Per sempre AIWA….

27 05 2017

diritti umani mamadouAll’appuntamento nella sede dell’ANPI di via della Farnesina a Roma, ieri, è stato fra l’altro presentato AIWA il MIllelire dei ragazzi incontrati nel centro richiedenti asilo de La Storta. ora non sono più lì, ma il loro lavoro va avanti… queste le parole di Daniela Morandini, che sempre seguo il loro cammino…

“Questa volta il libro non è mio.
Io sono entrata nel Centro di accoglienza di Casale san Nicola, poco lontano da qui, due anni fa, dopo gli scontri tra polizia e Casapound. Ho lasciato la penna da giornalista, la cattedra dell’universita’ ,e ho preso la matita della maestra. Come volontaria. Un’opportunità che mi ha dato la Cooperativa che ha gestito il Centro, fino alla chiusura. Ma questo libro piccolo piccolo è di Noradin Ahdi, Ibrahim Ballo,Mebrahtom Berhe, Karamo Camara, Abdolie Conteh Conteh, Ali Kamissoko, Yusuf Saho, e di tutti gli altri ragazzi che hanno aiutato a fare questo lavoro.
Sono nati in Somalia, In Gambia, in Mali, in Eritrea. Dicono sempre “Aiwa”, che, nella loro lingua, vuol dire “Andiamo avanti!”. Dal luglio dell’ anno scorso, questi studenti sono venuti in classe , puntuali, tutti i giorni. Leggi il resto dell’articolo »



AIWA

13 02 2017

intera copertinaEd eccolo, il Millelire per sempre degli ex ragazzi di Casale san Nicola … un libretto, per ora formato ebook ( http://www.stradebianchelibri.com/aiwa.html ) coloratissimo dei loro disegni e dei loro sogni… I ragazzi ce li presenta Daniela Morandini… poi la bella prefazione di Alberto Gozzi (gruppo ’63 per intenderci)

“Sono entrata nel centro di accoglienza di casale san Nicola, a Roma, nel 2015, dopo gli scontri tra polizia e Casapound. Ho lasciato fuori la penna da giornalista e ho preso quella della maestra di italiano. Non ho mai chiesto nulla di guerre, deserti, torture, naufragi… Ma mi hanno raccontato…
Sono ragazzi del Gambia, Senegal, Mali, Eritrea, Somalia: hanno più o meno vent’anni, dicono sempre Aiwa! che, in arabo, vuol dire, andiamo avanti. Piano piano, hanno ridato forma, in italiano, alle fiabe del Mali. Alle canzoni di Mogadiscio. Alla protesta contro la dittatura di Yahya Jammeh. E i loro disegni di case, madri, baobab, si sono intrecciati alle parole. Ma,dopo Natale, mi è arrivato un sms: “ Scusa maestra, non possiamo venire, perché ci trasferiscono in un altro campo”.E così, la legge dell’accoglienza, che non guarda in faccia nessuno, li ha divisi . Leggi il resto dell’articolo »



Shukran…

4 11 2014

Tornando da un viaggio… giù giù sul mare d’Egitto, Daniela Morandini, che è mia cara amica, mi porta il regalo di questa bella fiaba… che io ora a voi regalo….

“Era sceso da quella  barca sulla quale era stato dipinto da un pittore antico. Entrò in mare come se non ne fosse mai uscito, mentre i trigoni volavano via per lasciarlo passare. Quando risalì, la prese per mano e la portò sott’acqua. Mani lunghe, scure.

Scesero  dove il dugongo, sirena ancor prima del mito, fece loro un cenno col capo,  e i delfini rallentarono la corsa. Arrivarono ancora più giù, e le tartarughe smisero di brucare.. Lei si lasciò portare. Lui la guardò come se volesse entrare nell’anima. Occhi liquidi, scuri.

Attraversarono una foresta viola : le alghe si inchinarono e i coralli cambiarono colore. Si fermarono dove la luce tagliata dall’acqua moltiplicava gli sguardi. Lui le chiese se voleva restare ancora. Lei scosse la testa. “Shukran,” disse lui e, accennando  una melodia remota, tornò su quella barca dove era stato dipinto da un pittore antico.

“Grazie” rispose lei, poi  pianse ma, in mare, le lacrime non si vedono.