Strada libera tutti…

21 10 2018
libertaDomenica scorsa, randagiando randagiando per le vie di Roma, il Gatto è stato attratto da un
annuncio: STRADA LIBERA TUTTI. Entrata libera, uscita a cappello ( per chi non sappia…
ingresso libero, lasciate, se volete, un’offerta all’uscita…)
Invito per il Randagio, potete immaginare, attraente come la baracca di Mangiafuoco per Pinocchio.
E così sì è imbucato, il Gatto, nella sala del teatro Furio Camillo, a ridosso dell’Appia Nuova… per
ritrovarsi, non ci credereste, proprio davanti a una fatina in abito turchese che, fra una melodia e un
acuto, era lì a tentare di spiegare al suo Pinocchio come ci si deve comportare per diventare un
bravo bambino…
Spettacolo davvero delizioso… composto con brani del musical di Fata Turchina (Miss Bocconcino), con uno strepitoso Pinocchio di legno animato da Italo Cassa…
E non ha fatto in tempo a riprendersi dallo stupore, il Gatto, che è entrato in scena un bravo presentatore con tanto di marsina e tuba, che sembrava saltato fuori da una pagina di Alice nel Paese delle meraviglie, ad annunciare altri strepitosi artisti… musicisti danzanti al ritmo di sonagli e sonorità arcane… un violinista appena uscito, avresti detto, da un dipinto di Chagall… un suonatore di didgeridoo, l’antico strumento a fiato dalle vibrazioni potentissime… un maestro di “matemitica”,

una cantante e il suo chitarrista… e poi e poi… Insomma, bravissimi, coloratissimi, generosissimi artisti di strada (se volete sbirciare… https://www.youtube.com/watch?v=Kw2JaxUnKtE
Ma che ci fanno, vi chiederete, artisti di strada al chiuso di un teatro?
Ebbene, erano lì, chiamati a raccolta per difendere il diritto alla musica. Perché, udite udite… per “tutelare la salute dei cittadini” e ” combattere l’inquinamento acustico”, il Primo Municipio di Roma ha pensato bene di emettere una delibera “sperimentale” con cui proibisce qualsiasi forma di espressione musicale in alcune tra le più belle piazze del centro storico. E comunque in tutta l’area del Primo municipio vietati gli amplificatori… così che non coprano, per carità, il rumore di auto e motori… (la battuta non è mia, la rubo al bravo presentatore).
Ed ecco svelato perché il Randagio non ha più incontrato la travolgente banda tzigana che da anni dava spettacolo fra via del Corso e dintorni…
Brutto colpo per gli artisti di strada… sacrificati a un malinteso senso della salute dei cittadini…
Tristezza delle tristezze, per queste città dove si vuol far pulizia di tutto ciò che non è irreggimentato, che non risponde alle regole del commercio, che non si compra, che non si vende, che non è “per bene”…
​Certo, qualcuno avrà protestato per orari troppo tardi e magari volumi troppo alti… ma perché mai invece di regolamentare (e cioè stabilire limiti, orari, decibel… come altrove pure si fa), s’imbavaglia e basta! E, neanche a dirlo, la delibera è passata, quatta quatta, il 1° agosto, in piena
estate e, si denuncia, senza un minimo di confronto con le associazioni e comitati degli artisti.
Eppure, ci ricordano gli artisti, questa Roma, sempre più povera di iniziative culturali, ha una tradizione dell’arte della strada antichissima, che risale al tempo avanti Cristo delle Farse Atellane, e da sempre è un pezzo dell’anima della città…
Al teatro, l’altra sera, è venuta a portare il suo sostegno Serena Galella, “storica” artista di strada, regina di trampoli, e di giochi di musica e maschere… Ci ha regalato brani di un documentario che sta componendo su Bernd Witthuser, che è stato suo compagno d’arte e di un tratto di vita… Bernd Witthuser, forse meglio lo ricorderete come Barnelli, il chitarrista del duo Otto e Barnelli, che fece irruzione nell’Altra domenica di Renzo Arbore. Erano gli anni ’70. Un tuffo al cuore… rivedendo le immagini dell’estroso artista di strada, venuto dalla Germania e che nelle campagne toscane si era poi fermato a vivere, senza mai rinunciare alla vita da busker, alla sua roulotte, alla musica, al girovagare…
E pensando alle tante belle cose che Serena avrà da raccontarci… mi è venuto in mente un incontro, anni fa, con un artista di strada francese, che girava il paese con un camion, che era il suo palcoscenico e anche la sua casa. Era stato fidanzato, ci ha confidato, con una ragazza di Parigi, che forse pure aveva amato molto, ma proprio non ce l’aveva fatta,… proprio non capiva, raccontava, come si potesse vivere in un appartamento, inscatolato fra altre scatole, senza sentire sulla testa il rumore della pioggia quando fuori piove… Poi un giorno un corto circuito aveva mandato in fumo la sua casa… il suo smarrimento enorme… e non aveva saputo fare altro che montare alla guida del furgone semi-distrutto e correre avanti e indietro avanti e indietro per le strade di campagna, senza sapere dove fermarsi, dove trovare rifugio… perché non riusciva a concepire altra casa che quel furgone, che continuava a portare avanti e indietro, come un guscio frantumato di lumaca impazzita…
Ma di una cosa era certo… mai avrebbe rinunciato ai suoi spettacoli in strada, ai sorrisi della gente incontrata nelle piazze, alla folla di bambini che accorrevano al suo richiamo, al rumore della pioggia sul tettuccio di una casa nomade…
La strada… le piazze… gli spazi pubblici e la loro anima oggi ferita…
Gatto Randagio, che pure della musica della strada vive, spera tanto nel ricorso al Tar che sarà presentato contro la delibera del Comune. Per sostenerne le spese, il Movimento degli artisti di strada sta raccogliendo fondi. Gatto Randagio ha messo il suo contributo nel cappello, nella
speranza anche di poter presto riascoltare la sua banda nomade e con la musica ritrovare spazi di cura per l’anima… di cui pure c’è tanto bisogno… Invito tutti a fare altrettanto. Perché… ascoltate… la riconoscete? … è in ognuno degli artisti che almeno una volta vi sarete fermati ad ascoltare in qualche piazza, qualche sera, sotto qualche luna… la struggente bellezza del sogno di Gelsomina…

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