A proposito di tutti i tipi di mente di cui abbiamo bisogno

12 11 2019

greta 1A proposito di tutti i tipi di mente di cui abbiamo bisogno… bella lezione di Vittorio da Rios. Da leggere:

“L’animale è tutto nell’uomo ma non tutto l’uomo vi è nell’animale. “Attribuito a Confucio” Frase riportata a epigrafe nel trattato del Bettini: Scienza delle produzioni animali.Se noi iniziassimo a domandarci cosa a prodotto “l’attuale disordine mondiale” troveremmo tra le cause principali una in particolare: il pensiero totalizzante oramai su scala planetaria della ricerca in tutti i modi del “profitto” del guadagnare sempre più dell’arricchirsi.in tempi brevi e senza limiti.Si è subordinato a questo “Dio assoluto e totalizzante” la dignità umana, i principi fondamentali dei diritti delle persone.si è fatto carta straccia delle enunciazioni e trattati internazionali a difesa e per il rispetto della “sacralità” della vita di ogni persona. Questo tragico quanto inedito “disordine mondiale” oltre a ingenerare relative e drammatiche sperequazioni sociali sta compromettendo lo stesso Ecosistema del pianeta che ci ospita.Il pensiero unico dominante: che il maestro Gerardo Marotta ha definito “pensiero debole” a come suo principale obbiettivo la “cannibalizzazione” di tutte le espressioni di quel mondo “affollatissimo e ricchissimo come ci ricorda Francesca, fatto di tanta umanità differente e per questo straordinariamente arricchente.Ma oggi dove va il mondo,frutto del pensiero unico espressione del liberismo capitalista sfrenato privo di ogni etica e alieno di considerare ogni creatura in quanto patrimonio irriproducibile nella sua unicità tra miliardi di esseri umani? Come comprendere “l’Autismo e le menti necessarie” se anche il dolore che risiede nell’altro nelle sue molteplici espressioni ci è diventato difficile capirlo e viverlo? Ci ricorda Palmier in un suo pensiero sui “movimenti” –Strano aver vissuto a lungo ignorando i nomi di tutti quei muscoli. E’ quando non funzionano più che i loro nomi diventano ossessionanti. Strano non aver mai compreso prima quello che significano i primi passi di un bambino, E’ come se occorresse imparare di nuovo tutta la grammatica del corpo, riscoprire l’aspetto insolito di ogni movimento il suo mistero e la sua perfezione–. In “gli altri” Palmier scopre l’essenza della profondità della amicizia e della condivisione del dolore. –Avrei volentieri evitato l’esperienza di Garches, So che non potrò mai dimenticarla, che tanto mi ha trasformato interiormente. Sicuramente mi ha reso migliore e meno egoista. Senza Garches non avrei conosciuto Ph.., vittima di un incidente a Singapore. Ci siamo promessi, se guariremmo, di rincontrarci un giorno in Asia. Ne Ch.., piastrellista di origine italiana, vittima di un incidente di motocicletta, con cui mi piace fumare delle sigarette in corridoio, e chiacchierare per ore intere, tutti abbiamo il sentimento di fraternità dei prigionieri. Garches genera una mescolanza delle professioni, delle età,delle classe sociali. se uno di noi si deprime,gli altri sono li per aiutarlo, confortarlo,manifestargli una sorta di amicizia quasi fraterna–.Mi chiedo pensando alla “definitiva” esperienza del Palmier pensatore e filosofo docente universitario, morto a soli 53 anni colpito da malattia incurabile, se per comprendere che “l’altro è te stesso” e porlo in una visione universalistica, si debba passare attraverso prove e dolori irreversibili.Passare da una condizione “infantile” a maturità totale, che è sapienza,e piena consapevolezza della vita e del destino che tutti ci accomuna. Basta questa maturata consapevolezza a renderci più umani e felici e costruire forme armoniche di vita tra noi; donne e uomini tra noi e tutte le creature ed essere viventi che compongono il creato? Leopardi ci ammonisce in una pagina dello Zibaldone: Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sarà sempre infelice di necessità. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali, non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri al loro modo. Non gli individui, ma la specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi. Entrate in un giardino di piante,d’erbe, e di fiori. Sia per quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell’anno. Voi non potete svolger lo sguardo in nessuna parte che voi non vi troviate del “patimento” Tutta quella famiglia di vegetali è in stato di “soufrance” qual individuo più qual meno .Là quella rosa è offesa dal sole che gli a dato la vita, si corruga, langue appassisce, La qual giglio è succhiato crudelmente da un’ape nelle sue parti più sensibili,Il dolce “mele” non si fabbrica dalle industriose, pazienti, buone, virtuose api senza indicibili tormenti di quelle fibre delicatissime,Alce Nero il grande Capo dei Sioux in una intervista a John G. Neihardt. cosi inizio: Amico ti racconterò la storia della mia vita come tu desideri e se fosse soltanto la storia delle mia vita non te la racconterei,perché che cosa è un uomo per dare importanza ai suoi inverni, anche quando sono già numerosi da fargli piegare il capo come una pesante nevicata? Tanti uomini hanno vissuto e vivranno la stessa storia per diventare erba sui colli. E’ la storia di tutta la vita che è santa e buona da raccontare, e di noi bipedi che la condividiamo con quadrupedi e li alati dell’aria e tutte le cose verdi; perché sono tutti figli di una stessa madre e il loro padre è un unico spirito.La saggezza del grande popolo fiero dei Pellerossa. Anche loro vittime di genocidio dell’allora nascente pensiero unico del “bianco” dell’occidentale, del più forte per possesso di armi e di denaro per corrompere e creare potere e dominio assoluto.La salvezza futura della umanità sara quando il mondo avrà capito del bisogno e della necessità “di tutti i tipi di mente” per funzionare bene e armonicamente Grazie Francesca Un caro saluto” Vittorio da Rios.


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