Wali, che ha rifiutato il Paradiso per non uccidere

30 12 2018

libro waliQuanto è lontano l’Afghanistan? Più lontano della luna, sembrerebbe…
Un pianeta grigio e pietroso su cui neppure vale più la pena di sollevare lo sguardo. Certo, capita di vederne brani, come squarci di paesaggi lunari di macerie, negli occhi e nella carne della sua gente martoriata. Ottomila le vittime solo quest’anno, e quasi tremila sono bambini, è la denuncia di Emergency. Ma per noi spesso sono solo numeri…
Eppure qualcosa può sempre cambiare, quando a quei numeri riusciamo a dare un nome e un volto. Ed è quello che ci aiuta a fare Atai Walimohammad, Wali per gli amici, fuggito dal paese ‘liberato’ dagli Usa (pronti oggi a un ambiguo ritiro) e venuto a vivere in Italia.
La primavera scorsa ci ha raccontato gli anni terribili dei bambini bomba e il prima ormai dimenticato (https://www.remocontro.it/2018/04/08/wali-e-lafghanistan-talebano-dove-ora-volano-i-bambini-bomba/). Oggi ci invita a non dimenticare il suo paese con un libro in cui narra la sua storia. “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere” (firmato insieme con Rosario Lubrano). La storia di un “infedele” che per il cammino della propria vita non ha visto altra via che quella indicata dal padre, Atta Mohammad, che era medico, psicologo, aveva come unico credo la conoscenza e la cultura, e per questo è stato ucciso. Leggi il resto dell’articolo »



Due cartoline d’auguri…

17 12 2018

gatto scrittoreDue brevi appunti, che Gatto Randagio ci invia, come biglietti d’augurio per le feste alle quali, convinti o recalcitranti, siamo comunque tutti invitati a prepararci… Una riflessione sul dono, e una cartolina da e per il Mondo di sotto.

Giornata bigia di pioggia, l’altro ieri. Il Gatto ne ha approfittato per restare in casa, a tentare di stilare l’elenco dei libri che regalerà per Natale. Tranne rare eccezioni, tende a donare solo libri, il Randagio. Che non è affatto scelta facile o sbrigativa. Con il dubbio di sempre: cercare il titolo giusto per ciascuno, o affliggere tutti con il libro che più, nell’anno, gli ha fatto battere il cuore… Ricorda ancora i sorrisi spenti di quando ha distribuito a tutto spiano racconti dal carcere. “Come fossero stati invece entusiasmanti quelli ricevuti in cambio, di libri!”, si è detto. Poi subito vergognandosi di questo pensiero cattivello…
E per riparare si è messo a sfogliare l’ultimo libro scritto dalla teologa Adriana Zarri, “Un eremo non è un guscio di lumaca”, per ripescare una riflessione, che gli era stata sottolineata da altra scrittrice, Gabriella La Rovere, sul dono. Ascoltate… Leggi il resto dell’articolo »



44 matti e i musicanti di Brema

10 12 2018

musicanit...Permettete un’autocitazione. “C’era una volta e c’è ancora adesso”, era il titolo di una trasmissione radiofonica messa su per radiouno insieme a Daniela Morandini. Leggere la realtà dell’oggi attraverso gli archetipi delle fiabe. Tra le tante fiabe attraversate, “I musicanti di Brema”, dei Fratelli Grimm, storia della fuga da un destino di morte e dall’ottusità di chi dà valore a solo a ciò che gli serve. Quale storia migliore per raccontare il viaggio che alcuni anni fa fecero 44 “matti” partiti da Roma destinazione il Parlamento Europeo, per chiedere la fine dei manicomi. A guidarli lo psichiatra Luigi Attanasio che, questa settimana in cui si è celebrata la giornata mondiale della salute mentale, in questo racconto vogliamo ricordare con affetto e nostalgia…

