Cercando Ofelia

5 03 2018

antonella-lia-cercando-ofeliaDopo la terribile strage di Latina… Ogni volta sembra che la tragedia ci colga di sorpresa… Eppure,
provate a digitare in rete due paroline. “Orrore” e “famiglia”… l’elenco che salta fuori ve lo risparmio, ma c’è da restarne raccapricciati, e non c’è paese o ceto sociale che si salvi. Inferni familiari…
“Io ho dato latte e so quanto è dolce amare il bambino che ci sugge il seno e tuttavia gli avrei strappato il capezzolo dalle tenere gengive nel momenti stesso in cui mi sorrideva e gli avrei spezzato il cervello, se lo avessi giurato”. Così Lady Macbeth… e chi meglio di Shakespeare ha saputo esplorare l’animo umano, anche nei suoi più cupi recessi. E meglio non poteva fare Antonella Lia, psicologa, psicoterapeuta, da anni impegnata contro la violenza in famiglia, scegliendo citazioni dalle opere del drammaturgo inglese a far da esergo a ogni capitolo del suo nuovo libro. “Cercando Ofelia” (edito da NulloDie).
Da quando ho letto il suo primo lavoro, Leggi il resto dell’articolo »



L’amore molesto

15 01 2018

gatto 2Qualche riflessione e molte domande… Leggendo l’intervista rilasciata dall’ancor bella e seducente e intelligente Catherine Deneuve… volto della lista delle cento firmatarie del manifesto apparso su “Le monde”… “Nous défendons une liberté d’importuner, indispensabile a la liberté sexuelle”…
Delicata e complessa la questione della libertà sessuale, è vero, e pieno di spunti anche su cui riflettere quel manifesto… ma molte le perplessità, se entra a gamba tesa nel dibattito sulla violenza sessuale esploso con la denuncia delle “molestie” del signor Weinstein… spostando innanzitutto decisamente il fuoco del dibattere. Insomma, tanto per cominciare, mi è sembrato un manifesto un po’ “fuori tema”. Che dimentica che il nodo della questione riguarda innanzitutto il rapporto con il potere, qualsivoglia volto abbia, in qualsiasi struttura con una gerarchia, ogni volta che si ha di fronte qualcuno dal quale si dipenda per un sì, per un no, per un proprio spazio nella vita, pubblica o privata che sia… Leggi il resto dell’articolo »



Pietre

18 09 2017

Solo qualche appunto, e molte domande. Continuando ad avere davanti agli occhi il volto bambino di lei, e le sue labbra brillanti del colore ciclamino di un rossetto con il quale solo a sedici anni puoi giocare… il collage di foto amorose abbarbicata al ragazzino al quale, in un gioco pur già troppo doloroso, pensava di appartenere… e quell’inconsapevole grido d’aiuto lanciato su FB… Non è amore se c’è violenza…
Chiedendomi con quale grumo di violenza nell’animo è cresciuto lui, appena diciassette anni, e le tracce di peluria sul volto che non sono neppure un’ombra… eppure, nel rapporto con la sua ragazzina, già maschio della peggior specie… e quale parte paurosa della propria anima ha pensato di nascondere nel pozzo con il corpo di lei, sotto un cumulo di sassi, insieme alla terribile verità di quell’omicidio…
Tutto in questa storia sembra avere la pesantezza delle pietre… come quelle del tumulo che ha malamente nascosto il corpo di lei…
Ne avrete sentite di reazioni e pensieri e commenti, e la pena e il dolore, e dettagli e indecenze e più scomposti insulti e rabbie che ormai sempre si scatenano sulle vie del web… ché nessuno può lasciare indifferente la storia così tragica di due adolescenti, che appena appena, e in maniera così confusa e sbagliata, avevano iniziato il loro cammino nella vita adulta…
Fa tremare l’anima il pensiero di tanta violenza che si è impossessata delle emozioni di due vite così giovani. Perché insieme alla vita di chi quella violenza l’ha così tragicamente subita, non si può non pensare alla vita di chi quella violenza l’ha sentita crescere, incontenibile, dentro di sé… Leggi il resto dell’articolo »



l’eterna pena…

4 05 2015

Sì, Gatto Randagio è un RemoContro assoluto…   Ascoltate che ha scritto ieri… “Ond’io vivo ogni speranza è spenta, solo il tormento mi tiene compagnia, è una morte infausta, troppo lenta, il giorno è fatto solo d’agonia”, da “Il bene e il male”, di Giuseppe Zagari. Ergastolano. Ostativo.

Quando ho saputo del suo trasferimento dal carcere di Padova, sono andata a cercare la lettera che mi aveva scritto, qualche tempo dopo averlo incontrato, nel corso di un seminario tenuto due anni fa lì dentro. L’ho ancora fisso nella mente. Quel suo viso sofferente, come corroso da un grande, impronunciabile tormento. Poche parole, durante l’incontro. Ma poi mi arriva una lettera, con i versi che ho citato, e il racconto dei motivi di quel grande tormento che gli si leggeva in faccia. Che non vi svelerò, perché di così intimi percorsi, che ancora mi chiedo perché abbia voluto affidarmeli…

Il bene e il male, dunque. All’alba di un giorno di qualche settimana fa, gli è stato detto: prendi le tue cose che sei trasferito. Senza preavviso e senza far sapere la destinazione, come è uso normale. La sezione dell’Alta sicurezza di Padova viene smantellata e questo sarà il destino anche di altri. E i  detenuti che hanno passato anni della loro vita in regime di 41 bis e poi di Alta Sicurezza, ricorda Ristretti Orizzonti, “sanno bene che cosa sono i trasferimenti improvvisi che ti distruggono anche quel po’ di vita che ti eri costruito faticosamente in un carcere”. Ma a noi che importa?

Penso invece che ci debba importare… Perché siamo tutti complici… Perché, come cantava de André, anche se ci sentiamo assolti siamo per sempre coinvolti.(…) Leggi il resto dell’articolo »