Un giorno e una notte

10 06 2018

tartamellaHo appena iniziato a leggere… e avrei cercato anche di andare avanti in fretta, per arrivare subito alla fine delle quasi quattrocento pagine… ma subito ho capito che mi prenderò il tempo necessario per andare avanti con la calma che merita, pagina dopo pagina, per gustarne ogni racconto, ogni riga, ogni respiro… e non sarà cosa di un giorno, per scorrere tutte le centocinquantasette “favole di comunità” di “Un giorno e una notte”, l’ultimo lavoro di Pietro Tartamella. Pietro, fondatore di cascina Macondo e, insieme ad Anna Maria Verrastro che ne è presidente, ideatore dei mille progetti che a Cascina Macondo nascono… sempre sorprendenti. Come questo libro, che in realtà nasce da un grande progetto: una scrittura collettiva alla quale hanno partecipato bambini, studenti, detenuti, persone con disabilità… tutto il complesso, variegato mondo che gira intorno alla Cascina…
Un lavoro davvero affascinante che Pietro mi ha spiegato così: “Ci sono fiabe di detenuti, bambini, studenti delle medie e del liceo, ragazzi disabili, e di alcuni scrittori che frequentano cascina Macondo. Abbiamo letto favole di Esopo, ne abbiamo capito la struttura. Poi hanno scritto proprie favole. Quindi lettura ad alta voce e commenti e aggiustamenti suggeriti dal gruppo. Quindi nuova stesura con le correzioni. Sì, un lavoro affascinante…”
E immagino quale scambio di conoscenza, quale motivo di crescita, di gioia, anche, per ciascuno… studenti, detenuti, ragazzi disabili, scrittori… e chi più ha imparato da chi…
Favole, dunque. Affollatissime, come le fiabe sono, di animali, ma anche di persone e cose, e piante, dove tutto parla degli uomini, dei loro conflitti, dei problemi, delle soluzioni che le favole sempre offrono…
Ma la cosa più bella è che tutte sono tessute all’interno di una più vasta narrazione, che mai risulta artifizio… ma ci rimanda l’immagine di un vasto pubblico che ascolta e pure narra, spettatori-attori che man mano si radunano intorno al narratore di turno, vanno, vengono, intervengono… E’ una platea che ad ogni pagina si allarga, si affolla, protagonista di una narrazione parallela… che non rimane solo cornice delle favole che si susseguono, ma l’una narrazione sembra, ed è, necessaria all’altra… E ci si sorprende di come a un tratto quella platea si è talmente allargata da abbracciare l’intero mondo… dove non ci sono solo grilli, lumache, serpenti, condor, balene, ma dove puoi incontrare, seduto in prima fila, il maestro Alberto Manzi ( lo ricordate?), o il regista Sergio Leone, o la fiammella fatua di Dario Fò, e le pareti del tempo si dissolvono…
“Omina fabula”, un progetto che non poteva che nascere dalla mente di un affabulatore come Pietro Tartamella. Quando ne ho visto la foto, la prima volta. ho pensato a un Mangiafuoco gentile…
Molto belli i disegni che accompagnano le pagine. Sono in bianco e nero e Pietro Tartamella nell’introduzione si giustifica: “Abbiamo un rammarico, quello di non aver potuto, per gli eccessivi costi, stampare a colori le illustrazioni…”
Ma sono molto belle lo stesso, queste illustrazioni… e non è difficile pensarli, i colori di cui sono vestiti… anche questo può essere un buon esercizio di immaginazione… Se volete una mano, comunque, nel sito di Cascina Macondo c’è una pagina con i disegni pubblicati a colori. Magari vi propongo un gioco… immaginateli prima voi, cercando di cogliere l’anima dei disegni qui in bianco e nero, e poi andate a vedere…
Leggendo leggendo… cosa penso di questo libro. A parte il piacere fine a se stesso di lasciarsi cullare dal racconto delle favole e sentirsi parte di quel mondo ( e scusate se è poco)… “Un giorno e una notte” può essere un interessante strumento didattico. Per imparare ad ascoltare, a narrare, a immaginare… E dio solo sa quanto bisogno ci sia di imparare ad ascoltare, a narrare, a immaginare…


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