Il primo giorno di “non scuola”…

17 09 2018

bambini-romTorno a parlare di rom… e come non pensarci, adesso che le scuole riaprono. Ma non per tutti…
Pensando ai bambini e ai ragazzini del Camping River, a Roma, campo sgombrato poco più di un mese fa, con il solito rituale di ruspe e forze dell’ordine “in assetto da guerra”…
La storia non finisce qui… giovedì scorso le famiglie Rom hanno provato a rientrare nelle loro case di Camping River, dove abitavano da quindici anni, ma poi ne sono state ributtate fuori. Mentre il rappresentante legale di Nazione Rom ha presentato una denuncia penale contro i responsabili dello sgombero ( il ministro degli interni, il sindaco di Roma, il responsabile dell’ufficio Sinti e Rom.. e via via discendendo per li rami…). per uno sgombero definito illegale, e vale la pena di ascoltare i dettagli della puntuale denuncia inviata venerdì in procura (https://www.youtube.com/watch?v=pFg6lj4HCQ0). Vedremo come andrà a finire…
Ma non è vicenda che mi riesce di buttar facilmente alle spalle… pensando soprattutto al trauma dei bambini che hanno visto ancora una volta calpestata la loro vita. Leggi il resto dell’articolo »



Se il confronto aiuta a capire

17 02 2017

Da Gianluca Capuzzo, la lettera di questo mese per “Una città”…
“Ore 9.00, un lunedì, uno dei tanti incontri con le scuole all’interno del carcere “Due Palazzi” nell’ambito del progetto “La scuola entra in carcere, il carcere va a scuola”. Un’ottantina di ragazzi tra i 17 e i 18 anni si siedono sulle scalinate dell’auditorium del carcere. Sono ragazzi, come ormai è normale incontrare nelle scuole, di etnie diverse. Noi siamo seduti, a qualche metro di distanza, davanti a loro e cominciamo a raccontare le storie dei nostri reati. Uno dei nostri compagni desta sempre l’interesse dei ragazzi per la sua giovane età. È cinese. Inizia il suo racconto: “… sono venuto in Italia a 11 anni con mia sorella per raggiungere i miei genitori. Loro erano venuti anni prima ed erano venuti per lavorare, per scappare dalla povertà del nostro paese e cercare di darci un futuro migliore… mi hanno iscritto a scuola, ma io non sapevo neanche una parola d’italiano. Non sapevo scrivere in italiano… non conosevo nessuno dei miei compagni… Leggi il resto dell’articolo »



La buona scuola…

17 10 2016

epesieAppunti di Gattorandagio ( da remocontro)…. Leggendo, nelle cronache romane, della protesta dei piccoli di una scuola elementare, in solidarietà con il compagno disabile che torna a casa prima degli altri, perché, che volete, tagli qui, limature là, sono state ridotte le ore di sostegno… Pensando al difficile cammino dell’integrazione, alle tante voci di chi chiede, a buon diritto, pari opportunità…
Sono andata a riprendere un libretto che spesso sfoglio, anche se a tratti ogni volta la commozione è tanta.”Poesie dalle scuole”, raccolta di poesie scritte dai ragazzi disabili incontrati nella sua vita per la scuola da Giovanna Cantoni, che è stata Ispettore della Pubblica Istruzione, e da sempre si occupa dei ragazzi disabili. Già ve ne avevo regalato qualche verso, ma oggi, che con tanta enfasi viene sbandierata la “buona scuola”, che poi tanto buona non sempre è, voglio farvi ascoltare le voci sommesse di questi ragazzi “diversi”. Voci lievi, allegre o disperate, che chiedono amicizia, che anche nel dolore più profondo raccontano di sé, con impressionante naturalezza, quello che la scuola spesso non vede…
Ascoltate Marcello: “La prof d’italiano le mie poesie leggeva / e gli errori correggeva, Leggi il resto dell’articolo »



quando la scuola entra in carcere…

10 10 2016

nell’ultimo numero di “Una città”, la lettera di Giovanni Zito, della redazione di Ristretti Orizzonti… leggete…
http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=1211

Ristretti Orizzonti, ha cambiato la mia vita da ergastolano con il progetto scuola carcere. Sono felice di questo progetto che ha rivoluzionato il pensiero non solo dei detenuti, ma anche il modo di gestire la vita detentiva nel concreto. Gli studenti universitari che entrano per un confronto con i detenuti che raccontano il proprio errore o scelte di vita sbagliate.
E’ spettacolare, le domande degli studenti mi lasciano pensare, capire, riflettere e passo poi notti insonni per capire bene gli sguardi di queste giovani vite che un po’ sono attratti dalla curiosità di sapere come passiamo le nostre giornate, cosa ci ha portati qui dentro. Ci mettiamo al confronto perché crediamo nel nostro reinserimento, perché vogliamo cambiare il nostro destino ricominciando da zero, buttando via quel vecchio bagaglio culturale. Ci si racconta storie, si ascoltano storie… Si è parlato ad esempio di come la droga possa dilagare nella vita di un giovane, portandolo in un tunnel dal quale non si esce, mentre si pensa poi di smettere quando si vuole. Non è così, Leggi il resto dell’articolo »