Cayenne italiane…

29 03 2017

calabria CayenneUn appuntamento… con il libro di Pasquale De Feo, a Cosenza…
Dall’introduzione di De Feo… “Questo libro raccoglie testimonianze di persone che hanno trascorso anni e anni in regime di 41bis. Di cosa si tratta nello specifico capirete dai loro racconti. E’ cosa che va oltre quanto è possibile immaginare scorrendo le pur inumane restrizioni a cui detenuti in regime di 41 bis sono sottoposti… Ma tanta brutalità non nasce dal nulla. Nei miei lunghi anni di carcerazione ho letto e riletto della storia d’Italia interrogandomi sulle cause delle condizioni del nostro Sud e della gente che lo abita. E’ una storia, ho capito, che parte da molto lontano….”



Colpita al cuore…

3 11 2016

cayenneDal Salotto Culturale di Daniela Domenici, …. volentieri riprendo una sua recensione del libro di Pasquale De Feo…. Cayenne italiane.
“Una decina di giorni fa ho scritto queste parole

https://danielaedintorni.com/2016/10/21/il-carcere-e-la-sottoscritta-di-daniela-domenici/

la settimana scorsa ho rivisto, dopo alcuni anni, Giuliano Capecchi, fondatore della Pantagruel, che avevo conosciuto ai tempi del mio volontariato in carcere in Sicilia e che mi ha dato una copia di questo libro nel quale lui ha scritto una seconda postfazione dopo quella di Francesca De Carolis. Come vi avevo anticipato nell’altro mio post Pasquale De Feo che è detenuto da ben 33 anni (attualmente è in un carcere sardo), col quale ho mantenuto per qualche tempo una corrispondenza cartacea (che ricomincerò con questa recensione che gli manderò) e che ho anche conosciuto de visu nel carcere di Catanzaro ha chiesto a Giuliano se potesse farmi recapitare questo libro da lui curato perché lo leggessi e gli dessi la risonanza che merita con una mia recensione.

E finalmente il suo libro mi ha raggiunto e mi ha colpito al cuore, (…) Leggi il resto dell’articolo »



Cayenne

26 09 2016

cayenneGatto Randagio era tornato questa settimana da un giretto a Venezia, carico di appunti e un po’ di cose da raccontarvi della laguna. Ma… due lettere nella cassetta del posta, hanno riportato il pensiero a chi un giretto a Venezia mai lo potrà fare. E neppure affacciarsi sulla strada a pochi metri dal muro di cinta del carcere delle sue prigioni. Pensieri foschi sono arrivati l’altra sera, sulle ali di due buste malconce, due buste arancione, che quasi sempre color arancio arrivano da lì ( e già è odore di costrizione, che le buste per le lettere, in carcere, puoi comprarle solo come te le vende “il convento”). Disperanti, sia l’una che l’altra, che neppure ve le racconto, che neppure mi credereste, anche per la banalità del male delle minuzie che esasperano quella non vita …
Giusto oggi, che già devo trovare le parole per la presentazione di un libro che rabbrividisco ogni volta che lo sfoglio:“le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41bis”. L’ha curato, questo libro, Pasquale De Feo, in carcere dal 1983, aveva 22 anni, e il 41bis l’ha “assaggiato” per quattro anni… Pasquale De Feo, forse ve ne ho già parlato, che nello studio della storia cerca le ragioni della sua vicenda personale, non per trovare giustificazioni, ma per capire…
“Questo libro raccoglie testimonianze Leggi il resto dell’articolo »



a proposito di emergenze….

23 11 2015

COPURLALeggendo, in questi giorni, d’emergenza, d’emergenze e di documenti e misure speciali a proposito di terrorismo, di annunci di sospensioni di regole e pezzi di costituzioni… , sospendendo piuttosto per un attimo la commozione per la nostra commozione… sempre mi chiedo cosa mai ci autorizzi a dichiarare sante le nostre guerre e legittimare i nostri, di orrori, e quali vittorie, quali insegnamenti, quali democrazie possano mai nascere da sospensioni del diritto che giustificano violenze inflitte ad altri. Dentro e fuori dei nostri confini.
Tornano immagini, ad esempio, di quel pozzo nero che è stato, che ancora è, Guantanamo… le storie dei detenuti della “guerra al terrore”, e molti, sappiamo, mai neppure erano stati formalmente incriminati. Fra le tante violenze e forme di disumanizzazione, torna sempre in particolare, chissà perché, l’immagine di quell’uomo trasportato in carriola, e di quell’altro, trascinato a braccia, che non riesce a muoversi…
E ascoltate questo: “ … si è avuto notizia che due detenuti sono stati recati fuori sezione, l’uno all’interno di una carriola da muratore, certamente non in grado di camminare da solo, l’altro (…) Leggi il resto dell’articolo »