Ancora per Mario…

31 10 2019

autoritrattoIl pensiero di Vittorio da Rios, per mario…

“Le parole di Francesca non possono che colpirci e commuoverci.ritengo che ben poco ci sia da aggiungere a quanto con passione, intelligenza, e umanità interpreta, descrive, fa proprio il pensiero e la storia di Mario Trudu. Che aggiungere a un cosi completo mosaico dedicato a Mario? Il pensiero mi corre a un altro grande sardo Gramsci.,questo piccolo uomo sofferente fin dalla infanzia nel fisico ma con un Cervello che Mussolini impedì di agire in libertà tale era la sua grandezza e dimensione planetaria. Annichilito dai lunghi anni del carcere dalle molte patologie che lo hanno colpito mai si arrese e con eroismo seppe tenersi in vita mantenere vivo e lucido quel cervello che il criminale potere fascista voleva non far funzionare Gramsci ha consegnato alla storia la sua opera “immortale” dalle lettere ai quaderni dal carcere. Struggente e cariche di amore le lettere indirizzate alla madre che amava intensamente e che molto aveva contribuito nel forgiare la sua ricchissima e mai doma personalità. Poco prima che la morte lo cogliesse a soli 46 anni da poco ritornato libero a Roma nella clinica Quisisana, sognava di riabbracciare la madre che non sapeva morta la moglie Giulia e i due bambini, Giuliano che non aveva mai visto e soprattutto ritornare nella sua Sardegna rivisitare i luoghi dove aveva trascorso l’infanzia. e che conservava un ricordo struggente. Leggi il resto dell’articolo »



Non si uccidono così i cavalli…

28 10 2019

autoritratto“Non si uccidono i cavalli di razza a quel modo, ci sono cavalli nati e cresciuti in una stalla lussuosa, ma ci sono anche quelli nati nei pascoli brado, dove per sopravvivere si spaccano ogni giorno gli zoccoli, ma non per questo sono figli di una razza inferiore a coloro che sono nati in una stalla di lusso..”…
Quasi un presentimento, un terribile presentimento, in una pagina che qualche settimana fa mi ha mandato Mario Trudu. Che oggi non c’e’ più. Si’, Mario Trudu, l’eterno ergastolano di cui sempre vi parlo. E’ morto dopo sofferenze che non vi sto a raccontare… Era da tempo malato. Dopo appelli e denunce, da pochi giorni aveva vinto la battaglia per curarsi fuori dal carcere. E sa Monica Murru, l’avvocato che al suo fianco l’ha combattuta, quanto lunga e dura, esasperante, a volte. Ma troppo tardi. E’ passato da quarant’anni al buio di una cella a un letto d’ospedale in condizioni già estremamente gravi.
Non si uccidono cosi’ i cavalli, di qualsiasi razza siano..
Mario Trudu, che ha subito una prima condanna per un reato che ha sempre giurato di non aver mai commesso. Che si e’ sempre pienamente assunto la responsabilità del reato poi commesso, diceva, come reazione (per quanto abbia poi capito quanto sbagliata) alla prima grande ingiustizia subita.., Leggi il resto dell’articolo »



La libertà è di tutti!

10 08 2019

CELLA GINFR.A proposito della vicenda di Mario Trudu, e della giustizia e delle ingiustizie… una bella, accorata riflessione di Vittorio da Rios, “Innanzi a una realtà cosi ben descritta da Francesca riguardo a Mario e alle sue tragiche vicissitudine che la vita gli ha gettato con violenza inaudita addosso,ti prende un tale sommovimento che ti inibisce a tal punto che il silenzio è la più logica reazione.
Silenzio solo silenzio, assoluto silenzio: muto plumbeo,fittissimo silenzio! recitano alcuni versi di David Turoldo difronte alla barbarie che prende sovente la vita di molte creature umane.E Mario ne è un esempio incontestabile.Ma proviamo allora ad uscire dal silenzio, non dico gridare: Quando tu griderai e l’altro, senza che tu sappia chi sia ti urlerà in faccia: ma non vi capirete né saprete per cosa urlate. Turoldo: “allora il padre”…Usiamo il discernimento, il razionale,l’assioma critico che la civiltà occidentale in tutte le sue secolari “articolazioni” ha prodotto.Cerchiamo lumi e risposte dentro l’archetipo del diritto,abbiamo disboscato foreste per costruirvi enormi biblioteche.convinti che questo fosse il costruirvi e rafforzare la civiltà del diritto effettuale concreto. Leggi il resto dell’articolo »



