I Gatti di Istanbul… Kedi, un film da vedere

21 05 2018

Locandina KediQuesta settimana Gatto Randagio si è perso per le strade di Istanbul. E ne è rimasto incantato. E come poteva essere diversamente, direte voi. Un posto che incanta chiunque vi si avvicini…
Certo, ma questa volta si è trattato di un incontro davvero fuori dall’ordinario. Il Randagio Istanbul l’ha conosciuta affidandosi allo sguardo di sette gatti, sette splendidi esemplari dell’enorme folla di felini che da migliaia di anni popola la città…
Sari, Bengu, Aslan Parçasi, Psikopat, Deniz, Gamisz, Duman. Bei nomi “gatteschi”, per i protagonisti di un sorprendente documentario, “Kedi, la città dei gatti”, di Ceyda Torun, giovane regista che a Istanbul, dove è nata, ha trascorso l’infanzia, prima di trasferirsi con la famiglia a New York, passando per Amman… e nella sua città d’origine è ritornata per rendere omaggio a quei gatti “senza i quali credo la mia infanzia sarebbe stata infinitamente più solitaria, e io non sarei la persona che sono oggi”.
E che bella persona è sicuramente oggi, si è detto riconoscente il Gatto, se ha voluto, e c’è splendidamente riuscita, raccontare tutto ad altezza di felino. Il documentario che ne è nato è una lettera d’amore alla città e a quei gatti che di Istanbul da sempre incarnano l’anima, la cultura, l’indescrivibile caos, e ne sono, racconta la regista, l’unica vera costante… mentre intorno molto col tempo è cambiato, e ancora cambia, e della sua Storia, i gatti, sono i testimoni… Leggi il resto dell’articolo »



Frecce e bus

15 12 2014

pensiero della domenica dal sito di Ennio remondino, che ancora mi ospita sotto le mentite spoglie di un gatto randagio…

http://www.remocontro.it/2014/12/14/gatto-randagio-popolo-pendolare-delle-lunghe-tratte/

“Correndo, su e giù per l’Italia a bordo di Frecce… Freccia rossa, o bianca, non saprei… dettagli, che, se sfuggono, tanto importanti non devono essere. Infatti, colore a parte, il concetto è lo stesso. Fatto sta che sei appena riuscito a fare entrare il tuo borsone nello striminzito portabagagli lì sulla testa, pensato, è chiaro, solo per esclusive 24 ore, 48 al massimo…, ti sei appena appena accomodato per goderti lo scorrere dello spazio e del tempo fuori dal finestrino, che una voce sorridente e un po’ meccanica annuncia (badate bene in  tutti i vagoni!) che ai clienti, ma solo a quelli di prima classe, è riservato “uno speciale benvenuto con snack, bibite, piccoli omaggi e degustazioni esclusive”. Forse ci avrete fatto l’abitudine, ma io ogni volta mi chiedo: e tutti gli altri in seconda? (…) Leggi il resto dell’articolo »



Cani sciolti e gatti randagi…

28 09 2014

Un giovane consigliere di un Municipio di Roma, poco più che ventenne, mi è stato presentato da amici e ho avviato con lui un’interessante discussione. Era informato di molte cose del suo quartiere, ha fatto un’analisi dei traffici illeciti legati allo spaccio di droga degno di un investigatore, un’analisi delle microeconomie di quartiere, delle ragioni di conflitti tra commercianti e residenti su parcheggi e sensi unici da trenta e lode in economia e sociologia. Tra me e me pensavo: dovresti fare il presidente del Municipio… Ma poi scopre il suo lato debole e mi dice sconsolato: “capsico bene la situazione, so quello che si potrebbe fare ma… sono un ‘cane sciolto’…”.   “Cane sciolto”…  ( c’è bisogno di spiegare?) è chi non fa parte di un sodalizio che sia esso politico o mafioso o sportivo o di nuovi culti new wave. Nulla di nuovo, guardandosi intorno., guardandosi dentro… Eppure sono rimasta molto colpita dalla discrasia tra la brillante esposizione della situazione e il mortificante senso di resa di fronte alle logiche dei partiti che di solito premiano chi obbedisce alla catena di comando  e penalizzano che esprime opinioni individuali. Povero amico… mi ha descritto la ferocia di vecchi consiglieri municipali, sulla breccia da oltre 20 anni, che arriverebbero ai coltelli per contendersi quattro voti, che fanno gli intermediari di piccoli affari, hanno spiccatissimo il senso del “particulare” e ti guardano sgomenti quando gli parli dell’interesse generale. Pensano forse che sia (…) Leggi il resto dell’articolo »