Bisognerebbe ricordarle ogni giorno, certe questioni, insieme alle persone la cui vita tutta è tesa a trovare strade per aiutare chi altrimenti, in questa società crudele e distratta, sarebbe solo.
Pensando a Luigi Attanasio, Gigi per gli amici, psichiatra, scomparso poco meno di tre anni fa, che è stato responsabile di un servizio pubblico a Roma, una lunga militanza in Psichiatria democratica, della quale è stato anche presidente, medico “del territorio”. Solo persone dal pensiero colto e radicale come il suo potevano partecipare al gioco che gli abbiamo un giorno proposto, e farsene attore. Entrare in una fiaba, che raccontasse in qualche modo anche una sua, di fiaba. Naturalmente insieme ai suoi “mattarelli”. E abbiamo scelto “I musicanti di Brema”, dei fratelli Grimm.
Le fiabe, sapete, non stanno mai ferme, Leggi il resto dell’articolo »



Storia di Antonia

9 12 2018

antoniaUn appuntamento…
il 17 a Roma, Storia di Antonia….



Sogni lucenti tra mura bianche di cemento

3 12 2018

Copertina FARINA_Layout 1Riflettendo sui meccanismi dell’informazione, specie delle news, a volte delle macchine che tutto travolgono. Un ricercato finalmente veniva consegnato alla giustizia, e tutto per me finiva lì..
E invece, e invece… molti anni dopo ho capito che quando si chiudono le porte di un carcere, le storie non finiscono, ma lì cominciano.
Incontro con Giovanni Farina, implicato nel sequestro Soffiantini, accusato e poi assolto per l’omicidio dell’ispettore dei Nocs, Donatoni. Una vicenda dalle tante ombre. E due libri, per tentare di capire qualcosa di un uomo e del nostro paese.

Ricordate la vicenda del sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini? Era la fine degli anni ’90. L’ultima “zampata” dell’Anonima, si disse. Fra i coinvolti, Giovanni Farina, che nel mio vagare fra carceri e detenuti ho conosciuto. Prima attraverso una lunga corrispondenza, poi ho l’ho anche incontrato, dopo aver curato un libro con suoi testi. Racconti, riflessioni, poesie.
Farina è persona che scrive molto, e bene. Mi aveva colpito subito, perché oltre a raccontarmi della sua condizione, la fatica, le speranze, i momenti di sconforto… mi mandava di tanto intanto racconti. insieme a considerazioni sulla vita e sul mondo. Scritti molto profondi. Poesie anche qua e là…
La corrispondenza con chi è in un carcere all’inizio è molto cauta, come se ci si annusasse a distanza, poi accade che si “apre”… così è successo con la valanga di scritti e testi che Giovanni Farina mi ha mandato. Perché Giovanni (ormai ci diamo del tu) sembra aver registrato istante per istante tutta la sua vita. Leggi il resto dell’articolo »



tante sirene dai denti aguzzi

19 11 2018

sirene...Lo ammetto… ogni settimana, appena arriva la rivista Internazionale (siamo abbonati), io e il Gatto corriamo subito alle ultime pagine per leggere, ebbene sì, l’oroscopo di Rob Brezsny. Divertenti, provocatorie, fuori dall’ordinario, le previsioni-profezie dell’astrologo americano…
Come tutti quelli che fingono di leggere senza crederci o sperarci appena un po’, spesso ci troviamo alquanto spiazzati… Ma questa settimana forse era proprio quello che ci serviva per rianimarci un po’… O almeno così abbiamo creduto…
Vi leggo. Pesci:

<Hunter S.Thompson, creatore del cosiddetto giornalismo gonzo, cioè ironico e molto personale, non sempre era stato così folle. All’inizio della sua carriera si sforzava di usare una prosa seria e misurata. Quando decise di rinunciare a quello stile per un altro più disinibito, disse che era stato “come cadere nella tromba di un ascensore e atterrare in una piscina piena di sirene”>.