Cent’anni di memoria sotto i cieli d’Ogliastra

15 07 2019

1“Se volate a ottomila metri in un giorno senza nuvole, e se il vostro occhio è allenato a visioni in alta quota, l’Ogliastra vi appare un Continente tutto verde e blu, fra montagne e colline sporgenti dal mare”. Comincia così “Il cielo d’Ogliastra”, affascinante racconto di Giacomo Mameli, che accompagna l’ultimo viaggio fotografico di Pietro Basoccu fra i “Centenari” della sua terra. Perché
terra di centenari è l’Ogliastra.
Il consiglio è di incamminarsi lungo i suoi sentieri, lasciarsi catturare dalla sua bellezza, perdersi, anche… magari riuscirete a scoprire il segreto della lunga vita della sua gente.
Suggerirei di partire da Tortolì, e precisamente dalla piazzetta sulla quale affaccia la Libreria del Corso, dove sarà possibile interrogare gli sguardi dei centenari delle fotografie di Pietro Basoccu, i
loro volti scavati di ruge che hanno attraversato un secolo di storia e ancora sono lì a raccontarlo, tutto quel secolo. Saranno in mostra fino alla fine d’agosto.
Viaggio nel più profondo dell’anima, come sempre, Leggi il resto dell’articolo »



“La certezza della pena non significa pena immodificabile”

12 06 2019

truduPubblico il bell‘intervento dell’avvocato Monica Murru, in risposta a un ben discutibile articolo apparso due giorni fa, sulle pagine de La nuova Sardegna, a proposito della vicenda di Mario Trudu. Non riporto l’articolo a cui si dà risposta. E’ facile immaginarne toni e contenuto dalle parole di Monica Murru. Da leggere.

“Sono l’avvocato di Mario Trudu più o meno dal 2015, da quando ha fatto ritorno in Sardegna dopo un quarto di secolo e io, che di anni ne sto per compiere 50, resto ancora frastornata quando penso che il mio assistito è in carcere da quando la sottoscritta frequentava la quarta elementare (1979). Un tempo immenso, una vita intera, una serie interminabile di giorni tutti uguali nell’espiazione di ciò che Papa Francesco ha definito la pena di morte viva.
Per rendermi conto di che cosa significa quest’arco di tempo, provo a ripensare a tutta la vita che ho vissuto in questi ultimi quarant’anni, alle scelte fatte, i percorsi intrapresi e poi modificati e subito dopo penso agli anni di Mario, tutti cristallizzati in un eterno presente, ancorato al passato e privo di futuro. Mi guardo le mani, le piccole rughe ai lati degli occhi, gli inevitabili segni del tempo che passa; guardo i miei figli, i ragazzi loro coetanei e ho piena consapevolezza di non essere la stessa persona che ero 40, 30, 20 ma neanche 2 anni fa. Già, perché l’essere umano cambia, evolve, cresce ogni giorno; a volte piegato, umiliato, sconfitto altre volte tenacemente esaltato da una vita che ti impedisce di restare per sempre uguale a te stesso.
E se è così per me, per tutti, perché per Mario dovrebbe essere diverso? Leggi il resto dell’articolo »



