de profundis- 2

22 08 2014

Continuando la mia rilettura del de Profundis… non resisto alla tentazione di condividere un passaggio, molto bello, molto tenero a proposito di Cristo, che Wilde descrive precursore del movimento romantico della vita… Ecco: “Come tutte le nature poetiche egli amava le persone ignoranti. Sapeva che nell’anima di chi è incolto c’è sempre spazio per una grande idea. Ma non riusciva a sopportare gli stupidi, specialmente coloro che sono resi tali dall’educazione, gente piena di opinioni che non è in grado di capirne nessuna, un tipo specificamente moderno, che Cristo in breve descrive come colui che ha la chiave della conoscenza ma non la sa usare e non permette ad altri di usarla , anche se è stata fatta per aprire la porta del Cielo… “

Insomma, la poesia della vita, contro l’ottusa rispettabilità dei sepolcri imbiancati… Mi viene in mente ( si monterà ora molto la testa…?!) Marcello Baraghini… non fu lui anni fa a inventarsi il primo ( l’unico?) festival dedicato a persone non esattamente alfabetizzate?


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3 risposte a “de profundis- 2”

22 08 2014
francesca (07:26:06) :

marcello Baraghini conferma: “Che il primo festival internazionale di letteratura resistente fu dedicato agli SCRITTORI ANALFABETI, una contadina, un cocciaio, un carbonaio e un tombarolo. Mentre negli stessi giorni a mantova al megafestival letterario le trombe annunciavano uno o più PREMI NOBEL DELLA LETTERATURA. Io ritenni che era giunta l’ora di scoprire i nuovi veri scrittori, non importa se sapessero scrivere, dovevano solo raccontare la loro vita, degna, orogliogliosa, sebbene piena di sacrifici. Avremmo raccolto la loro testimonianza, trascritta letta a loro per l’editing e il visto si stampi. Così, felicemente, avvenne e nacque una nuova razza di scrittori col sangue dentro alla pagine dei loro libri, sangue letterario si intende.”

22 08 2014
francesca (08:43:05) :

pietro tartamella, scrive :non posso non ricordare mio padre, analfabeta, non scrittore né poeta, ma una grande saggezza. Quando c’erano litigi tra parenti o paesani andavano da lui “sentiamo cosa dice don Vincenzo”. E lui faceva da giudice, senza nessun titolo. Ce ne sono ancora molti di questi uomini e donne, senza studio, senza lauree, senza titoli, ma di grande apertura mentale e saggezza. Lo Stato li ha tolti di mezzo, ha distrutto la loro naturale vocazione alla saggezza inventando lauree di cui detiene l’esclusiva, inventando l’ordine degli avvocati, l’ordine degli architetti, l’ordine dei medici, l’ordine dei commercialisti… Ovviamente professionalità tutte a gran pagamento. Siamo stati spogliati anche di questo.

22 08 2014
Lauretta (22:13:13) :

Bellissimo questo passo “…e nacque una nuova razza di scrittori col sangue dentro alle pagine dei loro libri, sangue letterario…” Quanti scrittori hanno fatto la storie, le storie… e l’hanno fatto spesso senza saper scrivere, a volte con le competenze date da una seconda elementare. Come mio zio, che a ottantadue anni, ha iniziato a scrivere i suoi ricordi della seconda guerra mondiale. Ha finito adesso, a ottantasei anni. Piano piano, con la mano incerta, ma ha scritto delle “Memorie incancellabili” (proprio come ha il titolo che ha voluto dare al suo libro).

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