Cronache dal carcere…

8 06 2017

COPURLADalla rassegna stampa di Carmelo Musumeci, una sintesi del reclamo che Francesco Annunziata ha inoltrato al suo magistrato di sorveglianza. Una vicenda assurda. Giudicate voi…

“Al Magistrato di Sorveglianza di Cagliari

Il sott.o Annunziata Francesco nato a Roma il 04/10/1974 attualmente ristretto presso la C.R. di Oristano, Propone reclamo avverso il diniego da parte di questa Direzione, di consegnare libri tramite sopravvitto, e depositati al magazzino detenuti all’atto di consegnarli.

In fatto
Il reclamante, acquistava tramite sopravvitto la seconda uscita della collezione: “Geni della Matematica”, per un approfondimento accademico e culturale verso autori e personaggi storici di grande rilevanza, anche in funzione del percorso di studi universitari intrapreso.
Venerdì, 3 marzo, l’addetto al sopravvitto comunicava al detenuto che il libro richiesto era stato acquistato e depositato al magazzino detenuti, e che il giorno successivo avrebbe provveduto alla consegna. (Già di per sé, che qualcosa acquistato tramite l’impresa di mantenimento debba essere depositato prima al magazzino e poi consegnato, risulta incomprensibile, se non per un atto di inutile burocrazia, che anziché snellire i tempi già lunghi, finisce per accentuarli).
Il giorno successivo, dopo mille peripezie, per riuscire a comunicare con il responsabile del magazzino attraverso l’agente di polizia in servizio nella sezione, al fine di richiedere la consegna del libro acquistato e ivi depositato il giorno prima, verso le ore 12:00 circa, questi comunicava al detenuto, che il suo collega agente di P.P. in servizio al magazzino, aveva risposto che il libro non sarebbe stato consegnato, perché con copertina rigida.
Or dunque non sfugge al giudice che ci legga, che si tratta di una “fregatura”, il libro è stato acquistato da personale interno, quindi acquistato per poi non poterlo neppure avere?
Acquistato a proprie spese, per tenerlo a prendere polvere in magazzino? A cui si aggiunge che in ogni caso, il detenuto nemmeno lo ha visto da lontano questo libro, perché nemmeno te lo fanno vedere.
E si ripresenta anche la questione che prima lo portano al magazzino, senza alcuna “verifica” da parte del detenuto, se quanto acquistato corrisponda a quanto voluto. Il libro non arriva proprio in sezione al detenuto, ma va direttamente al magazzino. Poi il magazzino decide quando dartelo e nel caso se dartelo, ovvero se il commissario, il direttore, il DAP, Il Presidente della Repubblica, il Papa, autorizza. Una masseria senza padrone, dove ognuno decide, stabilisce, nega a seconda dell’umore di giornata, e senza averne le caratteristiche istituzionali per assumere determinate decisioni.
Non sfugga al giudice che stiamo parlando di un libro!!!
E non sfugga al giudice che ci legge che non si capisce a quale norma si faccia riferimento, per negare un libro. In ogni caso, l’unico requisito per l’acquisto di libri in istituto è quello (non con quale copertina siano rilegati) che tali libri siano “in libera vendita all’esterno” (art. 18, comma 6 O.P.): e “Geni della Matematica” lo è.
Dunque, la domanda da porsi è se l’art.18 comma 6 O.P. lo consente; ed abbiamo visto che così è (se vi pare).
L’eventuale diniego della direzione alla ricezione di libri è subordinato all’obbligatorietà dell’acquisto da parte dell’amministrazione di quanto richiesto dal detenuto, peraltro in tempi immediati poiché solo una più che sollecita evasione della richiesta assicura appieno il soddisfacimento del diritto allo studio e di quello all’informazione.
Non è previsto per legge il trattenimento di testi pubblici in libera vendita; la mancata consegna, non persegue alcuno scopo legittimo, anzi è in netto contrasto con il diritto allo studio e, più in generale, con la libertà a un’evoluzione culturale; non tutela alcuno degli interessi previsti dall’art.8 della Convenzione.
Per qualsivoglia ragione (allo stato attuale resta sconosciuta per mancata risposta delle autorità competenti che hanno deciso il diniego), se le autorità avessero ritenuto che il libro potesse contenere generi e oggetti atti a turbare l’ordine e la sicurezza interna, (… l’hanno acquistato loro… sic!!!) avrebbero dovuto informarne il magistrato previo inoltro allo stesso, unico organo preposto a decidere.
Il trattenimento al magazzino, senza giustificato motivo, risulta in violazione delle più elementari e democratiche norme. Oltre a ciò, potrebbero ravvisarsi svariate ipotesi di reato, come ad es. truffa, estorsione, forse rapina e furto con destrezza, poiché si sono presi i soldi: il libro prima lo acquistano e poi stabiliscono che non lo puoi avere.
Il reclamante ha formalizzato l’iscrizione al corso di ingegneria presso l’ateneo di Cagliari e si appresta a sostenere esami, alcuni dei quali per il mese di aprile, e i testi acquistati se consegnati avrebbero avuto grande rilevanza ai fini del risultato finale. Ciò comporta in maniera evidente una compressione del diritto allo studio e un danno penalmente rilevante. Perché se a causa di quanto espresso, e quindi per la mancanza delle nozioni e/o informazioni contenute nei testi che il detenuto aveva provveduto ad acquistare, non si riuscissero a superare gli esami, vi sarebbe un dolo evidente non solo economico, ma anche psicologico e morale.

P.Q.M.

Voglia la S.V. Ill.ma accogliere il reclamo, ordinando alla direzione la consegna dei libri depositati al magazzino.

Oristano li, 07-03-2017
Con osservanza
Francesco Annunziata


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