In vista del 4 marzo…

14 02 2018

Potere-al-popolo-prima-assemblea-Roma_2-1024x768Ascoltando questa mattina Prima Pagina, la rassegna stampa di radio3… la seconda parte, sapete, dà spazio agli interventi degli ascoltatori, che sempre hanno cose interessanti da osservare…
Più d’uno naturalmente gli interventi a proposito delle elezioni. Come quello di Alberto… “chi va alle Camere dovrebbe rappresentare i cittadini, ma questa è solo una ratifica … io invito tutti a votare… ma vado con rincrescimento per quello che potevano rappresentare queste elezioni e che invece…”
Come quello di Fabio, che non ricordo da dove chiamasse, ma che rilevava, camminando per le strade del suo centro dove pure sono stati messi a disposizione spazi per i manifesti elettorali… “non c’è un solo spazio occupato, non ci sono programmi, non ci sono annunci di comizi… un vuoto assoluto” costretto, se volesse informarsi, a seguire i media. …
“Ma perché, secondo lei – chiede al conduttore- perché non ci sono le facce di queste persone… dei candidati che mi vengono a cercare, che possa vedere senza dovermi immergere in questo ingranaggio mediatico che non mi piace…”. Ricorda ancora, Fabio, il politico che veniva in piazza a spiegare e spiegarsi, e la gente che lo seguiva, e ne poteva giudicare gli articolati interventi. “Ora, o si presume che siamo tutti rimbambiti o .. mi dica lei…”
Domanda molto intelligente, la accoglie il conduttore (che per la cronaca questa settimana è Paolo Lambruschi, inviato di Avvenire), che spiega il cambiamento dovuto al fatto che si punti su campagne on line ( che costano meno di manifesti e quant’altro).. mentre se in base alla legge si propone il candidato scelto dal partito, che per lui sceglie collegi più o meno sicuri, sta al candidato investire… Ma se è in collegio “sicuro” che lo fa a fare? E se non è sicuro, che lo fa a fare? In un meccanismo dove il candidato ha perso il rapporto con il territorio… A perdere è anche un’idea di democrazia… Che è pensiero, credo, di molti…
Ed è stato proprio per questo bisogno di guardare in faccia chi viene a chiedere il mio voto (almeno chi dà la possibilità di guardarla la sua faccia dal vivo)… che domenica scorsa sono andata, qui a Roma, ad ascoltare quello che avessero da dire alcuni candidati di Potere al Popolo, che la vecchia strada del rapporto col territorio sta percorrendo. Questione di una certa idea di democrazia…
Sono andata domenica scorsa anche perché l’argomento è di quelli, sapete, che mi stanno tanto a cuore. La giustizia…
A parlarne Laura Longo, ex Magistrato, candidata al Senato Roma sud, Cesare Antetomaso, avvocato, di Giuristi democratici, candidato alla Camera Roma centro e Sandra Berardi dell’associazione Yairaiha, candidata al Senato in Calabria e Puglia.
Tre punti di vista diversi e convergenti, di osservatori privilegiati a proposito di diritti, di carcere, di carcere “duro” (sempre più mi sembra un eufemismo, ma giusto per intenderci…), di 41bis.
La sua cancellazione proposta nel programma di Potere al Popolo, è fra le cose che hanno fatto gridare allo scandalo. Un “regalo alla mafia”, è stato detto. Ma nell’incontro di domenica ben si è spiegato come questa proposta, come quella dell’abrogazione dell’ergastolo, entra in un quadro ben più complesso, di modifiche che hanno ben chiaro che la sicurezza rimane un valore primario, ma da “tutelare con intelligenza, lungimiranza e rispetto dei valori inalienabili di rango costituzionale, senza mai indulgere alla vendetta”. E 41 bis e fine pena mai altro non sono che vendetta mentre ben altri sono i regali che le mafie continuano a ricevere…
Una delle “distorsioni” che dal dibattito sono emerse, riguarda la convinzione piuttosto diffusa che il 41bis sia una “pena superiore” alle altre. Questo regime invece, è stato ben spiegato, non è una pena a cui si è condannati, come si può pensare, al termine di un processo. Il 41bis è una misura che dovrebbe rispondere all’esigenza di isolare persona criminale dall’organizzazione di appartenenza. Che è cosa in sé legittima. Ma troppe delle articolazioni (chiamiamole così) nelle quali il 41bis si configura rispondono a tutt’altro che a questa esigenza. Intanto, in 41bis si può finire ben prima di essere condannati. Mentre esiste una condizione ancora più dura, le cosiddette aree riservate, dove le persone vengono letteralmente sepolte vive. Insomma un 41bis, ancora più 41 bis, se possibile… Ed è di qualche giorno fa il duro intervento del Garante Nazionale Mauro Palma contro questa condizione estrema. Il 41bis è comunque condizione in cui le persone possono essere tenute per decenni…. Ed è, si è sottolineato, un regime nel quale non finiscono solo i “grandi capi”. Sono circa 700 oggi in Italia le persone che subiscono (riprendo le parole della relazione della Commissione diritti del Senato che su questo ha indagato) un “surplus di afflizioni, privazioni e restrizioni che non sembra avere ragion d’essere nella logica, prima ancora che nella legge”.
Una domanda: se il 41 bis è misura giustificata con la necessità di recidere i legami del detenuto con l’associazione di appartenenza, se i lunghi anni non sarebbero bastati a recidere quei legami, vuol dire che o il sistema è inefficace, o si vuole ottenere altro… Illegittimamente e in deroga ai principi della Costituzione…
Di molto altro si è parlato, che non saprei riassumere, ma se volete leggere un’interessante riflessione di ampio respiro di Laura Longo http://www.osservatoriorepressione.info/41-bis-norma-cambiare/
e un altrettanto interessante e dettagliato intervento di Cesare Antetomaso http://www.osservatoriorepressione.info/cosi-le-misure-prevenzione-diventate-strumenti-incostituzionali-controllo-sociale-intervista-cesare-antetomaso-giuristi-democratici/
Nota personale. Ero andata all’incontro anche per accompagnare Sandra Berardi, venuta da Cosenza, un passato e un presente tutto speso, insieme alla sua associazione, per quelli che sembrano diritti dimenticati (il diritto alla casa, ad esempio…). Persona davvero in gamba, Sandra… e basterebbe guardare il grigio verde dei suoi occhi che ti guardano diritti negli occhi… (e se volete http://www.ilsalto.net/elezioni-2018-sandra-berardi-potere-al-popolo/)
E credo che cercherò di esserci anche ai prossimi incontri, le prossime due domeniche. Dove i candidati parleranno di altri due temi nodali di questi tempi, immigrazione e lavoro. Per ascoltare parole che non siano l’urlo sincopato e smozzicato che, sempre per citare un ascoltatore di Prima Pagina di Radio3, non sembrino “televendita di prodotti a basso costo”…


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