La giornata del disertore…

6 06 2019

giornatadisertoreE i disegni di Mario Trudu saranno in mostra domenica 9 giugno ti invita domenica 9 giugno al forte Larino di Lardaro, comune di Sella Giudicarie, alla quinta edizione della “Giornata del Disertore”. Grazie all’Associazione culturale Doc che dà l’appuntamento per la Giornata del disertore.
E spiega: “L’idea di questa giornata è nata cinque anni fa come risposta alle numerose commemorazioni per il centenario dell’inizio della prima guerra mondiale, per rispondere alla retorica ufficiale e istituzionale che vaneggiava di un popolo intero che si lanciò spontaneamente al sacrifico e che tendeva a fare delle persone vittime di una truce fatalità, un triste destino, mettendo in ombra così le reali responsabilità di chi quella guerra la volle e la complicità di chi tuttora la santifica e mistifica la pace che ne conseguì.
Quella fu la pace dei responsabili che buttarono masse di contadini e operai a scannarsi a vicenda in quell’inutile macello, i quali uscirono rafforzati anziché indeboliti.
Loro la chiamarono pace, pace gloriosa se non vittoria a detta di industriali e sparuti patrioti, pace fatta da milioni di mutilati, traumatizzati, orfani, vedove, internate, sfollati, diseredati, figli di violenze e razzie. Una pace che, ieri come oggi, ha bisogno di una guerra di quando in quando.
E da queste riflessioni iniziali è cominciato il nostro percorso che ci ha portato a considerare la diserzione oggi.
Ci furono anni addietro persone che pensavano che il futuro andasse dritto verso un mondo senza eserciti e frontiere ignorando che la pace in cui vivevano non era altro che ciò che altri chiamano pace. Leggi il resto dell’articolo »



Custu est su bellu compleannu miu

3 06 2019

CELLA GINFR.Custu est su bellu compleannu miu
barant’annos de galera est sa fata
mai nenos arribet a cussa data
mellus bos trazet una trulu riu.
Questo è il bel mio compleanno / 40 anni è la galera espiata /mai nessuno arrivi a tale data/ meglio essere portati via da un torbido fiume…
Se mai è possibile scrollarsi di dosso, anche per poco, il pensiero di qualcuno incontrato in carcere quando conosci di cosa è fatto il cammino del suo tempo, quando poi quel qualcuno ha trascorso quasi tutta la sua vita dentro quattro mura, e in regime di Alta sicurezza… pure ci sono momenti in cui il pensiero di quella persona diventa uno strazio infinto, un incubo buio. Come quello in cui mi ha tirato dentro la lettera che questa settimana mi è arrivata da Mario Trudu, ergastolano, da qualche anno confinato in quel di Oristano. Ne parlo spesso, e non posso che riparlarne perché Mario ha raggiunto un traguardo da record. Tremendo record: quarant’anni di carcere.
Buon compleanno Mario! Titola la sua lettera, con l’amara ironia di cui solo lui è capace. Quarant’anni, riuscite a immaginarli? Riuscite a trovarvi un senso? Sia pure per una persona condannata per sequestro di persona… reato “scomparso” da più di un quarto di secolo. Sempre mi chiedo: quale paura di pericolosità tiene ancora ai ceppi quest’uomo? E quale fallimento dello stato se di fatto così dichiara che in quarant’anni non è riuscito ad “educare” persona affidata alle sue “cure”… Leggi il resto dell’articolo »



Più che la vita…

21 03 2019

truduDa “Il dubbio”, l’articolo di Damiano Aliprandi, che ringrazio per permettermi di riprenderlo integralmente, sulla decisione dle tribunale di sorveglianza di Cagliari che nega a Mario Trudu (in carcere da 40 anni e con gravi problemi di salute) la possibilità di curarsi fuori dal carcere. 40 anni di carcere e nessuna pietà… Mi viene in mente quello che disse un giorno: “Cosa vuole da me lo stato più della mia vita?”

