Sul tassì, al tempo del coronavirus. Storielle (vere) per provare a sorridere un po’… nonostante tutto…

26 10 2020

Va beh, questa volta, derogando ai suoi principi Gatto Randagio ha preso un taxi… Che volete, la fretta, il bus che non passava… Ma alla fine devo dire che ne è valsa la pena. Anche perché il caso ha voluto che appena montato sul tassì…

“Ehi! Da quanto tempo…” l’autista l’ha salutato con occhi sorridenti e … “Mario! Ma sei proprio tu?!”. Il Randagio l’ha riconosciuto subito, nonostante la mascherina e gli occhiali da sole, dall’inconfondibile timbro della voce. Mario Pontillo, il tassista. Sì, proprio lui… quello che una decina d’anni fa l’aveva aiutato, al Gatto, a raccogliere opinioni sull’ergastolo. E aveva intervistato i suoi clienti. Il Randagio ancora gliene è grato.
E così, chiacchierando del più e del meno, ovviamente si è presto finiti col parlare di questo benedetto covid, e potete immaginare quante ne possano capitare a un tassista girando per di qua e per di là. Racconti da covid da strada… Io ve li propongo come Mario li ha raccontati al Gatto, e come il Randagio li ha riportati a me…

“Dunque, senti questa. A luglio, in piazza Venezia, circa le 11. Mi ferma una donna…

-Libero?!!!!!!!!?
Prego signora….
-Ma non ha il divisorio?
No signora, non è obbligatorio, perché non è stato omologato…
-Ehhh … .ma con questo covid, meglio essere prudenti.
Va bene signora… dove andiamo?
-Ma non accende l’aria condizionata?
Non si può accendere, per un decreto sanitario regionale, proprio per la sicurezza sanitaria…
-Mhhhh…..però è caldo….
Teniamo naturalmente i finestrini aperti. Ma dove andiamo signora?
-Ma la sua mascherina non è una FP3 omologata, ha igienizzato l’abitacolo?
La mascherina la cambio quotidianamente e il taxi è sanificato, come può leggere sul vetro…
Mi dice la via dove siamo diretti per favore, SIGNORA???!!!???
-Ah, va bene mi porti a piazza del Gesù.
GRAZIE SIGNORA!!!!

Per chi non è di Roma. La distanza di Piazza del Gesù da Piazza Venezia è esattamente di 270 metri. 5 minuti a piedi. A volte c’è proprio da perdere la pazienza.

Ancora. Questa volta d’agosto, 15,30 circa. Piazza Buenos Aires. Un terzetto piuttosto giovane. E figuriamoci se conoscono l’uso del “lei”… comunque ci si adegua…

-Sei libero?
Prego…
-Andiamo al Pigneto.
Va bene, ma siete in tre e per il decreto regionale devo chiedervi se siete parenti.
-sì sì, lei è mia zia e lui mio cugino…
Ma la sorella di tua madre?
-Sì sì…
Ammazza… ti ha partorito a 12 anni!!!
-Aooohhh!!! Se semo parenti… semo parenti…
Va bene, io lo dico per voi. Se ci fermano e non siete una famiglia, vi scrivono sul groppone…
-Ehhhh… che palle sto Covid…. uno vo annà in giro a divertisse…
Mi dispiace ma vi devo avvertire, io vi porterei in giro tutto il pomeriggio… Va beh, andiamo… ma dovete mettervi tutti seduti dietro!
-Sempre il Covid? Che palle… magari ci dobbiamo mettere pure la mascherina?
Sì, mi dispiace, pure io la devo mettere per legge.
-Allora che serve, se semo parenti che se mettemo la mascherina…
A regazzì me sa che voi sete parenti come io sono parente del giornalaio…
-Annamo tassina’ che stamo a fa’ tardi…

Ah ah! Tipi da galera! Ops… certo, certo, siamo contro il carcere che non serve a nulla, tanto meno a migliorare la gente. Luoghi comuni… sono nell’aria, si pronunciano da soli. Ma te ne voglio raccontare un’altra. Settembre, ancora piazza Buenos Aires

-Buongiorno libero?
Buongiorno a lei signora… Dove andiamo?
-Via Tiburtina, studi Titanus.
Va bene andiamo.
-Però con questo Covid… la mascherina in macchina, allo studio televisivo…
Mi spiace signora, se vuole apriamo tutti i finestrini, tanto fa caldo…
-PER CARITA’! Mi si rovina la messa in piega. L’ho fatta da Federico, al Fashion style!!
Devo andare in onda subito e non ho tempo di rifare trucco e parrucco…
Allora vado più piano, così non si scompiglia.
-PER CARITA’ DEVE VOLARE! Già Maria mi ha chiamato tre volte…
Ah beh… allora non facciamo aspettare Maria…
(20 minuti al telefono … Ciao Caro…ciao cara… CARISSIMA…TESORO…)
Siamo arrivati signora.
-Ma che diamine! Vada all’ingresso vip!
Arrivati.
-Ma lei oggi ha capito chi ha avuto la fortuna di portare?
No signora mi spiace…
-Io sono XXXXX (di uomini e donne)! Neanche un selfie mi ha chiesto! Cose assurde!!
Ma io non la vedo la televisione, mi serve solo per dormire…
-Tutta colpa del covid, con le mascherine non ti riconosce più nessuno. Si curi… almeno due ore di televisione e si fa una cultura.
E Amen. Vanitas vanitatum…

-Fumo ogni cosa, vento che ha fame- ha chiosato il Randagio, citando la versione del Qohélet di Ceronetti che da sempre preferisce, e che comunque conferma: per nulla al mondo rinuncerebbe alla sua vita randagia (ops!, covid permettendo), ché solo guardandosi intorno si capisce qualcosa di noi… E poi, che dire: la gente, nel bene e nel male, rimane lo spettacolo più interessante che ci sia. Mario Pontillo, da un decennio caro amico del Randagio, tassista da sempre, conferma…


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