Per noi Pesci, dunque, Brezsny vede e prevede che in futuro ci accadrà qualcosa di simile. Metaforicamente parlando, ovvio.
Stupefacente, abbiamo pensato! Sembra abbia percepito, il Brezsny, qualcuno rimbrottarci… “non se ne può più… a randagiare sempre fra i vicoli delle nostre miserie quotidiane… a rimestare cupi fra i rifiuti di prigioni, campi rom, mattarelli, migranti… il troppo insistere su certi argomenti, non è detto aiuti sempre la causa…”. E ancora… “il tema che piace tanto a te può piacere meno a chi ti legge…, e un po’ di attenzione sarebbe anche bel gesto di democrazia comunicativa…”
Noi, io e il Randagio, ci siamo confusi… e Leggi il resto dell’articolo »



Se la clemenza muore…

12 11 2018

untitled“Nell’iconografia della giustizia, è come se i gigli e i rami di olivo intrecciati alla spada si fossero ormai essiccati”…
Sempre ricco di metafore quanto mai appropriate il linguaggio di Andrea Pugiotto, docente di Diritto Costituzionale, che nel cammino che ho da qualche tempo intrapreso per cercare di capire qualcosa a proposito di delitti e di pene, è diventato irrinunciabile punto di riferimento… sempre più convinta che nella Costituzione è la ragione prima delle risposte da trovare…
Le sue riflessioni mi arrivano oggi con gli atti di un incontro, da Pugiotto introdotto, a proposito degli istituti di clemenza.
Immagino già… “Amnistia, indulto, grazia, commutazione della pena… che cosa contro corrente! Con tutto il bisogno di sicurezza che abbiamo… ancora si parla di atti di clemenza?”
Ma visto che qui si rema contro…
Impossibile riassumere il ricchissimo, complesso dibattito dell’incontro, che vale la pena di leggere nel libro che ne raccoglie gli atti. “Costituzione e clemenza” (a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Andrea Pugiotto, editore Ediesse, per La società della ragione). Un testo utilissimo anche per capire qualcosa di noi e del nostro paese.
Solo alcune annotazioni. Leggi il resto dell’articolo »



IL vento, respiro di vita

5 11 2018

vento 2Invito a perdervi in questa foto che trovo bellissima… (quante preziose cose si incontrato in questi amatissimi detestatissimi “social”). L’autore è Mauro Stefano Lorenzo, ed è stata scattata a Catania, ma il suo vortice porta ben oltre…
Case su cui sembra passata una guerra… la guerra del tempo e dell’abbandono… case arrugginite, scarrupate, devastate. Morte, diresti… Invece la vita è ancora lì, che urla la sua presenza, la sua forza, la sua vitalissima bellezza… è tutta in quel fantasma di vento che veste i panni dell’aria… per dire che sì… che anche quelle mura scrostate, al passaggio del respiro della terra, si aprono al sorriso, di finestre sberciate…
Non è facile catturare il vento, che è invisibile ma si svela prendendo la forma di ciò che muove. Vestito del nitore di panni stesi, è il segreto del coinvolgimento emotivo della foto di Mauro Stefano Lorenzo, quel punctum di cui abbiamo imparato nella lezione di Roland Barthes.
Il vento… Leggi il resto dell’articolo »



un appuntamento….

18 10 2018

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La maledizione del Grande Cervo…

15 10 2018

capriolHa fatto molta fatica a trattenere il pianto, il Gatto, in questi giorni, davanti alla foto (l’avrete vista, è girata molto) della giovane mamma capriolo e del suo cucciolo, uccisi da bracconieri nell’Alta Valle Sabbia. E non vi dico di come si sia sentito a leggere che sono stati colpiti con cartucce a pallini multipli, che provocano una morte lenta e atroce… che i bracconieri, sette, erano lì a festeggiare davanti ai corpi già macellati…
Bracconieri… ma non solo. Avevamo appena letto, io e il Gatto, della denuncia del WWF della sempre più vasta violazione delle norme che regolano l’attività venatoria, a cominciare dall’anticipo della stagione di caccia deliberato dalla stragrande maggioranza delle Regioni… passando per tutte le deroghe alle regole che tutelano la fauna, che sembrano semplicemente accontentare la parte più retrograda del mondo venatorio… per finire con le stragi anche di specie protette…
Un quadro desolante… migliaia e migliaia di animali uccisi… sacrificati a un’oscena barbarie…
“Che non è cosa che resta confinata nel mondo crudele della caccia – Leggi il resto dell’articolo »