Con il cuore coperto di neve…

12 08 2020

A proposito di società solidalista… Vittorio da Rios ci regala questa sua attenta riflessione, di cui molto lo ringraziamo:

“Ritorna fondamentale l’assioma portante di tutta l’opera Hegeliana: LA SECONDA NATURA. Uscito dall’utero della madre chi tu VUOI ESSERE nella vita, nella società. Quale ruolo ti vuoi dare. Superando la sciocca domanda ontologica-metafisica: Cos’è l’Uomo! In cosa vuoi essere tu Donna e Uomo! Non credo che nonostante il grande valore della costruzione di una SOCIETA’ SOLIDARISTICA basti per dare risposte alle sfide inedite della società attuale. Né il ritorno pur lodevole a forme romantiche nel gestire la propria esistenza dentro illusori paradigmi consolatori, e da esempio sia la forma più razionale per rispondere allo strapotere enorme dei CRIMINI DI SISTEMA. Non potevo non andare con la memoria a un capolavoro pietra miliare della moderna cultura giuridica, vale a dire la SCIENZA DELLA LEGISLAZIONE di Gaetano Filangieri, dove il grande intellettuale partenopeo dedica un libro, dei sette programmati all’inizio, alla costruzione della FELICITA’. Domandandosi che occorre andare oltre quella personale per quanto effimera e breve a quella collettiva, cioè la FELICITA’ di tutti. Ed eravamo nel 1700. Silvestro Montanaro nel suo straordinario lavoro tra i tanti, “CON IL CUORE COPERTO DI NEVE” Leggi il resto dell’articolo »



A proposito di fiabe…

27 05 2020

A proposito de “Il sogno di Cora”, il racconto di Emanuela Nava, a proposito di fiabe… l’accorato intervento di Vittorio da Rios …

“Come non ringraziare due figure di donne e intellettuali della caratura e sensibilità culturale e umana espresse da Emanuela e Francesca? La potenza delle fiabe è universalmente conosciuta da secoli oramai. Ma ora nell’era atomica, post moderna dentro il paradigma inedito “catastrofale” odierno, la potenza delle fiabe può dare un notevole contributo, non solo a superare contesti esistenziali quotidiani di estrema sofferenza e disagio che una infinità di infanzia soffre, per causa e responsabilità, “DEI CRIMINI DI SISTEMA”, quanto costruire quello che Balducci definiva l’uomo nuovo inedito ancora nascosto ma che sta lentamente emergendo, e le fiabe ne stanno incentivando la definitiva nascita. Utopia? Pensare alla formazione di un nuovo paradigma oltre la “cultura” della tribù bianca sia mera presunzione nel tentativo di dare futuro alla umanità liberata da violenza, sopraffazione moderne schiavitù determinate da guerre e genocidi in cui l’uccidere a livello di massa dagli eserciti è garantito da adeguate legislazioni che ne danno legittimità e diritto, sia un inutile esercizio? Leggi il resto dell’articolo »



Il sogno di Cora, una fiaba per non aver paura della verità

25 05 2020

Conoscete la mia passione per le fiabe, che ovunque ne cerco… convinta, con Rodari, di quale utile strumento siano per “chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione e sa quale valore di liberazione possa avere la parola”. Così, anche da adulti, sì è ancora in cerca di quelle figure che così bene sanno agire “nel purgatorio, e nell’inferno, del presente”. E sapete bene quanti inferni siamo capaci di creare su questa terra… Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci tende una mano, muovendosi lungo il sentiero tracciato dai grandi scrittori di fiabe, e in questi giorni, pensate, ho incontrato una fiaba scritta per quei bambini che portano nel cuore un peso davvero tremendo… bambini che hanno un genitore in carcere.
Ascoltate… “C’era una volta una compagnia di artisti che recitava nei più grandi teatri del mondo. Tra i vari artisti si esibiva un mago capace di far sparire uno spettatore in prima fila, per farlo riapparire in fondo alla platea. L’artista più piccola si chiamava Cora e aveva imparato dai suoi genitori a fare difficili numeri di giocoleria, come tenere tre palline in equilibrio sulla coda. Un giorno il suo papà sparì all’improvviso, e Cora capì subito che non si trattava di un trucco di magia. La mamma le disse che era andato ad esibirsi in altre città e che sarebbe tornato presto…”
Ma il papà di Cora non torna. Non torna e non telefona… Leggi il resto dell’articolo »



