Le parole allucinate

24 08 2016

Sarà una fissazione, ma ancora sulle parole questa settimana riprendo appunti. Per una riflessione,e tanti dubbi. Seguendo questa volta, come immagino moltissimi, una gara olimpica…
Negli istanti dello sprint che ha portato alla vittoria uno dei nostri atleti, come sempre la voce del telecronista si agita, si eccita, urla, sbraita, si spertica, immagino, nel trovare aggettivo che più non è possibile… Al che, un gatto per quanto randagio ogni volta s’interroga perplesso su quei toni slabbrati da infarto. Ma questa volta il gatto, insieme al gruppetto di amici che erano lì davanti alla tv, ha proprio avuto un sussulto quando il cronista ha urlato, che sembrava gli scoppiassero le vene: “ALLUCINANTE! ALLUCINANTEEEE!!!”. Che, permettete, ma s’è pensato a un guaio …
E discuti di qua, ricerca di là, si scopre invece che in gergo “giovanile” ( e fam.) la parola avrebbe assunto un significato praticamente opposto all’originale, e ordinario, che conosciamo tutti (almeno si spera): “cosa che colpisce spaventando, impressionante, pauroso. Es: immagini allucinanti”…
Non pensiate stia qui a fare lezioni da maestrina, ma mi riesce difficile allontanarmi dall’etimologia della parola, che parla di inganno, vaneggiamento… come effetto di allucinogeni, appunto, “capaci di alterare in modo netto le percezioni, i pensieri e le sensazioni”. E quel che viene in mentre, è che da allucinazioni verbali siamo tragicamente sommersi.
“Allucinante?”.. (…) Leggi il resto dell’articolo »



La stretta di mano e il cioccolatino

4 07 2015

Qualche giorno fa mi è arrivato un libro. “La stretta di mano e il cioccolatino”. Me lo aveva annunciato Pietro Tartamella, che ne è il curatore. Pietro Tartamella… che qualche anno fa avevo cercato per raccontare alla radio la storia, che tanto mi aveva incuriosito, della sua Cascina Macondo, affascinata dall’immagine che ne è il simbolo: un bel veliero, che ha le vele di foglie e naviga su un mare di sassi e foglie, sospinto da un vento lieve che sempre spinge a viaggiare, per ritrovare il filo delle parole… e sempre intorno alle parole girano le mille attività della Cascina. Come il progetto europeo Parol, di cui “La stretta di mano e il cioccolatino” narra, e che ha coinvolto, fra Belgio, Italia, Polonia, Serbia, Grecia, dodici prigioni con circa 200 detenuti, impegnati in percorsi didattici, laboratori creativi, e tante altre iniziative. Ed è come un fiume, lo scorrere di queste pagine  (…) Leggi il resto dell’articolo »



restituendo a Medea ciò che è di Medea..

10 02 2015

Leggendo… stralci dalle motivazioni del tribunale del riesame che confermano l’arresto della giovane donna accusata di avere ucciso il figlio, laggiù in quel paesino siciliano, in provincia di Ragusa. Di cui non mi riesce di scrivere il nome, né di lei, né del bambino, né del paese… nomi già da troppe appropriazioni lacerati… Spaventandomi per il suono in qualche modo feroce anch’esso, di burocratica e “scientifica  freddezza”, di quegli stralci ripresi dalla stampa…  Chiedendomi, ancora una volta, da quanti punti di vista una storia può essere raccontata, quali voci indagare, anche quando non pronunciate, per non affogare nel pantano dei luoghi comuni.

Pensando così a Medea, diventata nell’uso comune delle parole e dei pensieri “prototipo della madre assassina”… la maga della tragedia di Euripide che per vendicarsi del tradimento di Giasone uccide i figli avuti da lui ( così, molto sintetizzando e molto banalizzando).

Ma c’è un racconto della vicenda di Medea che, scomposta in voci che si narrano come su facce diverse di uno stesso prisma, ci restituisce tutta un’altra storia.(…) Leggi il resto dell’articolo »



L’ultima notte dell’anno a Cascina Macondo…

27 12 2014

Un’indicazione… un invito, per una notte di capodanno su al nord, sulla rotta del vascello di Macondo… Ricordate? La cascina di Anna e Pietro… sul limite della campagna, fra Torino e Asti,  dove nascono consulenze e laboratori di manipolazione dell’argilla, affabulazione, scrittura creativa, lettura sinestetica ad alta voce, dizione, danza e percussioni, poesìa, voce, ascolto, per  persone con handicap e disabilità lieve, per bambini, adolescènti, adulti, famiglie. La casa dove, anche, nascono pensieri e parole ( ma non solo quelle) per chi sta in carcere… E dunque l’invito è a raccogliere l’invito dei padroni di casa per una fine dell’anno 2014 “tranquillo, informale, sereno, con la tua famiglia, i tuoi figli, i tuoi amici, in compagnia del buon fuoco del camino, di belle storie, e del buon cibo che avrai portato e avrai condiviso, e un po’ di musica”.
Soprattutto una notte con i racconti della tombola, per contribuire al progetto “parol -scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”.

Mi era tanto piaciuta la filosofia di questa casa, (…) Leggi il resto dell’articolo »