario Cabras

Si può ben dire che chi scrive – e in parallelo chi legge – vive molte vite e abita molti orizzonti: tanti quanti sono gli orizzonti entro i quali i personaggi si muovono. Lo dimostra questo libro scaturito dall’inventiva di un autore in cui la passione per la scrittura fornisce il motore per vagare con il pensiero ben oltre il breve perimetro della sua isola d’origine, e da quello ancor più limitato della sua attuale condizione esistenziale: muri alti di cemento, porte di ferro, finestre blindate che si affacciano su altri muri uguali e identiche finestre.
La disegnatrice di Porcellane è un romanzo complesso e avvincente, dove si incastrano, Leggi il resto dell’articolo »