Claudio e Diana, trent’anni di passione…

16 10 2017

dianaGli ultimi romantici… li ha definiti così Luigi Coppola, che ha dedicato loro una biografia. Claudio e Diana… Claudio De Bartolomeis e Diana Ronca, coppia canora, e molte altre cose ancora, che da trent’anni sono una voce, una chitarra e un mandolino, che portano in giro per l’Italia, e non solo, i classici della canzone napoletana.
Quando mi è capitato di incontrarli sulle vie del web, sono andata a spulciare qua e là, fra le loro cose, le canzoni, i video, le clip… e come non ammirare chi riesce a fare di ciò che ama il proprio lavoro… Andate a vedere (e sentire). A me ha subito incantato questa foto, di lui curvo sulla chitarra, che quasi abbraccia, e nell’abbraccio è anche lei, e i suoi caldi lineamenti mediterranei. E quanto è compreso e teneramente sorridente lui, e chissà se lei è più simpatica o più affascinante, mi sono chiesta continuando a scorrere i loro video, dove interpretano, drammatizzano, scherzano, giocano, anche…
Come presentarli? Mi affido alle parole di Diana, che circa due anni fa mi scrisse: “Con mio marito Claudio, insieme da 32 anni, siamo musicisti professionisti da 27 ( orgogliosamente fieri di esserci riusciti, credendo esserci riusciti, credendo sempre che avremmo vissuto di musica e senza un’agenzia, né un impresario, né aiutini di alcun tipo…..) e ci dedichiamo a un genere musicale amato e conosciuto in tutto il mondo, ricco di tradizione e cultura….
Pensate che, con chitarra, mandolino e voce, dedichiamo ancora le serenate sotto al balcone dell’amata”…. Leggi il resto dell’articolo »



Devianze e incontri sulle note di un violino…

7 12 2015

alexisDi Daniela Morandini questo pensiero per “Desvìos y encuentros”, devianze e incontri, che è il primo album da solista di Alexis Lefevre, musicista di origini francesi, cresciuto a Positano, ma cittadino del mondo. Per chi volesse saperne di più… www.alexislefevre.com, intanto invito a leggere

“A Positano lo ricordano quando, ancora guaglione, suonava il violino davanti alla Chiesa, o sulla scala dei leoni, o al Fornillo, un pezzo di mare tra due torri saracene. Alexis ha un legame fortissimo con quella terra del Sud ma, a diciotto anni, dopo un’impronta classica, se ne va. Vuole trovare altre note. Arriva a Buenos Aires: suona con Luis Salinas, e contamina a musica tradizionale sudamericana, con le improvvisazioni del jazz contemporaneo. Non basta: nel 99 torna in Europa e va a Siviglia. Le sue incursioni nel flamenco iniziano alla Carboneria, quel locale tra i vicoli di Santa Cruz, dove si respira un’aria gitana, e l’anima zingara segna le facce dei musicisti. Era in quella taverna che poeti, artisti, e personaggi della notte, avevano trovato rifugio nell’ultimo periodo franchista. Tra quei tavoli di legno, si sarebbero visti anche Pete Seeger e Frank Zappa. A Paco Lira, l’anima della Carboneria, Alexis dedica la sua “ Calle Levies 18”, la strada dove ci si incontra. In poco tempo, è al fianco di Vicente Amigo, di Juan Carlos Romero, di Tomatito. La sua ricerca continua, trasversale: (…) Leggi il resto dell’articolo »



La musica, l’uomo. i muri…

27 09 2015

violino-sito-800-copGuardando, nei giorni scorsi, l’immagine del giovane migrante che suona il violino. L’avrete visto in molti. E’ a pochi chilometri dal confine con la Grecia, bloccato dalla polizia turca insieme ad altre migliaia di profughi. L’avrete sentito. A due passi dal cordone di polizia tenta note incerte. Ma è Vivaldi, la Primavera. Che subito si riconosce…
Poco prima, o poco dopo, leggendo di altra musica. Del coro di bambini, questa volta, fra i grandi in attesa dell’apertura di un varco per la Slovenia. E trascinano tutti in un unico grido…
Qua e là, per le vie del web che a tutto ci sembrano autorizzare, alcuni commenti infastiditi. “Sceneggiate”, costruite ad arte, soffia qualcuno. Qua e là, ancora, parole, che sembrano nutrite di ferocia. Eppure, eppure… Forse è solo paura. E non della folla di persone che preme per passare, che chissà che verrà a fare. Ma paura della musica. Paura, vien da pensare, delle note che sono lì a bussare sui confini. Perché? Perché è difficile difendersi dalla forza ancestrale del linguaggio musicale…
Già. Sapete, cosmologie arcaiche narrano che l’uomo è nato dal suono. Da un soffio, Leggi il resto dell’articolo »



…. e la morte?

31 08 2015

Adesso che l’eco della grande indignazione si è un po’ affievolita e qualcuno ‘insospettabile’ ha potuto chiarire che un funerale non è un reato, e ben altra cosa sono i reati da perseguire… Alcuni bislacchi e un po’ distratti appunti, su funerali, zingari, musiche e carrozze. E’ naturalmente solo il punto di vista di un gatto randagio che si è chiesto, come si chiede in un suo bello scritto, che sembra di sentirlo, Ascanio Celestini: e la morte?
Già. Forse mi è sfuggito fra tanto parlare, ma c’è stato, in tutta questa vicenda, un pensiero per la morte? La Morte. Che è momento tragico e assoluto. Pensiero come pochi rimossi dal nostro vivere contemporaneo e che, ci avete fatto caso?, sembra riuscire ad ottenere adeguata attenzione solo quando c’inonda attraverso l’amplificazione mediatica di morti ‘fuori dall’ordinario’. La fine di una star, le vittime di una strage, di una guerra, di un barcone in fondo al mare… Leggi il resto dell’articolo »