Il filosofo Kafka e le nostre gabbie…

16 01 2020

A proposito di Filosofia e le nostre prigioni… bellissima riflessione di Vittorio da Rios… Ancora una lezione da appuntare…

“Filosofia è sempre presente nell’agire umano. E questa acquista valore universale quando a praticarla sono menti a cui l’esistenza ha posto inanzi a prove definitive. Dentro il paradigma che tutto unisce, Mi chiedo quasi con ossessione cosa abbia voluto trasmetterci con le sue opere Kafka. Leggendo e rileggendo il Processo.Il Castello, la Metamorfosi, America ecc.ho come la sensazione che molti suoi studiosi e biografi non abbiano colto la vera essenza la cifra più profonda del suo messaggio, la sua ricerca filosofica sull’essenza e l’essere della nostra reale condizione che chiamiamo “Vita” Breve parantesi spirituale-biologica nell’infinito spazio del tempo, del prima e del dopo del nostro nascere e morire. Kafka anticipatore del cataclisma rappresentato dalla tragedia del secondo conflitto mondiale,interprete dell’angoscia del vivere dell’uomo giunto all’apice della modernità? Leggi il resto dell’articolo »



Siamo tutti naufraghi…

14 01 2020

A proposito di filosofia in carcere, Paolo Rausa, ci regala il racconto della sua esperienza…

“Seconda stella a destra/questo è il cammino/e poi dritto, fino al mattino/poi la strada la trovi da te/porta all’isola che non c’è… così Edoardo Bennato. Ognuno/a di noi cerca l’isola dentro di sé, come luogo del benessere, della serenità, dell’espressione compiuta del proprio essere che cerca l’altro/a, il/la simile. Quell’isola riverbera la stella cometa, quella che annuncia la nascita del Cristo, la redenzione dell’umanità. Siamo tutti naufraghi, o ‘mendicanti di sogni’, come aveva titolato la sua raccolta di poesie Sergio, conosciuto nel carcere di Milano Bollate qualche anno fa e che ci ha lasciati l’anno scorso, ancora giovane, per una malattia… Leggi il resto dell’articolo »



Naufraghi… in cerca di una stella

13 01 2020

“Il Bene e il Male sono due realtà infinitamente lontane collegate tra loro da un filo sottile… Una corda tesa sull’abisso del nulla unisce le due contrapposte estremità, e noi uomini, come funamboli, su quella corda tesa siamo costretti a camminare per poter arrivare da qualche parte”.
Funamboli. Un’immagine che dà le vertigini. E ancor più stordisce quando, più avanti… “Sulla corda tesa fra il Bene e il Male io ho trascorso quasi la mia intera esistenza”. Parole di Juan Dario Bonetti, che è persona detenuta. Ha partecipato, insieme a un gruppo di altri detenuti, al Laboratorio di Pratica filosofica della sezione Alta Sicurezza nella casa circondariale di Rebibbia. Un sorprendente esperimento di pratica filosofica, dal fondo di quel luogo, il carcere, che è caverna, ma è anche antro dentro ciascuno di noi… Leggi il resto dell’articolo »



Ancora per gli angeli caduti…

8 01 2020

Vittorio da Rios…. ancora una lezione. Tutta da leggere.. 

“E allora inanzi al collasso morale etico e civile, in cui siamo precipitati appaiano drammaticamente attuali quanto lapidari da scuoterci nel profondo della nostra essenza i versi di Padre Davide Maria Turoldo. DIO PERFINO I BAMBINI? SEMPRE E OVUNQUE I BAMBINI SACRILEGHE VITTIME DI NOSTRI ORGOGLI DI ADULTI:MA FORSE TUTTI I SOLDATI SONO BAMBINI: I SOLDATI NON SANNO NON DEVONO SAPERE, E’ TOLTA LORO LA RAGIONE…ORA PER I BAMBINI DELL’IRAN IL FORNO E’ GRANDE COME IL DESERTO: UN DESERTO IN FIAMME… BAMBINI, UN DIO,CERTO UN DIO VI ACCOGLIE MA NON IN QUEL FATUO PARADISO DEL VOSTRO MOSTRUOSO SANTO DI QOM.( PERCHÉ QUESTO DIO, IL MIO DIO NON INTERVIENE AVANTI L’ASSASSINIO? PERCHÉ NON UCCIDE TUTTI GLI OMICIDI?) … Leggi il resto dell’articolo »



