miraggi…

19 06 2017

fatamorgana-2Sarà che siamo a un passo dal solstizio d’estate… sarà questo sole infuocato e quest’aria dal sapore bruciato… e il tremendo azzurro del cielo, che suggerisce fantasmi meridiani… Sarà che l’estate già qui è suono delle onde del mare… questa notte ho sognato di essere sulla costa di Reggio e ho visto, lo giuro, la fata Morgana…
Fata Morgana… sogno e miraggio, pronto a dissolversi appena provate ad allungare la mano per tentare anche solo di sfiorarla. Mito che a ciascuno di noi, anche se non sognatori incalliti, può dire molto… guardandoci intorno, guardandoci dentro…
Visto che Gatto randagio si è rotto una zampa e in giro non può andare, per intrattenerlo e un po’ consolarlo, gliel’ho raccontata, la storia di Morgana. Ascoltate anche voi…
Una storia di incanto e illusioni… di una fata, che dal tempo e dalle terre lontane delle leggende del nord è arrivata fino a noi, camminando leggera come solo lei, sacerdotessa di Avalon, sapeva camminare, quasi sollevata a un passo da terra… Morgana, fata delle acque. Ancora oggi, sapete, a tratti compare nella luce rifratta d’agosto, sollevata a un pelo dall’acqua, lì, sullo stretto, a due passi dalla riva di Messina.
Sì, perché la leggenda racconta che dopo aver condotto Re Artù, suo fratello, ai piedi dell’Etna, Morgana s’innamorò tanto della Sicilia che non lasciò mai più questa terra e stabilì la sua dimora tra l’Etna e lo stretto di Messina. E lì innalzò il suo palazzo di cristallo, dove abita ancora oggi…
Si dice che Morgana esca dall’acqua con un cocchio tirato da sette cavalli, poi getta nell’acqua tre sassi e traccia dei segni nel cielo: allora il mare si gonfia, diventa cristallo, che rimanda immagini di uomini e di città…
-Va bèh, – ha provato a interrompermi il Gatto, in vena di contraddire – qualcuno ti spiegherà che “fata Morgana” è fenomeno ottico, provocato da variazione della temperatura e di densità degli strati dell’atmosfera in prossimità del suolo. Cambia l’indice di rifrazione, e di una figura all’orizzonte compare l’immagine come sospesa in cielo e capovolta-
Ma in realtà anche a lui piacciono i sogni e le leggende, che poi non nascono mai dal nulla. L’ho ignorato. Dunque…
Le storie si intrecciano. C’è chi dice che Morgana era lì, a difendere la sua splendida terra, quando un’orda di barbari, dopo avere attraversato tutta la penisola, giunse sullo stretto che divide la Sicilia dalla Calabria.
Si dice che il Re barbaro stava contemplando quell’isola di giardini pensando come fare per raggiungerla, quando comparve una donna bellissima che, indicando la terra oltre la striscia di mare gli disse:, “la vuoi? Io te la do… Guardala, è a due passi da te.” E a un suo cenno apparvero, vicinissimi, come se potesse toccarli con le mani, le spiagge, i monti, i giardini d’aranci, il porto di Messina con le navi, le vele, persino un asinello che passava con il suo carico…. Con un grido di gioia il Re barbaro si buttò in acqua, sicuro di poter raggiungere l’isola con poche bracciate, ma l’incanto si ruppe, e il Re affogò.
Stessi dubbi, stessa spiaggia ma, dobbiamo dire, andò meglio a Ruggero il Normanno. Anche lui, fermo sulla costa calabra, con il suo sogno di conquista. E ancora comparve Fata Morgana… “Che pensi, Ruggero? Se é come immagino… salta sul mio cocchio e subito ti porterò in Sicilia, insieme ad un potente esercito ”. Il normanno, però, rifiutò l’offerta perché, fervido cristiano, voleva liberare l’isola solo con l’aiuto del suo dio. L’epilogo è nella storia…
Favole? Eppure nel tempo si contano testimoni illustri. Leggo dal diario di Padre Giardina: “Comparve prima un cortile sterminatissimo composto di più di 100mila pilastri, e poi su ogni arco una regal fortezza, e di lì un numero innumerabile di gran torri e una real galleria di maestà giammai veduta. Che bel vedere… una città tutta in aria così smisurata, così splendida, così adorna di superbi edifici, che tutta aver per base un luminoso e non mai visto cristallo”. E poi giardini e alberi e boschi… Era il 14 agosto del 1643.
E ancora adesso, specie d’agosto e nelle calme albe settembrine, nelle acque della riva di Reggio è possibile vedere specchiato, limpido e preciso, il litorale siciliano con le case, le piante, i giardini, le navi… si vedono perfino gli uomini che lavorano nelle cale del porto, e a volte, molto, molto di più…
“E che mi dici – è intervenuto ancora il Randagio- del fantasma del progetto del ponte sullo stretto che, come la fata delle acque, torna periodicamente a manifestarsi tra Sicilia e Calabria?-
Ma sa bene anche lui che è solo gioco d’illusione e che ci pensa proprio Morgana, quella vera, a farlo ogni volta affondare, il progetto del ponte…
Nonostante il dolore alla zampina, a Gatto Randagio ho strappato un sorriso.
-Quanto mi piacerebbe – mi ha detto il Randagio- incontrarla! Fare una scappatina al sud, fino alla costa ai piedi di Reggio, sedermi sulla riva e aspettarla…-
Morgana… che sarebbe per lui arrivata, ne è sicuro. Per lui, che del ponte non gliene importa niente, ma che da giovane in Sicilia ha visto nascere molti suoi sogni…, qualcuno svanito, come in un attimo svaniscono i palazzi che le fate sanno evocare e far scintillare, lasciando poi solo il ricordo di un’illusione… Ancora una volta sarebbe arrivata, insieme a tutte le straordinarie cose che avvengono sullo stretto: il mare che cambia colore, la maturazione del bergamotto, l’incontro d’amore dei pesci spada…
-Ma dove posso andare con questa zampina rotta?- ha sospirato.
– Tranquillo. Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te-. Ah! Kafka, che gli ammicca dal poster sulla parete accanto alla scrivania. Sta sfogliando gli Aforismi di Zurau. Un buon antidoto, quello che ci ha appena letto, contro l’ansia (semmai come capita di questi tempi ci stesse prendendo) dell’affannato e inutile andare…


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