Il diritto di avere diritti

23 04 2019

PoggiorealAncora un profondo intervento di Vittorio da Rios, a proposito di giudici, pene, Costituzione. A partire da un’idea di filosofia… Ringraziando Vittorio per la sua passione:

“Benedetto Croce sottolineava l’universalità della filosofia, dichiarando che la filosofia è sempre presente nell’agire umano e che dove essa è grande e benefica i paesi prosperano, mentre le filosofie deteriori e il pensiero debole portano alla rovina gli Stati e le comunità e pertanto i veri “filosofi” hanno il dovere di combattere le filosofie deteriori e il pensiero debole e negativo. Il maestro Gerardo Marotta che spesso riprendeva questo assioma fondativo e universale del Croce, andava oltre quando affermava che oggi la filosofia è in crisi e di grandi e veri filosofi non ne esistono più. Ma solo dei capaci contenitori riempiti di materiale di buona fattura, ma non sono intellettuali con l’Eroico” nel proprio D.N.A. Che c’entra qualcuno dirà tutto questo con quanto scritto a proposito dell’ergastolano e del suo giudice? Centra anzi ne è l’essenza. ll novecento definito il “secolo breve” ,da Eric Hobsbawm ha visto lo scatenarsi di cataclismi tali la cui devastazione su persone e cose non trova pari nella ultra millenaria storia dell’ominide. Come è potuto accadere che nel cuore dell’Europa dei Ceto D’Ascoli, dei Giordano Bruno, dei Vico, Di Erasmo, di Kant, di Hegel, di Marx sia divampato un tale incendio distruttivo genocidario di massa? Dov’era il pensiero filosofico positivo? Heidegger, Gentile e altri pensatori come mai non hanno saputo comprendere la tragica deriva criminale e assassina del nazifascismo, anzi ne hanno per un certo periodo condiviso pensiero e azione? E quanto di quella tragedia ancora rimane impressa incisa profondamente non ancora metabolizzata nel nostro D.N.A.? Si è istituzionalizzato con gli eserciti il genocidio e l’assassinio e si continua tutt’oggi a uccidere e massacrare donne uomini e infanzia.dentro un quadro di criminogena legalità.Si produce armi si arma eserciti e squadroni della morte per uccidere. Si fanno leggi per permettere la legalità nel produrre e commercializzare strumenti di morte. Mi chiedo realisticamente ha ancora una ragione etica morale se mai ne ha avuta parlare ancora di reato individuale in un quadro cosi evidenziato? Prendiamo il nostro paese l’Italia, cosa ne è della nostra costituzione? L’abbiamo applicata? Abbiamo dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale con la lotta di liberazione e la nascita della repubblica e dello stato democratico come sancito dal nostro dettato costituzionale costruito di fatto lo stato di diritto? Ma cosa si intende realisticamente “effettualmente” direbbe il grande Fiorentino per stato di diritto? Ecco la risposta: “Art. 3 della nostra Costituzione. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinione politica,di condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese” Ritengo che questa dovrebbe essere da effige scritta nelle aule dei tribunali anziché: “la legge è uguale per tutti” che ben sappiamo quanto sia non veritiera e falsa. Bene proviamo a domandarci se fosse stato applicato come previsto l’Art. 3 che equivale alla costruzione e mantenimento in tutte le pieghe della società dello stato di diritto affinché nessun cittadino cada in tragedia e varchi la soglia di un carcere, che dimensione avrebbe oggi il sistema giudiziario-repressivo-carcerario italiano? Come quello attuale che drena immense risorse economiche e umane? E salvatore sarebbe entrato in carcere, e tanti altri come lui? Il nostro attuale sistema giuridico-processuale-quindi repressivo-educativo è l’espressione di un paradigma che agisce sulle conseguenze.non sulle cause. Giuristi-pubblici ministeri-magistrati giudicanti-educatori-ecc sono il prodotto di una cultura e archetipo che sopperisce alla non applicazione di fatto dell’Art. 3 del nostro dettato costituzionale.Potremmo ben affermare che tutti ci troviamo dai vertici istituzionali all’ultimo gira chiavi del più sperduto carcere della repubblica nella totale illegalità. Calamandrei poco prima di morire nel 1956 con quella sua forza morale e passione etica civile ammoniva che la costituzione non veniva applicata le cui conseguenze sul tessuto sociale ed economico sarebbero state devastanti. Fu grande profeta.
Stefano Rodotà grande giurista e Costituzionalista nelle sue opere ha posto l’irrinunciabile assioma fondativo: del Diritto di avere Diritti e questo noi lo otterremmo solo applicando alla lettera il nostro dettato Costituzionale Partendo da una dei pilasti cardini l’Art. 3
Un caro saluto. E un grazie a Francesca e Ennio Remondino.” Vittorio da RIos


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