Alice…

6 02 2017

gabripazzaQuando andai alla presentazione di uno dei suoi libri, ne rimasi piuttosto spiazzata. Gabriella La Rovere, che con “L’orologio di Benedetta” riusciva a sballottarti su e giù in quell’altalena che è la sua vita di madre di una ragazza autistica, quella sera riuscì a trasformare la sua emozione, il suo dolore, anche, in gesti che ti inchiodavano lo sguardo e l’anima. “Potresti fare l’attrice”, le dissi, le dicemmo anzi in molti, alla fine… “Forse sei un’attrice”. Ed eccola, ora, che la ritrovo a calpestare il palcoscenico di un teatro. Per un monologo, di cui è anche autrice, con il quale ci fa entrare nella mente di una “matta”. Quale pane per i denti di gatto randagio! Potete immaginare…
“Alice”, il titolo, non è il nome della protagonista, ma il richiamo dell’eco di un mondo meraviglioso popolato di conigli senza tempo e trecce e cappellai che quella “matta” vorrebbe avere intorno a sé…
Ma la scena è ben altra, e si apre sul buio di uno scambio di battute di voci maschili tratto, quello sì, proprio da un brano di “Alice nel paese delle meraviglie”, scomposto in un dialogo a tre. Voci che sembrano venire dal tetto. Con l’intento, spiega Gabriella, anche di sviare. “Queste voci sono un delirio della protagonista? Ci sono veramente delle persone sul tetto? Quello che racconta succede realmente? Ma, soprattutto, se dovesse mai capitare a me di avere un Tso, farò la sua stessa fine, verrò inserita in una lista di sorvegliati speciali ai quale non si perdona niente…?” Leggi il resto dell’articolo »



Benny and Herry

27 07 2016

1benedetta percussionistaLeggendo… dell’arrivo per l’autunno dell’ennesimo libro di avventure di Harry Potter. Siamo a quota otto e, devo confessare, mi sono spesso chiesta quale sarà mai il fascino di questo ragazzino dagli occhiali tondi da primo della classe, nel cui mondo magico, ammetto, non sono mai riuscita a penetrare…
Ed ecco che una porticina, magia!, mi si apre proprio l’altra notte. Leggendo un altro libro che al maghetto della Rowling rimanda già nel titolo: “Hallo Harry! Hi Benny!” (Mursia l’editore) di Gabriella La Rovere che ( ricordate?) si è già affacciata in queste pagine… medico ma, come lei stessa dice, forse l’unico medico ad avere un solo paziente, sua figlia, che è una ragazza autistica. Benny è lei, Benedetta, ed Harry è proprio Harry Potter, il suo personaggio preferito nel quale a tratti si trasforma per sfuggire a una realtà che la spaventa. Benedetta, racconta Gabriella, da quando la schizofrenia è entrata nella sua vita, si trasforma in Harry Potter, inforcando occhiali rotondi e persino cambiando tono di voce, spesso “usando un’inflessione anglofona che la fa assomigliare alla romantica donna inglese, vecchio personaggio di Montesano”.
Sorridete, sì… ho sorriso anch’io, immaginando… Ma questo cambiamento “sancisce la risoluzione di un conflitto di ansia, proprio grazie alla sua magia”.
Così Gabriella ha avuto un’idea fulminante: (…) Leggi il resto dell’articolo »



Tenerezza

11 10 2015

fratelliDomenica scorsa, a teatro. Teatro della Visitazione, che già il nome è un bel programma, da andare a scovare in uno spazio nel piano terra della Chiesa della Visitazione, a Casal Bruciato, bordo di periferia romana… In programma: Tenerezza, un insolito stato di grazia. Che, tratto da un racconto di Carmelo Samonà, ‘Fratelli’, mette in scena la vita di due fratelli, appunto, rimasti soli nella grande casa avita. Uno dei due è autistico, l’altro lo assiste. Tutto si svolge dietro le finestre ben serrate di una casa dove non entra mai la luce.
Parabola dei recinti bui nei quali respingiamo le cose che non ci piacciono, ci mettono a disagio, e un po’ forse ci fanno anche paura. E nulla, credo, ci fa paura come i disturbi della mente.
Eppure, eppure… sono talmente tante le persone che hanno a che fare col disagio mentale che dobbiamo proprio essere tutti ciechi e sordi per considerarle questioni marginali, per pensare che possano restare confinate dietro mura, pubbliche o private che siano. Se il venti per cento della popolazione ha a che fare con un disturbo mentale, lieve o grave che sia, e quelli gravi sono ben l’otto per cento… A farci riflettere su questo, alla fine della rappresentazione, Leggi il resto dell’articolo »



L’orologio di Benedetta

27 10 2014

Un invito a leggere “L’orologio di Benedetta”,  di Gabriella La Rovere, che di Benedetta è madre.   Ho conosciuto Gabriella qualche anno fa, incontrandola al telefono, per la rubrica che tenevo alla radio sulle disabilità. Ricordo ancora… la sua dolcezza, la sua commozione nel raccontarmi del tempo passato con i suoi “ragazzi speciali” intorno alle pagine di libri… Era allora impegnata in un progetto di biblioterapia, Letture della speranza, a Perugia, per sperimentare gli effetti della lettura in persone con disabilita’ mentale… Il progetto era nato dall’esperienza con la figlia, che soffre di una malatia rara ed è affetta da autismo, e dal miracolo che con Benedetta si era compiuto, perché la lettura, mi raccontava Gabriella, puo’ risvegliare emozioni anche in chi ha seri ritardi mentali… Gabriella poi ho continuato a tratti a sentirla, anche prima di avere occasione di incontrarla “dal vivo”, come accade con persone che in qualche modo si incontrano, nelle parole, nel linguaggio, un po’ anche nell’anima. E così ieri ho trascorso l’intero pomeriggio con lei, attraverso le pagine di questo suo libro. Trapuntato di quei piccoli straordinari miracoli che pure arrivano, improvvisi, a illuminare un percorso che è una battaglia continua, enorme, giorno dopo giorno, per costruire ponti… (…) Leggi il resto dell’articolo »