“Melrose Place”, condominio delle meraviglie

13 04 2020

“Figurine, pennarelli, farina, e un po’ di cuore…”, basta poco, a volte, per compiere una magia.
Il mio regalo di Pasqua è il racconto di un gioco, imbastito per i bambini di un condominio di Nuoro, e la magia che ne è nata…

Il profilo di una teiera, una tazzina bianca, un orologio fuori tempo, un coniglio bianco, una regina di cuori… Gli indizi ci sono tutti… la deliziosa ragazzina, dallo sguardo un po’ curioso e un po’ stupito, dai lunghi capelli biondi, è Alice, e tutte le altre immagini intorno a lei, i tasselli di un puzzle per comporre un fantastico, virtuale viaggio, nel Paese delle meraviglie…
Dove al termine della pandemia vorrebbe andare Elisabetta, inquilina di Melrose Place, in quel di Nuoro… che, insieme ad altri ragazzi piuttosto grandicelli e qualche genitore, si è intrufolata nel gioco ideato per i più piccini abitanti del suo condominio da Monica Murru. Sì, l’avvocato, incontrata sui sentieri delle nostre prigioni… fra l’altro direttore della Scuola forense di Nuoro, che sempre dice che “nulla rimane più impresso nella nostra mente di ciò che si impara divertendosi”, e che ben conosce l’incantesimo liberatore delle favole… (ricordate il processo al lupo ideato per la Notte bianca della legalità? https://www.remocontro.it/2017/11/19/la-favola-cappuccetto-rosso-la-favola-della-legalita/).
E in questo giorno di Pasqua in quarantena vi voglio raccontare, come Monica me l’ha raccontato, il gioco che, nelle pause del lavoro e dei suoi studi, ha imbastito per i bambini del suo condominio, perché è una deliziosa fotografia di un pezzo di paese che resiste e costruisce e rinasce, con generosità, buona volontà, simpatia, fantasia… a iniziare dal nome dato alla chat del condominio: Melrose Place, appunto. Ricordate il lussuoso condominio di Beverly Hills nella serie tv degli anni 90? Lì le persone si riunivano intorno a una piscina, fra lusso e aperitivi… qui piccole merende, pizzate e partite a carte, intorno al tavolo acquistato insieme per il giardino comune…
Magia dell’era moderna, la chat… “Con lo scoppio della pandemia e la proclamazione dell’isolamento ciò che era nato per gioco è diventato piano piano elemento essenziale non solo per tenere vivi i contatti all’interno del palazzo ma anche per concordare gli orari di utilizzo del giardino; questa volta però non per condividerlo ma ahimè per utilizzarlo a turno evitando i vietatissimi assembramenti”. Ma poi… perché non animare qualcosa di nuovo?
E aveva cominciato, Monica, con il mettere sul suo pianerottolo un cesto di libri di fiabe che, ci credereste?, sono andati a ruba… poi s’è inventata una sorta di caccia al tesoro… e infine il gioco-concorso, sempre pensato per i più piccoli: illustrare il viaggio dei propri desideri… Le regole dettate in chat: “cinque giorni di tempo per ogni concorrente per preparare il lavoro, da realizzare con collage; ammesse anche tecniche miste”.
Ma i sogni appartengono a tutti, non solo ai bambini… e che sorpresa e che gioia vedere che anche qualcuno più grande ha voluto partecipare…
Così, lungo le scale del Melrose Place sardo, si sono intrecciati i sentieri del mondo…
In testa la bellissima regina dei ghiacci, tessuta di carta, ritta sul foglio come se avesse un’anima di ferro, in cammino verso il paese di Babbo Natale, sognato da Riccardo (a 5 anni quella del Natale rimane la stagione più bella)… Marilyn Monroe, un uomo che inghiotte hot dog e il ponte di Brooklyn hanno portato Elisa (5 anni anche lei) fino a New York, ma non sfigurava affatto, accanto a quel volo, il sentiero scelto della sorellina Anna, 3 anni appena, che arriva diritto diritto al paese dei nonni, Oliena, a pochi chilometri da Nuoro… la strada per Oliena, nel sogno di Anna, è affollato di cinghiali, volpi, falchi, e lungo il cammino è possibile nutrirsi di pane olio olive (che a Oliena sono buonissime)… Alcuni, lungo le scale, hanno già pronte le valige, per andare, in volo, fino alla capitale: Francesca Pippi, Leonardo, Anita, che sognano una Roma con alberghi alti alti, il profilo del Colosseo, lo sguardo del Papa, e un’amatriciana in trattoria…
Lo sfarfallio delicato dei ciliegi in fiore del paese del Sol Levante sognato da Monica (non ha resistito e ha partecipato anche lei, sì, ma rigorosamente fuori concorso) ha aggiunto luce alla luce di un mondo ricchissimo, desideratissimo, disegnato dai sogni di tutti…
Riuscite a immaginare?
I lavori, depositati sul pianerottolo davanti alla porta di Monica sono stati filmati, valutati, premiati. Il primo premio è andato a Riccardo e alla sua regina dei ghiacci, ma poi premiati anche tutti gli altri ex-equo, perché questa fiaba insegna anche che ognuno può avere in sé un piccolo tesoro… basta tirarlo fuori per condividerlo con gli altri…
“Ma la cosa più bella è stato il clima che si è scatenato intorno a tutto questo; mai avrei immaginato l’entusiasmo e la gioia che un gioco così semplice e per certi versi banale avrebbe provocato nel condominio!”. Contagiosa la gioia di Monica, ed è stata anche mia la sua meraviglia nel sentire “lo scalpiccio di piedini nelle scale, subito dopo chiusa la porta, per prendere ciascuno il proprio premio e ritirare la propria opera, e che commozione nel vedere i piccoli video dei bambini felici che mi ringraziano e mi salutano, mandando in punta di dita tanti piccoli baci dalle boccucce sorridenti…” dopo aver lasciato davanti la sua porta, piccoli doni..
“Che dirti Francesca… Sarà stato anche un gioco puerile, un passatempo come gli altri ma quello che ha prodotto è stato qualcosa di magico; un’ondata di benessere, di calore, di affetto fatta con niente, solo un po’ di cuore, farina, figurine e pennarelli. Chissà! Forse, come dicono i più, appena finita l’emergenza, torneremo presto tutti al nostro solito e salvifico egoismo, chiudendoci alle spalle i cancelli dei nostri giardini, ma nel frattempo, forse, potremmo sforzarci di essere un pochino più gentili ed empatici nei confronti di chi ci vive accanto… magari scopriamo che si vive meglio!”
A tutti, questo giorno di Pasqua, l’invito a seguire le tracce di questa storia. Per provare a scoprire, anche solo nel nostro piccolo condominio, l’anima di cui magari non c’eravamo accorti prima. E a nutrirla, farla crescere, portarla alla luce, quell’anima. Lasciandoci guidare dai bambini, e dal loro spirito guizzante, non ancora anestetizzato e imprigionato nelle gabbie dell’età adulta…


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