senza scampo…

22 02 2016

36225154_volume-ergastolani-senza-scampo-di-musumeci-pugiotto-0“Lo spirito di vendetta non ha copertura costituzionale”. Appuntando sul taccuino questa frase, dalla prefazione di Gaetano Silvestri (che è stato presidente della Corte Costituzionale) a un libro da tenere d’occhio, in questi tempi di smarrimenti… in cui prima vittima è la nostra coscienza critica… “Gli ergastolani senza scampo”, il titolo. Carmelo Musumeci e Andrea Pugiotto gli autori. Ergastolano il primo, docente di Diritto costituzionale il secondo. E siccome randagiando lungo sentieri delle nostre carceri quotidiane ho incontrato sia l’uno che l’altro, ero davvero curiosa di questo intreccio di linguaggi, diversi e pure legati da una simile passione del sentire e del fare…
“Forse continuo a respirare perché non ho il coraggio di morire”. Così testimonia Musumeci (detenuto dal 1991, che in carcere si è laureato, e da anni anima una campagna contro l’ergastolo) attraverso pagine di un diario, che è a tratti battibecco con il proprio cuore. Con quella parte viva di sé, che rimane la sola con cui liberamente parlare e confrontarsi, in un luogo che tutto intorno vuole morto. Dove ci si chiede “a che serve essere vivo se non puoi più esistere?”. Dove la speranza “è un veleno che mi sta intossicando da un ventennio”. Sono, quelle di Musumeci, le pagine di un diario che scandiscono il tempo della giornata, dal mattino che “ho sempre paura di svegliarmi”, alla notte che “finalmente il filo dei pensieri si spezza”.
Raccontando la vita (…) Leggi il resto dell’articolo »



Un cardo fra le spine…

8 05 2015

e alla fine, a Siena, ho letto la lettera al pubblico che Mario Trudu mi ha affidato… Ascoltate:  “Oggi è la mia giornata, dovrei essere felice e vi garantisco che anche se a distanza lo sono veramente. Ma questo non mi avrebbe tolto dall’imbarazzo: gli unici miei interventi li ho fatti davanti a qualche Corte d’Assise, dove non ti va di tirare il discorso per le lunghe e potete immaginare il perché. Oggi sarei stato anche imbarazzato nel trovarmi a parlare davanti a tante persone con un sapere così colossale… Mi sono sempre visto come un cardo in mezzo a un campo sterminato, dove crescono solo spine, ma se possedessi una piccolissima parte del vostro sapere mi sarei sentito una rosa  in mezzo a quel campo di cardi… Non vi parlo del libro perché potrei vantarmi tanto da sbalordirvi tutti, e conoscendo i miei limiti come scrittore… questo compito lo delego agli altri ( cita me, la professoressa tabellini, i professori Fo e Mugnaini, scusandosi con i signori professori se li nomina per ultimo, ….ma io sono nato nell’ottocento, quando le donne venivano prima degli uomini… Come non vi parlerò della mia vita senza riposo, non sarebbe giusto che ciò che ho sofferto io lo scaraventassi sulle spalle di chi ascolta… Mi sarebbe piaciuto, se fossi stato presente, saper fare un discorso a braccio: ma non sarebbe stato possibile per due motivi.  Primo la mia testa dopo tanto sopportare traballa un po’, la mia memoria se l’è mangiata lo stato con i suoi soprusi. Secondo:  addentrandomi nella mia faccenda sono certo che non riuscirei a frenarmi, con le mie parole sentireste l’odore nauseabondo  che si sprigionerebbe dal rimestare  tanto letame, vedreste, anche (…) Leggi il resto dell’articolo »



l’eterna pena…

4 05 2015

Sì, Gatto Randagio è un RemoContro assoluto…   Ascoltate che ha scritto ieri… “Ond’io vivo ogni speranza è spenta, solo il tormento mi tiene compagnia, è una morte infausta, troppo lenta, il giorno è fatto solo d’agonia”, da “Il bene e il male”, di Giuseppe Zagari. Ergastolano. Ostativo.