A proposito di angeli caduti…

7 01 2020

A proposito di angeli caduti, Paolo Rausa invita a rinsavire… “Il vero Don Chisciotte, un insuperabile pazzo, sarebbe chi combattesse con parole, con nude parole contro il piacere di una donna… Senza parole egli avrebbe sempre potuto sistemare tutto. Scrive Elias Canetti. (La provincia dell’uomo) Il piacere inteso come sentimento di benessere contrapposto alle brame distruttive di guerra. Abbiamo iniziato dalla sfida nel Paradiso terrestre? Fu da allora che sfidammo la divinità che c’è fuori di noi, increduli che potessimo dipendere da altri. Assumere il potere sui nostri fratelli fu un tutt’uno. Possiamo invertire la tendenza, gli stili di vita? Moriamo di guerre, non solo i soldati ma anche i bambini, il nostro futuro sacrificato alla furia sacrilega. Siamo demoni, diceva Plutarco a proposito di Socrate, che vivono ad un livello intermedio fra la terra e il cielo, che tendono ad elevarsi per cercare di raggiungere invano le posizioni perdute. La nostra storia, che non ha futuro se lasciamo che si ammazzino i bambini, giunge al capolinea se non salviamo il futuro di noi stessi, dei nostri bambini e della madre terra: tutto sacrificato sull’altare della demenza illusoria del potere e dell’accaparramento di beni e di ricchezze, mentre ci allontaniamo sempre di più dalla felicità perduta. Forse non abbiamo neppure il tempo per rinsavire, ma dobbiamo tentarci, restituire la parola ai bambini è un dovere morale e civile. Se non vogliamo tradire quell’artista che nelle grotte preistoriche ha lasciato l’impronta delle sue mani per confrontarle con quelli che sarebbero venuti, fino a noi e a quelli che verranno dopo di noi.” Paolo Rausa



Schiere di angeli caduti

6 01 2020

“Siamo schiere di angeli caduti
a terra nella polvere, perché il paradiso non ci ha voluti.
Siamo appesi a questa vita come il filo agli aquiloni che facciamo volare”
Il primo appunto di quest’anno… le parole di Wali, Walimohammad Atai (ne abbiamo parlato https://www.remocontro.it/2018/04/08/wali-e-lafghanistan-talebano-dove-ora-volano-i-bambini-bomba/), poco più che ventenne, venuto cinque anni fa da un villaggio dell’Afghanistan, che ancora racconta e denuncia la terribile vita dei bambini del suo paese, di cui ci siamo già dimenticati…
E come non pensare, in questi giorni di stucchevole retorica a proposito di feste, fuochi e regali per bambini nostrani, a tutti quegli altri i cui cieli sono squarciati, tutto l’anno, da bagliori di morte… Leggi il resto dell’articolo »



Il tragico ottimismo di Vittorio da Rios

31 12 2019

Bellissimo il ricordo che ci regala Vittorio da Rios… insieme a una lezione di storia tutta da leggere: 

“Come sempre Francesca ci dona perle preziose di poesia,di storia, e di filosofia, che ci devono far riflettere tutti indistintamente quale sia la nostra storia, e da quali paradigmi abbiamo attinto per la nostra costruzione intellettuale ed umana. Questo suo bellissimo racconto che narra di un violino, di musicisti nell’orrore del genocidio nazifascista, mi ha fatto rammentare ricordi antichi ma sempre latenti e che se stimolati come in questo caso riaffiorano prepotentemente nella memoria. Di cosa si tratta? Mio padre da giovanissimo aveva preso lezioni di musica e era un virtuoso suonatore della chitarra… Leggi il resto dell’articolo »



