Per le strade di Napoli…

14 08 2017

cappelletta 4Più nessuno mi porterà nel Sud…. Il lamento di Quasimodo martella da giorni nella testa…
Nostalgie d’agosto. Che volete, prendono anche al Gatto. Ormai, a una certa età, piuttosto zingaro stanziale, ma il randagismo è un moto dell’anima che nulla acquieta… …
Avrebbe volentieri preso un treno, ma è tanto che ormai non parte la sua Freccia del sud… E si stava davvero disperando (ad agosto prendono le peggiori malinconie, altro che Natale…), quando come per magia un file si è aperto su un vicolo di Napoli…
Non si è fatto pregare un istante e, prima che la porta si richiudesse, con grande gioia si è perso fra strade e vicoli di San Lorenzo, Sanità, Vomero, Quartieri spagnoli… tuffandosi nelle immagini colte da Agnese Tamburrini, che è giovane fotografa, grafica editoriale e designer, e che di Napoli, della sua Napoli, ha scelto dettagli che… “Gesù, Giuseppe, Sant’Anna, e Maria!” hanno fatto esclamare al Randagio ad ogni angolo. Ché il percorso fotografico che Agnese propone, incantandosi e incantandoci, racconta le edicole votive che più l’hanno affascinata.
Le cappellette della devozione privata e popolare… A Napoli ce n’è un’infinità. In ogni quartiere, ogni angolo, ogni casa, segnano il percorso di una dimensione altra che si apre negli interstizi della città. Piccoli varchi da tenere aperti con il mondo di là, per essere sicuri che qualcuno “lassù” pensi a noi, non ci lasci soli con le nostre miserie.. Leggi il resto dell’articolo »



Canto di ferragosto….

15 08 2016

sirenettaSarà il caldo… sarà il mare… Un vizio di mezz’agosto: scorrere pagine di appunti presi nel tempo sulle Sirene, che è miraggio che tutti, diciamo la verità, abbiamo cercato, scrutando l’orizzonte. Proiezioni di sogni, affascinanti e oscuri, dentro di noi…
Vedete? Quel riflesso guizzante sulle onde… Già vi tendete, sperando, e temendo, di sentire arrivare il canto, ma… “Ora, però, le sirene hanno un’arma ancora più fatale del canto, il loro silenzio”. Così Kafka, che arriva a squarciare, con i lividi lampi delle sue visioni, verità a noi contemporanee. Come solo i profeti sanno fare. Un silenzio, ci suggerisce Kafka, anche antico, se, rileggendo la storia di Ulisse, ipotizza che l’eroe greco “credette” che le sirene cantassero, ma non udì il loro silenzio… mentre “mai così belle, si tesero e si torsero, lasciarono ondeggiare liberi nel vento i loro orridi capelli. Aprirono, nudi, gli artigli sulle rocce. Non volevano più sedurre, volevano soltanto afferrare, finché era possibile, il riflesso lucente degli occhi immensi di Odisseo”.
Per capirne qualcosa, e attraversare la storia degli infiniti riflessi lucenti che le sirene avessero nel tempo afferrato, sono finita per inciampare in un fantastico testo: “Il libro delle Sirene”. L’autrice è Meri Lao, donna che vive a cavallo fra più mondi e più complessa e ricca e profonda non si può… Leggi il resto dell’articolo »



Le cose belle

22 09 2014

Qualche sera fa ho visto un film, che come pochi mi ha colpito negli ultimi tempi. Al cinema Aquila , per chi è a Roma, dove sarà in programmazione ancora per qualche giorno. “Le cose belle”, di Ferrente e Piperno, andatelo a vedere, se potete, frugando fuori dai circuiti ufficiali, troppo distratti per le verità vere che amiamo tanto rimuovere. Girato a Napoli, e Napoli tutta è periferia che non vogliamo vedere, i suoi dolcissimi protagonisti, incontrati 13 anni fa e andati a ripescare 13 anni dopo, interrogano e s’interrogano, raccontano e si raccontano… e riso e pianto in chi vede sono incontenibili. La lingua è quella napoletana. Ci sono sottotitoli, ma non sempre… ma non necessariamente necessari, anche per chi è nato a nord del Garigliano.. la lingua, qui, è la cosa stessa che viene pronunciata e non  ha bisogno di “traduzioni”… un piccolo capolavoro, che, ho pensato uscendo dalla sala, solo chi ha davvero amato e ama gli “oggetti soggetti” del suo racconto può realizzare con tanta accuratezza e profondità…  “Le cose belle…, dunque, per riecheggiare un augurio che dalle nostre parti si fa : “tante belle cose…”, si dice salutando… che è augurio, accorato, di chi sa che tutte quelle cattive nessuno te le risparmierà mai. Ma che almeno, sul tuo cammino, possano le cose belle essere tante… come tutte quelle che i ragazzi nel film sognano e ancora sono lì, nascoste da qualche parte nei loro occhi, tredici anni dopo…, dopo tredici anni già pieni di sconfitte….