I bambini e il nostro paradiso tecnologico… variante dell’inferno, denunciava Ceronetti

14 09 2020

“Ma quelli che predicano di fare più figli hanno mai provato un attimo di compassione, di sollecitudine vera, per la sofferenza umana? E per la sofferenza che gli umani in soprannumero infliggono spietatamente a tutto il mondo, dove non sono soli, dove è vivente tutto?

Giornata uggiosa… ché ci sono vicende che lasciano acquattate nell’animo ombre di paure e domande. Ma non penso solo a quelle che dominano le cronache di questo cattivo fine d’estate, dal tremendo omicidio di Colleferro, alla scia di violenze, ancora, su donne… Perché era iniziata, questa settimana, con il pensiero triste di un’amica per quella neonata lanciata dalla finestra, ennesima vittima (il bambino ucciso a bastonate, i fratellini soffocati…) della violenza adulta di questo nostro inferno contemporaneo.
Lo strazio dei bambini… tutto sempre parte da lì, da quello che pensiamo di poter infliggere a chi crediamo in nostro possesso o a noi inferiore. Vigliaccamente avrei preferito accantonare, non pensarci, tanto le vicende sono insostenibili, ma proprio non mi è possibile mandarne via il pensiero. E neppure trovare le parole…
Per questo oggi mi permetto di affidarmi alle parole di chi come pochi ha ben saputo trovarle, e usarle. Guido Ceronetti… Ricorderete la sua rubrica in prima pagina de La Stampa. Lanterna Rossa. Era uno dei motivi per cui quel quotidiano era il primo che andavo a leggere. E quando non esistevano versioni on line, ne ritagliavo riquadri. Assetata di quegli interventi lucidi, spietati, a scavare nella verità delle cose, così come sapeva fare Ceronetti, escavatore, anche, di parole. Fedele al suo saper remare contro. E non sarà stato un caso che da qualche settimana si aggira sulla mia scrivania quella Lanterna Rossa dedicata ai bambini (non ho segnata la data, ma poco importa). Al perché non farli, i bambini. Tema da domenica uggiosa…
E’ irritato, Ceronetti, dai ricorrenti inviti a fare i figli, dagli allarmi dei demografi “palabranti di fumo”… Allarmati, tutti, per il futuro di questo paese dalle culle vuote…
“C’è qualcosa di così indecente, di così aggressivamente cieco in questi ricorrenti inviti… c’è come un’ispirazione satanica in questo predicazzare…”
E ritorna una domanda che è da tempo, nei momenti più cupi (o più lucidi?), anche la mia. Ma perché incitare a fare figli, per consegnarli a quale mondo?
“Il paradiso tecnologico non è che una variante dell’inferno, questa è la verità”.
Ascoltate bene: “Bambini sposati a internet, i loro organi rapinati, bambini che il videogioco rende adolescenti assassini, bambini esposti alle leucemie elettromagnetiche, ad artiglierie di scemenza pubblicitaria, a musiche da distruggerne il timpanetto, bambini tirati su dalla sola madre…”. Bambini, aggiungo, vittime della violenza, quella cui assistono e quella subita, in casa e fuori, vittime dell’emarginazione e della povertà che in questa società delle differenze non fa che crescere e crescere… estremo corollario della variante dell’inferno che abbiamo costruito.
E perché tutto questo dolore bisogna moltiplicarlo? Si chiede Ceronetti. La risposta è impietosa:
“Perché se non li fa fuori l’assassino randagio, la pallottola di camorra, la fatalità genica, il tumore ambientale precoce (…) i bambini sono destinati a invecchiare senza fine, tra malattie tutte sgominate che gli assicurano nella mente e nella vista in perdizione la lucidità perpetua del gastroenterico. (…) Per approdare al parco sterminato di Gerontosauri, malati di abbandono e solitudine, monumenti al trapianto e al cortisone, o firme su cartoline dalle Canarie”.
E il cerchio si chiude. Fulminante.
Scusate, ma la sofferenza dei bambini… Penso non ci sia proprio altro da aggiungere. Se non ripetere la domanda. Perché incitare a fare figli? Se prima non ci si occupa di quelli che già esistono, se non si riesce a sottrarli al male, se è un mondo malato e pieno di trappole mortali quello che continuiamo a costruire intorno a loro?
dei bambini… è davvero troppa, e non basta, per non pensarci, pascerci di quelli che, illudendoci di ben proteggerli, vediamo intorno a noi crescere satolli di tutto… noi che tanti dubbi non abbiamo, convinti come siamo che per i nostri tutto andrà bene.
Ma quegli altri bambini, quelle terribili storie…
Scusate il pensiero estremo. Disperante, può sembrare. Ma solo continuando a interrogarsi, senza ipocrisie e mediazioni, come insegna il pensiero di Ceronetti (vero maestro del remar contro), si può provare a trovare una strada per medicare “l’immedicabile”.

Ps: Molto molto a margine, visto che ve ne abbiamo parlato l’altra domenica… L’avrete saputo, è stato infine catturato Papillo, il “cattivissimo” orso, irriducibile a servitù… Non aggiungo nulla a quanto è stato detto dei modi, una sorta di variante del trattamento sanitario obbligatorio… non aggiungo nulla su quanto avrete letto della sua vita prigioniera, una sorta di 41bis è stato anche detto… d’altra parte imprigionare, nelle forme e nei modi che questa immedicabile nostra variante dell’inferno s’è inventata, è quello che di meglio riusciamo a fare, per piegare il corpo e lo spirito di chi abbiamo deciso non fa per noi…


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