Morgana

20 06 2009


Adesso che l’estate è già qui, ed è per noi suono delle onde del mare… vogliamo raccontare una storia di incanto e illusioni… di una fata, che dal tempo e dalle terre lontane delle leggende del nord è arrivata fin da noi… camminando dolce e leggera come solo lei, sacerdotessa di Avalon, sapeva camminare… quasi sollevata a un passo da terra. Storia di Morgana, fata delle acque, … ancora  oggi chi è fortunato può vederla… nella luce rifratta d’agosto, … sollevata a un pelo dall’acqua, lì, sullo stretto, a due passi dalla riva di Messina. Sì, perché dopo aver condotto Re Artù, suo fratello, ai piedi dell’Etna, Morgana s’innamorò tanto della Sicilia , che non lasciò mai più questa terra e stabilì la sua dimora tra l’Etna e lo stretto di Messina, in quel luogo al quale i marinai non osavano avvicinarsi perché battuto da tempeste troppo violente. E lì innalzò il suo palazzo di cristallo, dove abita ancora oggi. Si dice che Morgana esca dall’acqua con un cocchio tirato da sette cavalli, poi getta nell’acqua tre sassi e traccia dei segni nel cielo: allora il mare si gonfia, diventa cristallo, uno specchio, che rimanda immagini di uomini e di città… Solo un fenomeno ottico? Eppure quante fate morgane, nel tempo  Le storie si intrecciano… c’è chi dice che Morgana… era lì, a difendere la sua splendida terra, quando un’orda di barbari, dopo avere attraversato tutta la penisola, giunse sullo stretto che divide la Sicilia dalla Calabria. Che desiderio, di quella terra a pochi chilometri sull’altra sponda… isola incantevole d’aranci e ulivi…

Si dice che il Re barbaro la stava contemplando pensando come fare per raggiungerla, quando comparve una donna bellissima che, indicando la terra oltre la striscia di mare gli disse:, “la vuoi? Io te la do… con le sue città, con il profumo delle sue campagne, con i suoi monti che vomitano fuoco. Guardala, è a due passi da te.” E a un cenno della donna apparvero, vicinissimi, come se potesse toccarli con le mani, le spiagge, i monti, i giardini d’aranci,, il porto di Messina con le navi, le vele, …persino un asinello che passava con il suo carico…. Con un grido di gioia il Re barbaro si buttò in acqua, sicuro di poter raggiungere l’isola con poche bracciate…ma l’incanto si ruppe, e il Re affogò….  Stessi dubbi, stessa spiaggia ma, dobbiamo dire, andò meglio a Ruggero il Normanno. Anche lui, fermo sulla costa calabra, con il suo sogno di conquista, ma non aveva un esercito abbastanza numeroso… E ancora comparve Fata Morgana… “Che pensi, Ruggero? Se é come immagino… salta sul mio cocchio e subito ti porterò in Sicilia, insieme ad un potente esercito …”.   Il normanno, però, rifiutò l’offerta perché, fervido cristiano, voleva liberare l’isola solo con l’aiuto del suo dio. L’epilogo è nella storia…

Favole?

Eppure….nel tempo si contano testimoni illustri… leggiamo dal diario di Padre Giardina:: “Comparve prima un cortile sterminatissimo composto di più di 100mila pilastri…e poi su ogni arco una regal fortezza, e di lì un numero  innumerabile di gran torri e una real galleria di maestà giammai veduta…che bel vedere… una città tutta in aria così smisurata, così splendida, così adorna  di superbi edifici, che tutta aver per base un luminoso e non mai visto cristallo”… e poi giardini e alberi e boschi… era il 14 agosto del 1643…

come ancora adesso d’agosto…e nelle calme albe settembrine, nelle acque della riva di Reggio è possibile vedere specchiato, limpido e preciso, il litorale siciliano con le case, le piante, i giardini, le navi… si vedono  perfino gli uomini che lavorano nelle cale del porto.…e a volte, molto, molto di più… 

 

Realtà, o giochi di specchi… ma qual è, oggi, l’ultima malia di fata Morgana …

Morgana, è donna inquieta… fata ‘zingara’ … le immagini spaventose delle mille città, rimbalzano da un tempo all’altro… da un luogo all’altro… arrivano in Russia,.. … solo un pugno di anni fa, sulle rive  del Volga, a pochi passi da Togliattigrad… un pescatore ha visto quel palazzo, come una cattedrale… di mattoni rossi e cupole d’oro…  in tutti i suoi dettagli…ne ha visto, lo giura, persino alcune crepe nelle mura… e fasci improvvisi di luce… Rusalka.. o Meljuzina…. Quale dei mille volti di Morgana?

 

Ma questa storia vogliamo concluderla sul nostro mare… Sederci sulla costa ai piedi di Reggio… e aspettarla.. Morgana… arriverà, ne siamo sicuri, insieme a tutte le straordinarie cose che avvengono sullo stretto… … il mare che cambia colore… la maturazione del bergamotto… l’incontro d’amore dei pesci spada…

 

 

 

 


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Una risposta a “Morgana”

7 01 2015
Learn more (13:55:20) :

What a stuff of un-ambiguity and preserveness of precious familiarity
on the topic of unexpected emotions.

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