A proposito del sogno che non è la vita…

11 12 2019

NONèSOGNO-_3-768x432“Non è sogno” diventa per Vittorio da Rios, lo spunto per parlare di Pasolini. Del suo genio poetico, della sua vita, della sua forza di intellettuale… Un bellissimo intervento, tutto da leggere.

“In un paese orribilmente sporco…” Frase di Pier Paolo Pasolini. Si legge nella copertina di un libro voluto da Laura Betti, PASOLINI: CRONACA GIUDIZIARIA, PERSECUZIONE, MORTE, Garzanti editore 1977. Pasolini era stato assassinato sul finire del 1975. In maggio sempre del 75 erano stati pubblicati Scritti Corsari. e poi lettere Luterane. Ora tutto il corpus dell’opera pasoliniana in 10 volumi ha trovato degnissima collocazione nel Panteon prestigioso della collana i Meridiani. “Ricordo e so di un giorno molto lontano in cui, tra tanta gente di cui non ricordo e non so, entrò nella mia casa un uomo pallido, tirato, chiuso, in un dolore misterioso, antico; le labbra sottili sbarrate ad allontanare le parole, il sorriso; le mani pazienti d’artigiano. Sapeva di pane e di primola. Il pane era il dolore, la primola l’amore. Ricordo quindi di aver deciso che quell’uomo era un uomo. E poi ricordo di aver deciso di impadronirmi del pane, tagliarlo a metà e metterci in mezzo delle risate forte, robuste, superbe , buone. Decisi, senza paura di tuffarmi nelle primule. Ricordo e so che quell’uomo che era un uomo, diventò il mio uomo. E il mio uomo nascondeva dietro gli occhiali neri l’ansia della scoperta di un possibile, tremante richiesta di amore non rifiutata, non brutalizzata, non rubata. Imparai perciò a camminare in punta di piedi per non spezzare il silenzio che accompagna il gesto d’amore per non farlo sfuggire nel buio…”. Laura Betti cosi da inizio al volume Moravia poi nella prefazione afferma: E’ stato detto, a proposito della morte di Pier Paolo Pasolini, che egli doveva finire in quel modo, che la sua morte era intonata con la sua vita, che aveva forse voluto e cercato una morte simile, e cosi via… e cosi via. Sono le idee che la gente si fa della morte, come se dipendesse da noi di avere una morte simile alla vita…

La borghesia italiana che è, secondo noi, tutta o quasi conservatrice quanto non è addirittura fascista, odia i comunisti ma li rispetta, in quanto riconosce loro virtù civiche, quella moralità privata che essa da un pezzo, ha sacrificato agli interessi. Ora però avviene che qualcuno pur essendo comunista ,si permette di non esser sano e normale ( s’intende da un punto di vista della borghesia ) e all’omosessualità aggiunge, altre anormalità come la cultura, la poesia, la polemica politica, l’arte ecc.ecc., Che cosa succederà a un simile personaggio? “Ricordo e so che il quadro umano è cambiato, che le coscienze sono state violate nel profondo”. Il potere si è servito di chi lo ha criticato… Il suo cambiamento di natura è nato dalla propria natura: il Potere, che sempre si era ricreato uguale a se stesso questa volta si è ricreato diverso da se .Cosi sintetizzava Pasolini la metamorfosi compiuta dalla società e dal blocco di potere.La solitudine: Bisogna essere molto forti per amare la solitudine ;… disse e scrisse Pasolini Ecco perché il maestro Gerardo Marotta lo ha definito il “Tredicesimo Apostolo, un autentico e profetico anticipatore dei tempi.Dal 1949 al 1977 — oltre la morte– Pier Paolo Pasolini è al centro di circa trentatré procedimenti giudiziari. un rapporta quasi quotidiano con la magistratura e le forze dell’ordine pubblico. La creatività, la messa in circolo di idee che difficilmente possono essere cancellate.disperse; la grazia, la generosità, la trepida confessione di una paziente solitudine; i versi, i romanzi,i saggi,i pamphlet, le polemiche,la passione politica, tutto questo viene stranamente rimosso. L’opera di Pasolini non viene accettata come testimonianza ” a favore ” dell’imputato. Che le ceneri di Gramsci siano ceneri e basta.E inanzi a attacchi sia da destra che da sinistra ( Berlinguer poi comprenderà la grandezza intellettuale quanto profetica di Pasolini ) risponde dalle pagine del Corriere della Sera del 14 novembre un anno prima di essere assassinato: IO SO. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe”. Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.Io so i nomi del ” vertice “che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.Io so i nomi che hanno gestito le due differenti anzi opposte fasi della tensione… Io so i nomi del gruppo di potenti che con l’aiuto della CIA e dei colonnelli Greci e della mafia… Io so i nomi di coloro che tra una Messa e l’altra hanno dato disposizioni e assicurato protezione politica ai vecchi generali “per tenere in piedi, di riserva l’organizzazione di un potenziale colpo di stato… Io so io so… Con questa denuncia in molti la accreditano come la sua Definitiva improcrastinabile condanna a morte.E’ perfino banale scrive Stefano Rodotà scrivere che non ci sono tanti processi quanti sono i procedimenti giudiziari iniziati contro Pier Paolo Pasolini e c’è, invece un processo solo, ininterrotto per almeno vent’anni che si gonfia , e si arricchisce, si dirama e si ritrae, sempre con lo stesso oggetto e la stessa finalità: mettere in dubbio la legittimità dell’esistenza di una personalità come Pasolini nella società e nella cultura italiana.Pasolini fu indubbiamente uomo e grande intellettuale anticipatore profetico dei cataclismi attuali che stanno devastando la società. Paladino dei diritti avendo provato sulla pelle viva la violenza devastante del potere giudiziario-politico-finanziario La sua opera è. di straordinaria attualità la sistematica distruzione antropologica dei valori fondamentali innati della civiltà agricola-contadina la mercificazione delle creature umane e la loro alienazione,il consumismo sfrenato e distruttivo.i soldi assunti a fine ultimo non come semplice mezzo per rendere la vita giusta e alquanto sobria. In questo “Universo orrendo” Il sistema carcere e tutte le sue degenerazioni burocratiche amministrative e giudiziarie a diritto rientra nell’opera di denuncia e accusa al sistema iniquo e corrotto assioma costante e fondativo di tutta l’opera pasoliniana. Notevole l’opera di Giovanni Cioni, Stupendamente presentata da Francesca. Pier Paolo leggendola oggi ne sarebbe rimasto colpito e emozionato. Grazie cara Francesca.Un caro saluto” Vittorio da Rios.


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