Gli inascoltati avvisi…

28 04 2020

Pandemia silenziosa. Vittorio da Rios ci ricorda il grande lavoro di ricerca di studiosi come il professor Ernesto Burgio. Purtroppo rimasti inascoltati… “Credo sia importante nei limiti del possibile cercare di comprendere cosa sta accadendo oggi al pianeta e di conseguenza a chi da centinaia di migliaia di anni lo occupa. Ho trovato estremamente interessante le considerazioni a cui è arrivato una dei più seri e preparati ricercatori scientifici, Ernesto Burgio, che da una formazione medica e pediatrica ha inserito una robustissima ricerca sulla trasformazione di interi ecosistemi “Micro” biologici e virali, ampliato la gamma delle fonti e forme di energia radiante come in sintesi rileva nel suo lavoro, La PANDEMIA SILENZIOSA. Trasformazioni ambientali, climatiche, epidemiche. La epigenetica come strumento per comprendere cosa è accaduto e cosa accadrà al pianeta e alla biosfera se si continuerà con questa devastante quanto folle corsa alla rapina delle risorse fondamentali e a compromettere la salubrità dell’aria e dell’acqua, elementi fondamentali per la nostra sopravvivenza. Emerge da quanto ha finora prodotto la ricerca del Prof. Ernesto Burgio la BIOINSOSTENIBILITA’ DEL SISTEMA GLOBALE. Leggi il resto dell’articolo »



“Melrose Place”, condominio delle meraviglie

13 04 2020

“Figurine, pennarelli, farina, e un po’ di cuore…”, basta poco, a volte, per compiere una magia.
Il mio regalo di Pasqua è il racconto di un gioco, imbastito per i bambini di un condominio di Nuoro, e la magia che ne è nata…

Il profilo di una teiera, una tazzina bianca, un orologio fuori tempo, un coniglio bianco, una regina di cuori… Gli indizi ci sono tutti… la deliziosa ragazzina, dallo sguardo un po’ curioso e un po’ stupito, dai lunghi capelli biondi, è Alice, e tutte le altre immagini intorno a lei, i tasselli di un puzzle per comporre un fantastico, virtuale viaggio, nel Paese delle meraviglie…
Dove al termine della pandemia vorrebbe andare Elisabetta, inquilina di Melrose Place, in quel di Nuoro… che, insieme ad altri ragazzi piuttosto grandicelli e qualche genitore, si è intrufolata nel gioco ideato per i più piccini abitanti del suo condominio da Monica Murru. Sì, l’avvocato, incontrata sui sentieri delle nostre prigioni… fra l’altro direttore della Scuola forense di Nuoro, che sempre dice che “nulla rimane più impresso nella nostra mente di ciò che si impara divertendosi”, e che ben conosce l’incantesimo liberatore delle favole… (ricordate il processo al lupo ideato per la Notte bianca della legalità? https://www.remocontro.it/2017/11/19/la-favola-cappuccetto-rosso-la-favola-della-legalita/).
E in questo giorno di Pasqua in quarantena vi voglio raccontare, come Monica me l’ha raccontato, il gioco che, nelle pause del lavoro e dei suoi studi, ha imbastito per i bambini del suo condominio, perché è una deliziosa fotografia di un pezzo di paese che resiste e costruisce e rinasce, con generosità, buona volontà, simpatia, fantasia… a iniziare dal nome dato alla chat del condominio: Melrose Place, appunto. Leggi il resto dell’articolo »