Quando ho saputo del suo trasferimento dal carcere di Padova, sono andata a cercare la lettera che mi aveva scritto, qualche tempo dopo averlo incontrato, nel corso di un seminario tenuto due anni fa lì dentro. L’ho ancora fisso nella mente. Quel suo viso sofferente, come corroso da un grande, impronunciabile tormento. Poche parole, durante l’incontro. Ma poi mi arriva una lettera, con i versi che ho citato, e il racconto dei motivi di quel grande tormento che gli si leggeva in faccia. Che non vi svelerò, perché di così intimi percorsi, che ancora mi chiedo perché abbia voluto affidarmeli…

Il bene e il male, dunque. All’alba di un giorno di qualche settimana fa, gli è stato detto: prendi le tue cose che sei trasferito. Senza preavviso e senza far sapere la destinazione, come è uso normale. La sezione dell’Alta sicurezza di Padova viene smantellata e questo sarà il destino anche di altri. E i  detenuti che hanno passato anni della loro vita in regime di 41 bis e poi di Alta Sicurezza, ricorda Ristretti Orizzonti, “sanno bene che cosa sono i trasferimenti improvvisi che ti distruggono anche quel po’ di vita che ti eri costruito faticosamente in un carcere”. Ma a noi che importa?

Penso invece che ci debba importare… Perché siamo tutti complici… Perché, come cantava de André, anche se ci sentiamo assolti siamo per sempre coinvolti.(…) Leggi il resto dell’articolo »



Uno stato che non rispetta la sua legalità

13 10 2014

Nel numero di ottobre della rivista “Una città”, questa mia intervista ad Andrea Pugiotto, che è costituzionalista e molto si batte per il miglioramento delle condizioni del carcere e per l’abrogazione dell’ergastolo. Un bellissimo intervento, il suo… ascoltate:

Quando e perché ha scelto di fare della questione carceraria e in particolare dell’ergastolo non solo il suo filone principale di studio, ma anche una vera e propria battaglia civile?

Provo a rispondere muovendo da un dato giuridico. Nel nostro ordinamento penale esiste un principio secondo il quale, quando si ha il dovere giuridico di impedirlo, non evitare un reato equivale a cagionarlo. Analogamente, avere una competenza (cioè un sapere) e non fare nulla, è un grave peccato di omissione o, per noi laici, una grave responsabilità personale. Nasce da qui, da questa consapevolezza, l’urgenza non solo di studiare e di scrivere, ma anche di trovare strumenti inediti ed efficaci in grado di veicolare il proprio sapere in una battaglia di scopo.

Non accade spesso fra i membri dell’Accademia…

Non saprei dire. E comunque, in questo, ognuno risponde solo a se stesso: nel mio caso la circolarità tra l’impegno scientifico e l’impegno civile era un esito pressoché obbligato. (…) Leggi il resto dell’articolo »



L’assassino dei sogni

25 08 2014

L’assassino dei sogni… appena uscito è già esaurito. Fantastico Millelire!!!! E allora con ancor più piacere condivido il commento che mi ha mandato Grazia Frisina… , la ricordate? “Questa mia bellezza senza legge”… il suo linguaggio, la poesia… Dunque Grazia Frisina, poeta, a proposito dell'”Assasino dei sogni” scrive:

“Un’amicizia epistolare, che si rafforza, lettera dopo lettera, con l’andatura lenta delle parole scritte. Parole che diventano malta, cemento che salda, congiunge pensieri, confidenze, sogni, emozioni. La vicenda personale di Carmelo, dell’uomo ombra, è da lui accoratamente raccontata, mai con accenti pietistici, vittimistici e di autocommiserazione perché egli è consapevole delle esperienze passate e degli errori commessi, delle proprie debolezze. E da questa consapevolezza è già fiorita la sua tacita liberazione. In quelle righe si sente la sua voce urlare a un mondo che è sordo, si sente vibrare il suo dolore e, sebbene talvolta sembri cedere a un più che giustificabile sconforto e rassegnazione, si avverte la tenacia per la lotta,  la determinazione nel rivendicare, per sé, per i suoi compagni e per chi non ha diritto di parola, la legittimità a un percorso di trasformazione e di riscatto, a un ri-conoscimento. A sentirsi uomo. Uomo vivo.
E dall’altra parte c’è Giuseppe, concretamente presente nell’ascolto, attento alle parole, alle ombreggiature, ai chiari-scuri, che da esse affiorano. Giuseppe che, nella circonferenza morbida della tenerezza del cuore, fa scivolare la sua sincera partecipazione, la sua umana comprensione, intersecandole, con lucidità di analisi, con semplicità e chiarezza, ai grandi temi di ogni tempo, filosofici, esistenziali, etici. (…) Leggi il resto dell’articolo »