Devianze e incontri sulle note di un violino…

7 12 2015

alexisDi Daniela Morandini questo pensiero per “Desvìos y encuentros”, devianze e incontri, che è il primo album da solista di Alexis Lefevre, musicista di origini francesi, cresciuto a Positano, ma cittadino del mondo. Per chi volesse saperne di più… www.alexislefevre.com, intanto invito a leggere

“A Positano lo ricordano quando, ancora guaglione, suonava il violino davanti alla Chiesa, o sulla scala dei leoni, o al Fornillo, un pezzo di mare tra due torri saracene. Alexis ha un legame fortissimo con quella terra del Sud ma, a diciotto anni, dopo un’impronta classica, se ne va. Vuole trovare altre note. Arriva a Buenos Aires: suona con Luis Salinas, e contamina a musica tradizionale sudamericana, con le improvvisazioni del jazz contemporaneo. Non basta: nel 99 torna in Europa e va a Siviglia. Le sue incursioni nel flamenco iniziano alla Carboneria, quel locale tra i vicoli di Santa Cruz, dove si respira un’aria gitana, e l’anima zingara segna le facce dei musicisti. Era in quella taverna che poeti, artisti, e personaggi della notte, avevano trovato rifugio nell’ultimo periodo franchista. Tra quei tavoli di legno, si sarebbero visti anche Pete Seeger e Frank Zappa. A Paco Lira, l’anima della Carboneria, Alexis dedica la sua “ Calle Levies 18”, la strada dove ci si incontra. In poco tempo, è al fianco di Vicente Amigo, di Juan Carlos Romero, di Tomatito. La sua ricerca continua, trasversale: (…) Leggi il resto dell’articolo »



La musica, l’uomo. i muri…

27 09 2015

violino-sito-800-copGuardando, nei giorni scorsi, l’immagine del giovane migrante che suona il violino. L’avrete visto in molti. E’ a pochi chilometri dal confine con la Grecia, bloccato dalla polizia turca insieme ad altre migliaia di profughi. L’avrete sentito. A due passi dal cordone di polizia tenta note incerte. Ma è Vivaldi, la Primavera. Che subito si riconosce…
Poco prima, o poco dopo, leggendo di altra musica. Del coro di bambini, questa volta, fra i grandi in attesa dell’apertura di un varco per la Slovenia. E trascinano tutti in un unico grido…
Qua e là, per le vie del web che a tutto ci sembrano autorizzare, alcuni commenti infastiditi. “Sceneggiate”, costruite ad arte, soffia qualcuno. Qua e là, ancora, parole, che sembrano nutrite di ferocia. Eppure, eppure… Forse è solo paura. E non della folla di persone che preme per passare, che chissà che verrà a fare. Ma paura della musica. Paura, vien da pensare, delle note che sono lì a bussare sui confini. Perché? Perché è difficile difendersi dalla forza ancestrale del linguaggio musicale…
Già. Sapete, cosmologie arcaiche narrano che l’uomo è nato dal suono. Da un soffio, Leggi il resto dell’articolo »



Matrimoni, arpe, violini e champagne…

1 06 2015

Gatto randagio Impazza. Ascoltate che ha scritto ieri….”Rimuginando sulla verde Irlanda, che la settimana scorsa ha detto sì, con una valanga di sì, ai matrimoni fra persone dello stesso sesso… Non ho potuto evitare che il primo pensiero andasse a  Oscar Wilde, che dovette subire un processo per omosessualità e una condanna a due anni di lavori forzati.  Ricordando la lettera che dal buio della sua prigione di Reading scrisse per l’uomo che amava (amore molto ingrato per la verità), e che in realtà è un lungo racconto che scava nell’anima,   che narra di quando si subisce un giudizio e tutta la vita viene giudicata, di come tutte le sentenze sono sentenze di morte. Il “De Profundis”, pensiero dal profondo del suo dolore… (che se non l’avete ancora fatto consiglio di leggere) dove Wilde qua e là si scaglia contro il conformismo bigotto. Pensando, fra le tante, alle bellissime pagine sulla figura di Cristo, che così tanto l’affascinava. Cristo che comprese “che la vita era cangiante, fluida, attiva, e che (…) Leggi il resto dell’articolo »