“Mario Trudu, da 40 anni in ergastolo ostativo, nonostante abbia gravi problemi di salute deve rimanere in carcere. Questo è il responso del tribunale di sorveglianza di Cagliari, sottolineando che il suo stato di salute è gestibile in carcere e quindi non «sussistono i presupposti per il differimento di pena». Respinta quindi l’istanza presentata – e sollecitata più volte – dall’avvocata Monica Murru del foro di Nuoro dove si evidenziava ulteriori gravi patologie certificate come incompatibili con il regime carcerario. Tramonta quindi la speranza per Trudu, nato ad Arzana nel 1950, in carcere dal 1979, diplomato all’Istituto d’Arte di Spoleto e autore di due libri. Finora, a causa dell’ergastolo ostativo, infatti non ha potuto fruire di alcun beneficio e con il passare del tempo vive una condizione di salute difficile – se non impossibile – da gestire in carcere. Attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Oristano (Massama), è affetto da sclerosi sistemica complicata da interstiziopatia polmonare e da ulteriori gravi patologie.

Nell’istanza presentata dall’avvocata Murru Leggi il resto dell’articolo »



Ho vissuto secoli in pochi minuti

9 03 2019

truduDopo quarant’anni di carcere, senza poter uscire mai, Mario Trudu ha potuto finalmente usufruire di un permesso di un’ora e mezza. Questo il racconto di quei momenti.
“Era il 9 gennaio, quando presentai la richiesta di permesso di necessità. Era morto mio cognato Marchioni Pietro, marito di mia sorella Trudu Raffaela.
Il giorno dopo verso le 13,30 mi annunciarono che il permesso mi era stato concesso e che circa mezzora dopo mi avrebbero accompagnato. Puntuali, dopo un po’ partimmo per Arzana, il paese in cui ero nato e dove vivono i miei cari.
Salimmo su un blindato molto diverso da tutti gli altri che avevo conosciuto e usato in una vita intera, i miei ultimi 40 anni. Diverso nel senso che, anche se dalla distanza di sicurezza a cui ero costretto, riuscivo a vedere attraverso il parabrezza venirmi incontro tanta bellezza, mentre sugli altri blindati venivo collocato dentro una piccolissima scatola occupata solo dal buio più totale, dove per evitare le peggiori sensazioni chiudevo gli occhi, e se avessi potuto in quei momenti avrei spento anche il mio cervello, ed io di viaggi immerso nel nulla ne ho fatti tanti.
Uscito dal carcere dopo poche decine di metri imbucammo la SS131 direzione Nuoro – Sassari, e vedere tutta quella campagna e leggere tutti quei cartelli stradali che mi venivano incontro, mi procurava una strana sensazione, come se tutto mi ricordasse qualcosa, ma non capivo cosa… Leggi il resto dell’articolo »



Dove la parola non arriva

22 05 2018

truduIl primo giugno si inaugura a Villa Lagarina ( Trento) , una mostra di disegni di Mario Trudu. ovviamente saremo lì…

A cura di: Comune di Villa Lagarina
Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 – Villa Lagarina
La mostra è a cura dell’Associazione Stefano Frapporti – Cabana. Inaugurazione venerdì 1 giugno 2018 alle 18.30, con la partecipazione di Francesca de Carolis, curatrice dei libri di Mario Trudu. Evento collaterale venerdì 15 giugno alle 21.00: “Non è sogno (la vita)”, proiezione del progetto di film di Giovanni Cioni

“Sono nato ad Arzana e sou fieru de essere alzanesu (e sono fiero di essere arzanese), così da ragazzo ho appreso un po’ di regole della mia terra. Penso che quelli nati in quel luogo, in quel periodo e galu prima (e ancora prima), siano essi uomini che donne, siano persone forti da superare qualsiasi disastrosa avversità. Io per mia disgrazia ho scontato quasi 40 anni di carcere, e credo che possiate immaginare quanto possano essere stati duri. C’è tutta la vita di un uomo, avvolta dalla malasorte, e per quanto riguarda il mio caso posso con forza affermare avvolta dalla mala justithia. E se sono vivo, questo conferma che quelle regole quei principi rendevano le persone forti, persone che non sanno cosa vuol dire arrendersi e sono convinto che per la dignità dell’uomo sia tutto questo importante”. Leggi il resto dell’articolo »