Il peso di una tazzina di caffé

15 05 2017

trud2014Sono già in fiore le piante di ferula, in Sardegna, e la strada che si arrampica verso Nuoro è qua e là punteggiata del giallo dei suoi fiori… e viene voglia d’abbandonarla per andare incontro al fiorire d’asfodelo che “lì i monti ne sono pieni… Durante l’estate, persi i fiori, sulla cima dell’arbusto rimangono i semi. Le pecore ne sono ghiotte… durante la notte stanno a testa in su per mangiare il seme e nel buio, da come brillavano i loro occhi, alle volte avevo l’impressione di vedere una città illuminata in lontananza…”. Ritornano le parole del racconto di Mario Trudu pastore…
Ne parlo sempre, di Mario… entra nel trentottesimo anno di detenzione. In tutto questo tempo ha avuto solo due permessi d’un pugno d’ore, una quindicina d’anni fa… e davvero, andando a Nuoro per la presentazione di un documentario voluto da “Nessuno tocchi Caino” e girato nel carcere di Opera, “Spes contra Spem”, speravo, speravamo tutti, che questa volta ci fosse anche lui. Ma la magistratura di sorveglianza ancora una volta ha detto ‘no’. E non importano gli anni trascorsi in prigione, il cammino fatto, la pazienza, il tempo…
Eppure anche il sindaco del paese dove è nato, Arzana, si era dichiarato disposto ad andarlo a prendere e poi riportarlo nel carcere di Oristano… assumersi la responsabilità delle poche ore di libertà che tutti per lui aspettavamo… lo sperava davvero il suo avvocato, Monica Murru, che continua a tessere relazioni, occasioni, percorsi… Spes contra spem… la speranza contro ogni speranza… Leggi il resto dell’articolo »



Cent’anni di memoria…

3 07 2016

trud2014Questa settimana Gatto Randagio è in Sardegna, per portare in giro il libro di Mario Trudu, che vive, per sequestro di persona, un durissimo, lunghissimo ergastolo, che neppure chi ha avuto condanna per feroci stragi in Italia… ma va bèh, di questo ne riparlerò…
Mi sono piuttosto chiesta, quando l’ho incontrato la prima volta, ormai anni fa, come si fa a sopravvivere a tanti anni di prigione, che ora sono 37. La risposta è nei suoi racconti, nei bellissimi disegni che li accompagnano, come in questo suo ultimo “Cent’anni di memoria, omaggio ai miei vecchi”, che è il racconto del ricordo della sua terra, del suo paese, Arzana. Ma non vi dirò del libro che se vorrete lo potete trovare ( editore Stampa Alternativa). Lascio la parola a Mario, facendovi leggere piuttosto la lettera che ha scritto all’editore. Marcello Baraghini, prima della pubblicazione. Una sorta di ‘manifesto’ letterario che non posso che condividere. Ascoltate…
“Al gentilissimo signor Marcello.
Eccomi di nuovo a scrivergli, spero di trovarla in buona forma, perché deve esserlo per forza per riuscire a seguire i miei discorsi (…). Leggi il resto dell’articolo »



Dal paese del sole…

12 05 2016

tru002Ho incontrato Mario Trudu, curandone il lavoro, mentre si trovava nel carcere di san Gimignano. Attualmente si trova in Sardegna, ad Oristano. Alcune riflessioni che accompagnano il libro.

Quando si incontra qualcuno in carcere, difficile che poi la tua vita scorra come prima. Quando poi quel qualcuno ha trascorso quasi tutta la sua, di vita, dentro quattro mura, e in regime di Alta Sicurezza, e per di più con una pena che non finirà mai… quando conosci di cosa è fatto il cammino del suo tempo, e chi non è entrato in un carcere non può immaginare, allora è davvero difficile, anche solo per poco, scrollarsene di dosso il pensiero. Così, ho continuato a seguire la vita prigioniera di Mario Trudu, mese dopo mese, prendendo ogni volta che è stato possibile la via che porta al carcere di San Gimignano. Ogni volta ritornando verso casa carica dei suoi appunti, delle sue lettere, dei suoi racconti. Di straordinaria forza. Come mi è subito sembrato anche questo lungo racconto che tempo fa mi aveva consegnato, un po’ arrossendo e un po’ schermendosi, come sempre fa lui: “Leggi questo, se hai tempo da perdere…”.
Manoscritto dal paese del sole, l’aveva intitolato. Perché il ricordo di Arzana, (…) Leggi il resto dell’articolo »



Cent’anni di memoria….

