Il primo giorno di “non scuola”…

17 09 2018

bambini-romTorno a parlare di rom… e come non pensarci, adesso che le scuole riaprono. Ma non per tutti…
Pensando ai bambini e ai ragazzini del Camping River, a Roma, campo sgombrato poco più di un mese fa, con il solito rituale di ruspe e forze dell’ordine “in assetto da guerra”…
La storia non finisce qui… giovedì scorso le famiglie Rom hanno provato a rientrare nelle loro case di Camping River, dove abitavano da quindici anni, ma poi ne sono state ributtate fuori. Mentre il rappresentante legale di Nazione Rom ha presentato una denuncia penale contro i responsabili dello sgombero ( il ministro degli interni, il sindaco di Roma, il responsabile dell’ufficio Sinti e Rom.. e via via discendendo per li rami…). per uno sgombero definito illegale, e vale la pena di ascoltare i dettagli della puntuale denuncia inviata venerdì in procura (https://www.youtube.com/watch?v=pFg6lj4HCQ0). Vedremo come andrà a finire…
Ma non è vicenda che mi riesce di buttar facilmente alle spalle… pensando soprattutto al trauma dei bambini che hanno visto ancora una volta calpestata la loro vita. Leggi il resto dell’articolo »



Le due sole razze in cui è diviso il mondo

13 08 2018

Rich & poor-Anche questa domenica il Randagio ha una domanda. A proposito di un dibattito che a tratti infuria… Italiani razzisti? Non razzisti? Più di prima? Un po’ di meno?

Ascoltando, l’altra sera, una conversazione al bar, a proposito di italiani… brava gente? Razzisti? Conversazione noiosa e un po’ scontata (quindi ve la risparmio) la cui conclusione è stata: “il razzismo esiste da sempre”.
Cosa che ha fatto pensare, al Gatto, a quell’altra frase spesso usata per tagliare la testa al toro quando si parla di case chiuse (se riaprirle o no, se allestire zone a luci rosse, se multare e chi multare, la domanda o l’offerta? eccetera eccetera)… la prostituzione… “cosa antica quando il mondo”.
Pensando che antico quanto il mondo è forse solo il Male. Ma deve essere in fondo cosa che neppure ci convince tanto, se ci si è industriati a immaginarsi in un tempo prima del nostro tempo, in quel paradiso terrestre dove il male era a noi sconosciuto e dove pure forse ci piacerebbe tornare…
Ma intanto… Leggi il resto dell’articolo »



Andersen, oggi….

1 01 2018

rom1E che storia raccontare, oggi che anche il Natale e’ passato, e ci siamo tutti un po’ commossi e tutte le preghiere sono state recitate e magari abbiamo detto che sì, cercheremo di essere un po’ più buoni…. ora che siamo qui ad aspettare che giunga l’anno nuovo…
Ci ha pensato Gatto randagio, a suggerirmi una fiaba che arriva con il vento del nord e sa di neve e freddo e buio, e nella notte s’accende, a tratti, di desideri…
“C’era un freddo terribile, nevicava e cominciava a diventare buio. Era la sera dell’ultimo dell’anno. Nel buio e nel freddo una povera bambina, scalza e a capo scoperto, camminava per la strada…”.
E’ la bambina dei fiammiferi, storia del nostro egoismo, che ci rende ciechi a quello che non vogliamo vedere, sordi alle domande che non vogliamo sentire, e fa il mondo un po’ più crudele… Andersen la scrisse nel 1848. Per essere precisi, quello fu l’anno della sua prima pubblicazione, centosettant’anni fa… ma, guardatevi intorno…, è ancora storia d’oggi…
“Sai – mi diceva giusto ieri Vittorio, Vittorio da Rios, che a tratti mi regala le sue parole e mi affascina di questioni fra la filosofia e la storia e la morale, e interrogandosi m’interroga su quel legno storto di cui è fatto l’uomo’…- sai, nei pressi dell’ospedale di Treviso, ho visto l’altra mattina una figura rannicchiata, accartocciata nei panni…”. Di quelle, per intenderci, che per un malinteso senso del “decoro” qualcuno vorrebbe allontanare dai centri lustri delle città… Leggi il resto dell’articolo »



