Sogni, tra mura di cemento..

21 11 2017

Copertina FARINA_Layout 1L’ultimo libro di Giovanni Farina…” sogni lucenti tra mura bianche di cemento”.. una raccolta di scritti, pensieri e poesie che ho avuto il piacere di curare, insieme a Paola Ricciardi e Mario Bencivenni… Questa l’introduzione, che spero inviti a sfogliare il libro…
“Da qualche anno scambio con Giovanni Farina lettere. E a poco a poco ho conosciuto la sua storia. Ha iniziato, Giovanni, con qualche accenno alla sua condizione, le difficoltà, le durezze, le tappe di una vicenda giudiziaria, a tratti kafkiana, che toglie il respiro. Respiro che a singhiozzi torna, con le immagini di un mondo intimo che piano piano si svela. Piano piano, a partire da qualche cenno, da eco di ricordi, ansie di nostalgie, per poi tutto prorompere… Perché le lettere dal carcere molto presto escono dai binari della forma e della cortesia fra estranei. Si diventa in qualche modo subito intimi. Anche se mai c’è occasione d’incontrarsi. Chi scrive dal carcere non ha tempo e pensieri da perdere. I suoi, Giovanni Farina li appunta tutti. Tutti i pensieri e tutto il suo tempo, come nelle pagine di un diario lungo quanto i giorni della sua prigionia. Che corre parallelo a quello delle pagine fatte di udienze, di sentenze, di ricorsi, note, appelli, a affollare il percorso giudiziario che lo imbriglia.
Me li ha snocciolati nel tempo, Giovanni, i pensieri del suo diario. Pagine allegate alle lettere che mi ha inviato. Prima con cautela, un po’ alla volta, poi sempre un po’ più ‘osando’… e così mi sono trovata inondata da un mare di pagine, che alla fine mi ha chiesto in qualche modo di curare. E non è stato facile.
Non è facile per nessuno, credo, scegliere da una vita intera. Che è un po’ come affondare le mani nell’anima di persona altra… Leggi il resto dell’articolo »



La buona scuola…

17 10 2016

epesieAppunti di Gattorandagio ( da remocontro)…. Leggendo, nelle cronache romane, della protesta dei piccoli di una scuola elementare, in solidarietà con il compagno disabile che torna a casa prima degli altri, perché, che volete, tagli qui, limature là, sono state ridotte le ore di sostegno… Pensando al difficile cammino dell’integrazione, alle tante voci di chi chiede, a buon diritto, pari opportunità…
Sono andata a riprendere un libretto che spesso sfoglio, anche se a tratti ogni volta la commozione è tanta.”Poesie dalle scuole”, raccolta di poesie scritte dai ragazzi disabili incontrati nella sua vita per la scuola da Giovanna Cantoni, che è stata Ispettore della Pubblica Istruzione, e da sempre si occupa dei ragazzi disabili. Già ve ne avevo regalato qualche verso, ma oggi, che con tanta enfasi viene sbandierata la “buona scuola”, che poi tanto buona non sempre è, voglio farvi ascoltare le voci sommesse di questi ragazzi “diversi”. Voci lievi, allegre o disperate, che chiedono amicizia, che anche nel dolore più profondo raccontano di sé, con impressionante naturalezza, quello che la scuola spesso non vede…
Ascoltate Marcello: “La prof d’italiano le mie poesie leggeva / e gli errori correggeva, Leggi il resto dell’articolo »



Meltèmi

23 10 2015

meltemi_paraskeva_160x220La memoria dei luoghi ti rimane addosso
appiccicosa,
come il cucinato nel
salone.
E per scappare segui
la scia della brezza di oltremare
e vai oltre.

Aprendo una pagina di Meltèmi, raccolta di poesie di Helene Paraskeva, edito da LietoColle. Meltèmi, ricorda la poetessa, è vento secco che viene da nord-nordest del mare Egeo. A volte anche da nordovest. Vento governato da Apollo, spesso in armonia con il cosmo, a volte, anche, furente…



Catturando deserti…

16 04 2015

Pensieri… a proposito della bella raccolta di poesie di Emidio Paolucci, “Senza speranza e sensa disperazione”, edito da Rupe Mutevole ( che bel nome intrigante…), nella collana Le due Anime curata da Enrico Nascimbeni… Ripropongo la prefazione che Emidio e Alessandra, Alessandra Lucini, mi hanno chiesto di scrivere. Magari qualcuno s’incuriosirà…  Ecco..

“A cosa serve la poesia? A catturare i tuoi deserti… E’ la prima immagine  alla quale si rimane inchiodati sfogliando le pagine di questa raccolta, immagine fulminante di verità. Perché c’è un deserto grande quanto un oceano nel quale si prosciuga la vita di chi è in carcere, ed è il vuoto di vita affettiva e sessuale. Che è pena che si aggiunge a pena, che è punizione aggiuntiva di corpi. Cosa che in molti paesi in Europa e fuori dall’Europa è stata superata, ma in Italia ce la teniamo ben stretta, come struttura inconscia dell’apparato repressivo. Noi, di qua dalle mura, neppure pensiamo a quale grande tortura, che si aggiunge alla pena della detenzione, sia questa privazione, che è compressione violenta e devastante di pulsioni naturali, che porta malattie, che porta dolore. Una privazione che si traduce in negazione della persona, se nei tempi e nei modi della relazione anche affettiva e sessuale tutti noi costruiamo la nostra persona e la nostra vita, se noi siamo quello che vediamo nello sguardo dell’altro e in quello ci riconosciamo.(…) Leggi il resto dell’articolo »



Lo sterminio dimenticato…

26 01 2015

Il gatto randagio di questa settimana… Cercando, fra gli appunti, ha ritrovato questi versi. “…Se fossi nata cinquant’anni prima / sarei la milionesima vittima: / anch’io sarei un mucchio di cenere / nella totale indifferenza, /  tranne qualche rara ricorrenza. //Sarei stata nel lager nazista / in attesa di essere gassata / come una bestia macellata. / O insieme ad altri portata, come una mandria,/ in una stanza a sentire l’aria portarmi via / insieme alla vita mia. // Tutto questo sarebbe successo / perché parlo in modo sconnesso, / cammino con grande fatica,/ e la mia testa è un po’ caotica / e spesso sembro sclerotica. //  Vorrei conoscere il mondo / ma questo mondo non mi piace / e non mi dà pace / tutto l’orrore del mondo”.

L’autrice si chiama Nicoletta, ora avrà finito l’Università, ma aveva quattordici anni quando ha composto queste parole. Per la prima volta, ad una conferenza, Nicoletta sentiva parlare dello sterminio dei disabili nella Germania nazista e (…) Leggi il resto dell’articolo »