26 04 2016

fr002Dal 28 in libreria il nuovo libro di Mario Trudu , che ho avuto il piacere di curare per Stampa Alternativa
CENT’ANNI DI MEMORIA
Elogio dei miei vecchi
Con prefazione di Natalino Piras

Rimpiange e racconta, Mario Trudu, ergastolano, in carcere da 36 anni con condanna per sequestro di persona, il tempo della sua infanzia e adolescenza, ad Arzana, paese nel cuore della Barbagia. L’autore, Mario Trudu, pastore, nato ad Arzana (Nuoro) nel 1950, nel 1979 viene arrestato con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. Condannato per un delitto del quale da sempre si dichiara innocente, durante una breve latitanza è responsabile del sequestro dell’ingegner Gazzotti. Condannato all’ergastolo, ostativo (“fine pena mai” effettivo), in carcere, a Spoleto, si diploma all’Istituto d’Arte. Attualmente è nel carcere di Oristano. La sua vicenda è raccontata nell’autobiografia “Totu sa beridadi, tutta la verità. Storia di un sequestro”. Stampa Alternativa. Questo è il suo secondo libro, un racconto ricco del fascino che un ragazzino riesce a cogliere in tutto, nonostante le durezze di un ambiente molto povero e dalle regole implacabili. Incantato soprattutto dal racconto della vita che fanno i vecchi, quando la trasmissione del sapere era ancora loro appannaggio.
La narrazione è (…) Leggi il resto dell’articolo »



Cent’anni di memoria…

8 04 2016

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e questa è la copertina e del nuovo libro di Mario Trudu, andato oggi in stampa… ne parleremo presto!

“Rimpiange e racconta, Mario Trudu, ergastolano, in carcere da 36 anni con condanna per sequestro di persona, il tempo della sua infanzia e adolescenza, ad Arzana, paese nel cuore della Barbagia.
Dall’autore di “Tutta la verità, storia di un sequestro” (Stampa Alternativa 2015) un racconto ricco del fascino che Trudu ragazzino riesce a cogliere in tutto, nonostante le durezze di un ambiente molto povero e dalle regole implacabili. Incantato soprattutto dai racconti dei “suoi vecchi”, che sono trasmissione di sapere, ma anche storie di guerra, di cui si conservano ricordi, commoventi e crudi.
Spazi onirici si aprono con i sorprendenti disegni, di cui Trudu è autore, che si intrecciano alla narrazione”



In Sardegna, dunque…

26 05 2015

Correndo, dunque, su e giù per la Sardegna, per parlare di un libro di cui ho seguito la nascita, e racconta tutta la verità della tremenda storia di Mario Trudu, che era pastore, di Arzana, paese fra i monti della provincia di Nuoro,…  “Totu sa beridadi, tutta la verità, storia di un sequestro” ( edito da Stampa Alternativa), appunto, il libro che adesso ho fra le mani. E visto che per Mario è impossibile, vado io in giro a parlare per lui. Avendolo seguito, pagina dopo pagina, sospiro dopo sospiro, per due anni, adesso è un  po’ come fosse anche mio. Già, direte… ma come si fa ad assumersi la parte di un uomo così “pericoloso”, murato vivo da trentasei anni? Béh, vi rispondo, forse proprio per questo ne sento il dovere. Dopo aver visto, e ascoltato… Se con silenzi, con sguardi, per due anni ci siamo fronteggiati e poi, forse, capiti, più che con le parole che infine pure si sono sciolte… Mi sento in dovere per quel fine pena mai che sul certificato di detenzione si scrive 99/99/9999. Perché è pena che, per tempi e modi, è solo inutile, barbara vendetta, nulla ha a che vedere con la “rieducazione”, e neppure con la dovuta attenzione alle vittime. Altre sono le strade, altro il percorso d’intimi tormenti …

Dunque qui in Sardegna, per consegnare alla sua terra la verità di Mario, dall’incubo della violenza di un giudizio che sa ingiusto, fino all’irreparabile poi commesso, e i lunghi anni nelle carceri di mezza Italia. Qui ad avere la conferma di quello che sapevo già. Ma è tutt’altra emozione e commozione riconoscere quella storia nel sapore aspro delle pietre dei monti, nelle terre fiorite d’asfodeli, e ginestre e ferula, in un’esagerazione esplosa di colori che toglie il respiro. Come toglie il respiro il dibattito (…) Leggi il resto dell’articolo »



Ritorno alla terra…

22 05 2015

Tornando, dalla Sardegna, per portare alla sua terra la voce di Mario Trudu e del suo “Titu sa beridadi” Tuttala verità, storia di un sequestro… queste le parole che mi ha affidato per la sua terra…

