Il tragico ottimismo di Vittorio da Rios

31 12 2019

Bellissimo il ricordo che ci regala Vittorio da Rios… insieme a una lezione di storia tutta da leggere: 

“Come sempre Francesca ci dona perle preziose di poesia,di storia, e di filosofia, che ci devono far riflettere tutti indistintamente quale sia la nostra storia, e da quali paradigmi abbiamo attinto per la nostra costruzione intellettuale ed umana. Questo suo bellissimo racconto che narra di un violino, di musicisti nell’orrore del genocidio nazifascista, mi ha fatto rammentare ricordi antichi ma sempre latenti e che se stimolati come in questo caso riaffiorano prepotentemente nella memoria. Di cosa si tratta? Mio padre da giovanissimo aveva preso lezioni di musica e era un virtuoso suonatore della chitarra… Leggi il resto dell’articolo »



“Siegfriedsdorf dixieland Band” Uno swing per sopravvivere

30 12 2019

La Shoah, tre quarti di secolo fa, appena ieri, mille volte narrata e che mai si finirà di narrare, e ogni volta sembra sorprenderci.
La sorpresa, questa volta, l’ho avuta doppia, andando a vedere un film che ancora aggiunge storia alla Storia. Stupita soprattutto per la giovane età del regista. Cesare Mangiocavallo, che di anni ne ha 19 e ha iniziato a girare il suo film a 17 anni, dando vita a un progetto che accarezzava da tempo.
“Siegfriedsdorf dixieland Band”, l’“impronunciabile” titolo. Liberamente ispirato a quanto accadde a Theresienstadt, Terezín, il ghetto ebreo affollato di artisti e musicisti, che furono utilizzati dalla propaganda nazista per offrire al mondo la menzogna di un ghetto “modello”. Ma dove, come in altri lager, la musica era marcia macabra, ad accompagnare il ritmo dei lavori forzati, a seguire il tempo delle esecuzioni…
Ve ne voglio parlare oggi anche se il film non è ancora nelle sale (ma ho avuto il piacere di assistere a una proiezione privata) per chiudere l’anno con l’eco impronunciabile di una storia che vorremmo per sempre lasciare al passato (mentre ancora qua e là c’è chi imbratta memorie) grazie a un racconto che nasce da una voce tanto giovane, che fa ben guardare al futuro… Leggi il resto dell’articolo »



L’epoca degli abusi…

23 12 2019

salute-mentale-chagallE a proposito di Basaglia e della straordinaria attualità del suo pensiero, Vittorio da Rios ci regala una lezione che è un excursus attraverso la storia del secolo breve… Tutto da leggere…
“Ci ricorda Hans Georg Gadamer tra i più grandi pensatori e filosofi contemporanei, che già il grande sociologo Max Weber aveva definito la nostra epoca come l’epoca della burocratizzazione, e degli abusi di potere da essa derivati.La nostra epoca è l’epoca dell’apogeo della rivoluzione industriale,delle straordinarie scoperte scientifiche che partendo da Galilei, Leonardo da Vinci e altri dettero un fondamentale impulso al progredire delle acquisizioni umane. Ma la scienza e le sue applicazioni tecnologiche hanno determinato nella storia recente immani cataclismi. Il secolo breve ne è stato tragico esempio di quante scellerate e criminogene deviazioni l’ominide si è macchiato nel gestione a fini criminali di massa le scoperte scientifiche. Le bombe atomiche… Leggi il resto dell’articolo »



A proposito del sogno che non è la vita…

11 12 2019

NONèSOGNO-_3-768x432“Non è sogno” diventa per Vittorio da Rios, lo spunto per parlare di Pasolini. Del suo genio poetico, della sua vita, della sua forza di intellettuale… Un bellissimo intervento, tutto da leggere.

“In un paese orribilmente sporco…” Frase di Pier Paolo Pasolini. Si legge nella copertina di un libro voluto da Laura Betti, PASOLINI: CRONACA GIUDIZIARIA, PERSECUZIONE, MORTE, Garzanti editore 1977. Pasolini era stato assassinato sul finire del 1975. In maggio sempre del 75 erano stati pubblicati Scritti Corsari. e poi lettere Luterane. Ora tutto il corpus dell’opera pasoliniana in 10 volumi ha trovato degnissima collocazione nel Panteon prestigioso della collana i Meridiani. “Ricordo e so di un giorno molto lontano in cui, tra tanta gente di cui non ricordo e non so, entrò nella mia casa un uomo pallido, tirato, chiuso, in un dolore misterioso, antico; le labbra sottili sbarrate ad allontanare le parole, il sorriso; le mani pazienti d’artigiano. Sapeva di pane e di primola. Leggi il resto dell’articolo »



Non si può morire così

23 11 2019

circolo cabanaIl Circolo culturale cabana di Rovereto, che molto ha seguito la vicenda di Mario Trudu, oggi lo ricorda così…
“quella che vive la vita morta del carcere, e l’altra è quella che percorre attimo per attimo la vita da me passata da uomo libero. A volte mi ritrovo sopra un colle ad ammirare tutto ciò che mi circondava e col tempo son riuscito ad andare oltre i posti che conosco. Io sfuggo il carcere non lo vivo perché è una cosa contro natura e io posso vantarmi di essere un uomo che vive secondo natura…”

Mario Trudu pastore sardo di 69 anni, in carcere da 40, se ne è andato una notte di autunno, ventiquattr’ore dopo che la Corte Costituzionale, esprimendosi sull’ergastolo ostativo, aveva confermato quanto perversa persecuzione e vendetta sia stata la sua infinita detenzione.
Se ne è andato dopo che ai primi di ottobre, lo Stato, con colpevole ritardo, un macigno che pesa su “lor signori”, gli aveva permesso il ricovero in ospedale. Un lungo, difficile intervento chirurgico e poi pochi giorni, maledettamente troppo pochi, di febbrili speranze andate perse per sempre alle 10 di sera di giovedì 24 ottobre. Ci rimangono i suoi disegni, i suoi libri, le tante lettere che in questi anni ci hanno permesso di conoscerlo, apprezzarlo e sentirlo come nostro, vero, caro amico. Leggi il resto dell’articolo »



e il 29 a Palestrina…

23 11 2019

palestrina...e il 29 a Palestrina-…………….



alla casa delle donne

23 11 2019

donne...e prima, il 28…. alla casa delle donne…



diversamente vivi

23 11 2019

domenicainvito, domenica primo dicembre…. alle 18, alla libreria “l’altra città” di via Pavia…



sardine…

20 11 2019

sardine...Questa storia delle sardine, magre magre, strette strette, zitte zitte… mi piace troppo…



Venezia da salvare. Dalle acque e dall’ingordigia degli uomini.

18 11 2019

bella foto... sembra un quadro...“Che tristezza…, ricordi?” mi ha scritto Monica, Monica Murru, mandandomi una foto di “Acqua Alta”, la leggendaria libreria di Venezia, che lo scorso settembre, di ritorno dal festival della lettura di Pordenone, siamo andate a visitare…

Che tristezza… pensarne gli scaffali, le vasche, la splendida gondola incastonata nel centro dello stretto locale, carica di tutti quei libri ora ingoiati dalle acque… Simbolo, quella gondola, dei libri che resistono a tutto, anche all’acqua, se la barca sempre rappresenta, insieme al viaggio, la sicurezza, ché aiuta ad attraversare della vita anche le tempeste. Leggi il resto dell’articolo »