“Siegfriedsdorf dixieland Band” Uno swing per sopravvivere

30 12 2019

La Shoah, tre quarti di secolo fa, appena ieri, mille volte narrata e che mai si finirà di narrare, e ogni volta sembra sorprenderci.
La sorpresa, questa volta, l’ho avuta doppia, andando a vedere un film che ancora aggiunge storia alla Storia. Stupita soprattutto per la giovane età del regista. Cesare Mangiocavallo, che di anni ne ha 19 e ha iniziato a girare il suo film a 17 anni, dando vita a un progetto che accarezzava da tempo.
“Siegfriedsdorf dixieland Band”, l’“impronunciabile” titolo. Liberamente ispirato a quanto accadde a Theresienstadt, Terezín, il ghetto ebreo affollato di artisti e musicisti, che furono utilizzati dalla propaganda nazista per offrire al mondo la menzogna di un ghetto “modello”. Ma dove, come in altri lager, la musica era marcia macabra, ad accompagnare il ritmo dei lavori forzati, a seguire il tempo delle esecuzioni…
Ve ne voglio parlare oggi anche se il film non è ancora nelle sale (ma ho avuto il piacere di assistere a una proiezione privata) per chiudere l’anno con l’eco impronunciabile di una storia che vorremmo per sempre lasciare al passato (mentre ancora qua e là c’è chi imbratta memorie) grazie a un racconto che nasce da una voce tanto giovane, che fa ben guardare al futuro… Leggi il resto dell’articolo »



L’epoca degli abusi…

23 12 2019

salute-mentale-chagallE a proposito di Basaglia e della straordinaria attualità del suo pensiero, Vittorio da Rios ci regala una lezione che è un excursus attraverso la storia del secolo breve… Tutto da leggere…
“Ci ricorda Hans Georg Gadamer tra i più grandi pensatori e filosofi contemporanei, che già il grande sociologo Max Weber aveva definito la nostra epoca come l’epoca della burocratizzazione, e degli abusi di potere da essa derivati.La nostra epoca è l’epoca dell’apogeo della rivoluzione industriale,delle straordinarie scoperte scientifiche che partendo da Galilei, Leonardo da Vinci e altri dettero un fondamentale impulso al progredire delle acquisizioni umane. Ma la scienza e le sue applicazioni tecnologiche hanno determinato nella storia recente immani cataclismi. Il secolo breve ne è stato tragico esempio di quante scellerate e criminogene deviazioni l’ominide si è macchiato nel gestione a fini criminali di massa le scoperte scientifiche. Le bombe atomiche… Leggi il resto dell’articolo »



A proposito del sogno che non è la vita…

11 12 2019

NONèSOGNO-_3-768x432“Non è sogno” diventa per Vittorio da Rios, lo spunto per parlare di Pasolini. Del suo genio poetico, della sua vita, della sua forza di intellettuale… Un bellissimo intervento, tutto da leggere.

“In un paese orribilmente sporco…” Frase di Pier Paolo Pasolini. Si legge nella copertina di un libro voluto da Laura Betti, PASOLINI: CRONACA GIUDIZIARIA, PERSECUZIONE, MORTE, Garzanti editore 1977. Pasolini era stato assassinato sul finire del 1975. In maggio sempre del 75 erano stati pubblicati Scritti Corsari. e poi lettere Luterane. Ora tutto il corpus dell’opera pasoliniana in 10 volumi ha trovato degnissima collocazione nel Panteon prestigioso della collana i Meridiani. “Ricordo e so di un giorno molto lontano in cui, tra tanta gente di cui non ricordo e non so, entrò nella mia casa un uomo pallido, tirato, chiuso, in un dolore misterioso, antico; le labbra sottili sbarrate ad allontanare le parole, il sorriso; le mani pazienti d’artigiano. Sapeva di pane e di primola. Leggi il resto dell’articolo »