“Decoro”…

29 05 2017

pontassieve 4Non sembra ne abbia parlato alcun telegiornale, nessuna pagina nazionale di giornale, e francamente è stato difficile anche trovarne traccia nelle pagine locali… solo radio Radicale vi ha dato spazio… e che volete che sia, schiacciati come siamo fra il terrore del terrore e l’improvviso bisogno di far pulizia, immolando al dio del ‘decoro’ la nostra decenza… che volete che sia la notizia di un pugno di rom buttati per strada…
E’ accaduto, lunedì scorso, a Pontassieve, piccolo comune arroccato sulla sponda destra dell’Arno, a un pugno di chilometri da Firenze. Il copione, sempre lo stesso… forze dell’ordine e la sostanziale brutalità di un atto che ha sgombrato una casa che ha ospitato bambini, madri, padri, famiglie, un invalido civile… A seguire l’operazione anche un assistente sociale del comune, che, come denunciano i rappresentanti dell’Associazione Nazione Rom, ‘Non siete residenti’, ha detto in risposta a chi ha tentato di opporsi…
Non residenti, brutti, sporchi e cattivi, e magari rubano… Leggi il resto dell’articolo »



Ladri di bambini…

5 09 2016

ladro di bamb A proposito della storia di Ram Lubhaya. E forse il nome neppure ci dice niente, che per tutti, è solo “l’indiano” che il giorno dopo ferragosto “ha tentato di rapire una bambina”, sulla spiaggia di Scoglitti, nel Ragusano. Ma sicuramente ricordate il gran baccano che se ne è fatto, le urla e gli strepiti e le accuse, soprattutto contro il magistrato che dopo il fermo e l’interrogatorio l’aveva rimesso in libertà. Tanto che il ministro della Giustizia si era trovato a dover chiedere accertamenti preliminari sulla vicenda. Ma la notizia, ora, è che più approfondite indagini e testimonianze dimostrano che Lubhaya non ha mai avuto alcuna intenzione di rapire la bimba. “Forse leggermente alterato da uno stato d’ubriachezza, l’avrebbe solo per qualche istante presa in braccio”, ma non avrebbe neanche tentato di allontanarsi.
E salta fuori persino che in zona qualcuno lo ricorda per aver una volta aiutato il bagnino a salvare un turista travolto dal mare grosso…
L’avevate saputo? Temo di no. Non me ne sarei accorta neanch’io, se non avessi letto all’inizio della settimana un articolo dal sito della Gazzetta del Sud che Giulia De Cataldo, giornalista di Radio uno, ha fatto girare in rete. Con un commento fra l’irato e il mesto: Leggi il resto dell’articolo »



dipingere la morte, dipingere la vita…

25 01 2016

ceija stoicaGiorno della memoria… torno, permettete, sullo sterminio degli altri, di quelli di cui raramente si parla. Il genocidio di sinti e rom, Porrajmos, “grande devastazione”, in lingua romanì.
C’è un libro nel quale inciampai tempo fa. Un libro che trasmette tremore fin dal titolo: “Forse sogno di vivere”. Ma è il sottotitolo che, così, semplice e didascalico, apre le porte sullo strazio della storia: una bambina rom a Bergen-Belsen. Un libro da avere fra le mani. E’ stato pubblicato una decina d’anni fa in Italia da Giuntina nella collana Schulim Vogelmann.
E’ rievocata, la bambina che è stata, da Ceija Stojka, che era nata del 1933 in un paesino della Stiria, che fu deportata a Bergen-Belsen con la madre quando aveva undici anni, e che cinquant’anni dopo racconta, ritrovando lo sguardo e le parole della bambina di allora. Le parole dello stupore di fronte a una quotidianità fatta di violenze, di fame, di tormento, di immagini di morte che si fa fatica a immaginare. Stupore rimasto intatto, più di mezzo secolo dopo, perché: “mi volto, dice, e sono ancora lì”. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Lo sterminio dimenticato…

26 01 2015

Il gatto randagio di questa settimana… Cercando, fra gli appunti, ha ritrovato questi versi. “…Se fossi nata cinquant’anni prima / sarei la milionesima vittima: / anch’io sarei un mucchio di cenere / nella totale indifferenza, /  tranne qualche rara ricorrenza. //Sarei stata nel lager nazista / in attesa di essere gassata / come una bestia macellata. / O insieme ad altri portata, come una mandria,/ in una stanza a sentire l’aria portarmi via / insieme alla vita mia. // Tutto questo sarebbe successo / perché parlo in modo sconnesso, / cammino con grande fatica,/ e la mia testa è un po’ caotica / e spesso sembro sclerotica. //  Vorrei conoscere il mondo / ma questo mondo non mi piace / e non mi dà pace / tutto l’orrore del mondo”.

L’autrice si chiama Nicoletta, ora avrà finito l’Università, ma aveva quattordici anni quando ha composto queste parole. Per la prima volta, ad una conferenza, Nicoletta sentiva parlare dello sterminio dei disabili nella Germania nazista e (…) Leggi il resto dell’articolo »