condanne…

14 11 2016

15000725_573733886151376_3246351167033269553_oUn po’ di pazienza, ma anche oggi sono qui a parlarvi di carcerazioni. Perché sono tante le vite che si vorrebbe lasciar morire nel nulla, ma c’è chi da quel nulla si ostina a inviare richiami, che sono sussurri, che sono urla…
E come un urlo arriva dal carcere di Opera la terribile storia di Francesco. Mi arriva con la lettera del suo compagno di cella, Alfredo Sole, che qualcosa chiede si faccia per questo suo compagno, malato “anzi direi a pezzi, letteralmente”. Perché Francesco è affetto dal morbo di Burge. Patologia terribile, incurabile. Le arterie si atrofizzano, si seccano fino a morire. E piano piano si perdono parti del corpo, che la malattia porta alla necrosi. Prima le estremità, poi gli arti, su su fino ad attaccare gli organi interni e morirne. A Francesco è già stato amputato un pezzo di piede. Nulla da fare per lui se non cercare di rallentare il percorso di una malattia senza scampo.
Francesco è stato arrestato quando aveva poco più di diciotto anni, nel 1991. In carcere ne ha già passati ventisei, di anni. Ha fatto richiesta di arresti ospedalieri o domiciliari, per provare una cura sperimentale. Per illudersi di potersi curare… Ma la richiesta è stata respinta dal magistrato di sorveglianza, ed è stato respinto anche il ricorso che contro questa decisione Francesco ha fatto al Tribunale di sorveglianza . La motivazione, “come da prassi”: persona “pericolosa e evidente pericolo di fuga”.
Già, perché Francesco Leggi il resto dell’articolo »



Totu sa beridadi, infine

31 01 2015

Sull’ultimo numero della rivista “Una città”, questa mi intervista a Mario Trudu. Pastore, nel 1979 viene arrestato con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. Condannato per un delitto del quale da sempre si dichiara innocente, durante una breve latitanza è responsabile del sequestro dell’ingegner Gazzotti. Condannato all’ergastolo, ostativo ( fine pena mai effettivo). In carcere, a Spoleto, si diploma all’Istituto d’Arte. Attualmente è nel carcere di San Gimignano. La sua vicenda nell’autobiografia “Totu sa beridadi”, tutta la verità, pubblicata fuori dal circuito librario  da  Strade Bianche, ora in libreria  con Stampa Alternativa. Ascoltate…

Lei è in carcere da 35 anni, come raccontarli?

Questa carcerazione infinita… è impossibile raccontarla, anche se alle volte ci proviamo, e per quel poco che riusciamo a esprimere non è sempre facile trovare le parole giuste, adatte, a far capire ala gente cosa si pensa, cosa si è provato, cosa sono stati per me questi 35 anni di carcere; le parole alle volte sono limitanti, ci vorrebbero parole nuove e tanto forti che non esistono. E meglio così altrimenti le persone che leggessero la mia storia con tutte le sue ingiustizie, ne uscirebbero con il corpo ustionato.(…) Leggi il resto dell’articolo »



Tornando da San GImignano…

17 09 2014

Tornando, da un nuovo incontro con Mario Trudu, nel carcere di San Gimignano… Dopo aver sperato ( e davvero, che matta, ci avevo creduto), che dopo trentacinque anni di carcere gli potessero essere concesse alcune ore di permesso per esserci, alla presentazione del suo libro. E sotto sotto, forse un po’ aveva cominciato a sperarci anche lui, anche se avevo dovuto insistere un pochino perché inoltrasse la sua domanda. E oggi un po’ mi sento in colpa per aver alimentato una speranza che meglio di me lui sapeva illusa. Insomma niente permesso. Aspetto di conoscere la motivazione ufficiale di questo “no”. Sei anni fa, altro magistrato aveva concesso a Trudu un permesso di 8 ore per partecipare alla presentazione di un cd, un lavoro fatto in carcere… ma questo “cattivissimo e percolosissimo”, si vede, fa davvero tanta paura. Sconsiderata come sono, comunque, ancora una volta l’ho voluto incontrare, a tu per tu, in una stanza senza neanche una guardia del corpo che in caso di necessità venisse in mio aiuto…(..) Leggi il resto dell’articolo »