de profundis- 2

22 08 2014

Continuando la mia rilettura del de Profundis… non resisto alla tentazione di condividere un passaggio, molto bello, molto tenero a proposito di Cristo, che Wilde descrive precursore del movimento romantico della vita… Ecco: “Come tutte le nature poetiche egli amava le persone ignoranti. Sapeva che nell’anima di chi è incolto c’è sempre spazio per una grande idea. Ma non riusciva a sopportare gli stupidi, specialmente coloro che sono resi tali dall’educazione, gente piena di opinioni che non è in grado di capirne nessuna, un tipo specificamente moderno, che Cristo in breve descrive come colui che ha la chiave della conoscenza ma non la sa usare e non permette ad altri di usarla , anche se è stata fatta per aprire la porta del Cielo… “

Insomma, la poesia della vita, contro l’ottusa rispettabilità dei sepolcri imbiancati… Mi viene in mente ( si monterà ora molto la testa…?!) Marcello Baraghini… non fu lui anni fa a inventarsi il primo ( l’unico?) festival dedicato a persone non esattamente alfabetizzate?


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