Aspettando gli Avi…

5 11 2019

aspettando aviRicordate “Aspettando gli Avi”? Ne parlo ogni anno, di questi tempi… da quando, la notte del primo novembre di otto anni fa, a Pulcherini, che è frazione del comune di Minturno, nel momento in cui le luci del paese si sono spente, sulla finestra di ogni casa si è acceso un lumino, e l’intero paese ha fatto da cornice allo spettacolo ideato da Anna Rita Persechino. Una “festa”, oggi alla sua nona edizione, per ritrovare il tempo in cui c’era sempre un momento, uno spazio per ritrovarli, gli avi che se n’erano andati. E di anno in anno, la manifestazione, rinnovandosi, è cresciuta e si è arricchita. Fino alla bella sorpresa di quest’anno. Un lungo incontro, che si è svolto nell’arco di tre giorni, nella cattedrale di Minturno, con lo sfondo di una scenografia di simboli della luce: melagrane, castagne, dolci…
E sono stati i bambini l’anima della festa. Perché quest’anno Annarita Persechino, che è insegnante di scuola primaria, ha voluto che fossero loro a prendere in consegna i simboli della luce e allestire il palcoscenico degli incontri.
“Perché il bambini sono il futuro” spiega, “e a loro va consegnata la tradizione, la dolcezza di un momento, il giorno dedicato a chi non c’è più, che era luce, era festa… e questo dovrebbe tornare ad essere, per tutti”. Leggi il resto dell’articolo »



Non si uccidono così i cavalli…

28 10 2019

autoritratto“Non si uccidono i cavalli di razza a quel modo, ci sono cavalli nati e cresciuti in una stalla lussuosa, ma ci sono anche quelli nati nei pascoli brado, dove per sopravvivere si spaccano ogni giorno gli zoccoli, ma non per questo sono figli di una razza inferiore a coloro che sono nati in una stalla di lusso..”…
Quasi un presentimento, un terribile presentimento, in una pagina che qualche settimana fa mi ha mandato Mario Trudu. Che oggi non c’e’ più. Si’, Mario Trudu, l’eterno ergastolano di cui sempre vi parlo. E’ morto dopo sofferenze che non vi sto a raccontare… Era da tempo malato. Dopo appelli e denunce, da pochi giorni aveva vinto la battaglia per curarsi fuori dal carcere. E sa Monica Murru, l’avvocato che al suo fianco l’ha combattuta, quanto lunga e dura, esasperante, a volte. Ma troppo tardi. E’ passato da quarant’anni al buio di una cella a un letto d’ospedale in condizioni già estremamente gravi.
Non si uccidono cosi’ i cavalli, di qualsiasi razza siano..
Mario Trudu, che ha subito una prima condanna per un reato che ha sempre giurato di non aver mai commesso. Che si e’ sempre pienamente assunto la responsabilità del reato poi commesso, diceva, come reazione (per quanto abbia poi capito quanto sbagliata) alla prima grande ingiustizia subita.., Leggi il resto dell’articolo »



Il diritto di scegliere…

18 09 2019

munchRiflettendo, sul momento della morte, attraverso la storia del pensiero e delle culture. Ascoltate questa profonda riflessione-lezione che Vittorio da Rios ancora ci regala:

“Il Cardinale Martini evidenziava come la Chiesa istituzionale sia in ritardo di oltre duecento anni rispetto alle mutate sensibilità e acquisizioni culturali e civili della società.Ben sappiamo quanto abbia condizionato e continui a influire negativamente le conquiste etico civili dei popoli. A riguardo della nostra finitezza biologica potremmo ben dire che i “vivi” non hanno mai capito a fondo quel concetto oscuro che si è andato costruendo attorno alla morte, all’invecchiamento, all’agonia, e al cadavere dell’uomo. Tutti i gruppi umani anche i più arcaici hanno cozzato contro un fenomeno tanto inevitabile e impenetrabile. Assurda, inspiegabile, Leggi il resto dell’articolo »



Il delitto imperfetto

27 05 2019

parole tossiche“I guasti del mondo si annidano nelle parole con le quali diciamo il mondo”. Frase che il Randagio ha ritrovato appuntata sulla copertina di un vecchio libro. E oggi gli sta frullando in testa, mentre si avvia al voto, un po’ recalcitrante, e carico di dubbi e inquietudini.

Le parole con le quali diciamo il mondo… Quanti guasti, va rimuginando, se per dirne una (e non prendetelo per fissato…), a proposito della tragedia contemporanea delle migrazioni, un ministro degli interni può tranquillamente affermare che nel mese di maggio ci sono stati solo due morti in mare. Fingendo di non saperlo, che i morti non si possono contare con i corpi recuperati. Oltretutto in un Mediterraneo oggi senza soccorsi e senza testimoni.

Eppure la storia di quei due morti, che non sta in piedi nella logica prima ancora che nel confronto con i numeri pur forniti da autorevoli istituzioni, rimbalzata da notiziari e dibattiti, esponenzialmente moltiplicata da “operatori” in rete, o utenti incauti che non si prendono la briga di riflettere prima un attimo… eccola lì ben acquattata nella testa di tanti, di chi preferisce crederci. Piccolo strabiliante esempio nel mare magnum della grande mistificazione…
“I guasti del mondo…”, quella frase il Gatto l’aveva a suo tempo appuntata sulla copertina di un’edizione de “Il delitto perfetto”, di Jean Baudrillard, che quindi è subito andato a risfogliare… Leggi il resto dell’articolo »



condanne…

14 11 2016

15000725_573733886151376_3246351167033269553_oUn po’ di pazienza, ma anche oggi sono qui a parlarvi di carcerazioni. Perché sono tante le vite che si vorrebbe lasciar morire nel nulla, ma c’è chi da quel nulla si ostina a inviare richiami, che sono sussurri, che sono urla…
E come un urlo arriva dal carcere di Opera la terribile storia di Francesco. Mi arriva con la lettera del suo compagno di cella, Alfredo Sole, che qualcosa chiede si faccia per questo suo compagno, malato “anzi direi a pezzi, letteralmente”. Perché Francesco è affetto dal morbo di Burge. Patologia terribile, incurabile. Le arterie si atrofizzano, si seccano fino a morire. E piano piano si perdono parti del corpo, che la malattia porta alla necrosi. Prima le estremità, poi gli arti, su su fino ad attaccare gli organi interni e morirne. A Francesco è già stato amputato un pezzo di piede. Nulla da fare per lui se non cercare di rallentare il percorso di una malattia senza scampo.
Francesco è stato arrestato quando aveva poco più di diciotto anni, nel 1991. In carcere ne ha già passati ventisei, di anni. Ha fatto richiesta di arresti ospedalieri o domiciliari, per provare una cura sperimentale. Per illudersi di potersi curare… Ma la richiesta è stata respinta dal magistrato di sorveglianza, ed è stato respinto anche il ricorso che contro questa decisione Francesco ha fatto al Tribunale di sorveglianza . La motivazione, “come da prassi”: persona “pericolosa e evidente pericolo di fuga”.
Già, perché Francesco Leggi il resto dell’articolo »