Ascoltate: “Vi dico fin da adesso che mi sarebbe piaciuti farvi un altro tipo di discorso. Questa sarebbe l’occasione giusta, dovrei approfittarne, dovrei far sentire la mia voce, visto che non ho molte occasioni per parlare di ciò che gli uomini da vari decenni mi proibiscono di avere, e che mi spetterebbe per legge, se fosse ancora valida la Costituzione. Ma voglio evitare di esporre la parte tenebrosa della mia vita, non voglio scaricare su di voi questo enorme peso. Eccomi in Sardegna, anche se solo virtualmente… quella terra che stimo con il massimo di tutti i miei sentimenti, e sentendola così forte nel mio sangue, alle volte pensando alla sua cultura, alla sua lingua, a tutto quello che mi ha insegnato, anche grazie ai vecchi che ho conosciuto nella mia adolescenza, mi porta a vedere il resto del mondo come cosa di poco conto.. Anche se sono cosciente che non è così: nessuna parte della terra è meno importante di un’altra… la terra tutta, la sua natura, è veramente qualcosa di meraviglioso. Di altrettanto meraviglioso sulla terra c’è solo la donna, tutto il resto rimane un tantino sotto… parecchio sotto… Tornando alla Sardegna, credo che se fossi nato in un altro posto non avrei saputo affrontare la vita con tanto coraggio come ho fatto. Questa terra mi ha dato lo spirito e la forza per vincere la malvagità degli uomini. L’Ogliastra mi ha nutrito fin dal primo respiro.. terra impervia e selvaggia, forse sono rimasto contagiato da quella sua natura superba e forte, rendendomi indomabile come tutti gli ogliastrini, che non mutano pelle in base alle occasioni del momento. Io sono rimasto il Mario Trudu di sempre, sui principi e sui sentimenti,,, per il resto anch’io ho subito gli effetti della natura, (…) Leggi il resto dell’articolo »



Un cardo fra le spine…

8 05 2015

e alla fine, a Siena, ho letto la lettera al pubblico che Mario Trudu mi ha affidato… Ascoltate:  “Oggi è la mia giornata, dovrei essere felice e vi garantisco che anche se a distanza lo sono veramente. Ma questo non mi avrebbe tolto dall’imbarazzo: gli unici miei interventi li ho fatti davanti a qualche Corte d’Assise, dove non ti va di tirare il discorso per le lunghe e potete immaginare il perché. Oggi sarei stato anche imbarazzato nel trovarmi a parlare davanti a tante persone con un sapere così colossale… Mi sono sempre visto come un cardo in mezzo a un campo sterminato, dove crescono solo spine, ma se possedessi una piccolissima parte del vostro sapere mi sarei sentito una rosa  in mezzo a quel campo di cardi… Non vi parlo del libro perché potrei vantarmi tanto da sbalordirvi tutti, e conoscendo i miei limiti come scrittore… questo compito lo delego agli altri ( cita me, la professoressa tabellini, i professori Fo e Mugnaini, scusandosi con i signori professori se li nomina per ultimo, ….ma io sono nato nell’ottocento, quando le donne venivano prima degli uomini… Come non vi parlerò della mia vita senza riposo, non sarebbe giusto che ciò che ho sofferto io lo scaraventassi sulle spalle di chi ascolta… Mi sarebbe piaciuto, se fossi stato presente, saper fare un discorso a braccio: ma non sarebbe stato possibile per due motivi.  Primo la mia testa dopo tanto sopportare traballa un po’, la mia memoria se l’è mangiata lo stato con i suoi soprusi. Secondo:  addentrandomi nella mia faccenda sono certo che non riuscirei a frenarmi, con le mie parole sentireste l’odore nauseabondo  che si sprigionerebbe dal rimestare  tanto letame, vedreste, anche (…) Leggi il resto dell’articolo »



una pagina a caso…

29 04 2015

Seguendo il cammino del libro di Mario Trudu, “Tutta la verità, storia di un sequestro”, in attesa della presentazione, il 7 di maggio, all’Università di Siena, per parlare di carcere e scrittura, e parole di vita… aprendo, così, per distrarmi un po’, un libro di un poeta molto amato, Fernando Pessoa… ritrovando una pagina sottolineata tanto tanto tempo fa… “poter ridere, ridere, ridere traboccantemente,/ ridere come un bicchiere versato,/ assolutamente pazzo solo di sentire,/ assolutamente lacero dello strusciarmi contro le cose, / la bocca ferita a forza di mordere cose, / le unghia sanguinanti a forza di afferrarmi a cose,/ e poi datemi la cella che vorrete, che mi ricorderò della vita”. Le pagine, aperte a caso… che mai si aprono a caso…