La disperazione dei Rom, gli invisibili che non vogliamo vedere

6 04 2020

La disperata condizione dei Rom, confinati senza alcun aiuto nei loro campi. Il razzismo è anche voltarsi dall’altra parte, rendere invisibili quelli che non vogliamo vedere, pensando che il diritto di essere curati, di vivere, non appartenga a tutti… ( e grazie a Salvatore De Rosa per la fotografia che vedete, tratta dal suo reportage ‘Viaggio in un campo Rom’) 

“Ci vogliono morti…”
Raggela il sangue leggendo le parole di Igor, a margine di un post sulla condizione dei Rom. I Rom al tempo del coronavirus…
Già. Cosa ne è di loro, confinati in quei luoghi di esclusione nell’esclusione che sono i campi rom, incredibilmente abbandonati a se stessi… Ma riuscite a immaginare? Confinati in una quarantena che si traduce in una condanna definitiva. In campi affollati, in roulottes o container in cui abitano fino a sei sette persone, senza acqua potabile, energia elettrica, alloggi adeguati, risorse alimentari, protezione sanitaria… E come si mangia senza soldi? Senza le loro sia pur precarie attività… E i bambini? Un isolamento nell’isolamento, rotto il già tenue filo con le scuole, e senza neppur lontanamente poter pensare a “didattica a distanza”…
Ma non importa a nessuno, quel che può accadere in un campo rom se l’epidemia vi si infiltra? Per non parlare degli insediamenti abusivi.Tutti ancora più lontani, nei già lontani ghetti nei quali li abbiamo respinti…
“Ci vogliono morti” risuonano le parole di Igor. Leggi il resto dell’articolo »



Sulle orme di Bashò

23 03 2020

In quanti modi si può viaggiare? “Ulisse che torna a Itaca, Sindbad il marinaio… sono viaggi fin troppo evidenti”. Da Cascina Macondo, arriva un racconto pieno di poesia e della magia, nel bene e nel male, del nostro andare nella vita. Un bel regalo in questi tempi di reclusione collettiva

Immaginate un pezzetto di terra, ai piedi di un grande rovere. Tutto lì, in un quadrato di cinque metri per cinque, i lati tracciati col gesso a delimitarne lo spazio. “Una sorta di cella all’aperto, ma anche una sorta di fortezza inaccessibile a chiunque” dove Ah-Che-Waga-Chun decide di rinchiudersi per un tempo indefinito.
Ah-Che-Waga-Chun, “colui che s’arrampicò sull’albero”, è il nome indiano di Pietro Tartamella. Il nome di quando, con la moglie Anna, Anna Maria Verrastro, attraversava l’Italia, per piantare nelle piazze di paesi e città una grande tenda indiana, dove accogliere a decine bambini, per raccontare loro bellissime storie… Affascinante vita di artisti di strada… Leggi il resto dell’articolo »



Aspettando gli Avi…

5 11 2019

aspettando aviRicordate “Aspettando gli Avi”? Ne parlo ogni anno, di questi tempi… da quando, la notte del primo novembre di otto anni fa, a Pulcherini, che è frazione del comune di Minturno, nel momento in cui le luci del paese si sono spente, sulla finestra di ogni casa si è acceso un lumino, e l’intero paese ha fatto da cornice allo spettacolo ideato da Anna Rita Persechino. Una “festa”, oggi alla sua nona edizione, per ritrovare il tempo in cui c’era sempre un momento, uno spazio per ritrovarli, gli avi che se n’erano andati. E di anno in anno, la manifestazione, rinnovandosi, è cresciuta e si è arricchita. Fino alla bella sorpresa di quest’anno. Un lungo incontro, che si è svolto nell’arco di tre giorni, nella cattedrale di Minturno, con lo sfondo di una scenografia di simboli della luce: melagrane, castagne, dolci…
E sono stati i bambini l’anima della festa. Perché quest’anno Annarita Persechino, che è insegnante di scuola primaria, ha voluto che fossero loro a prendere in consegna i simboli della luce e allestire il palcoscenico degli incontri.
“Perché il bambini sono il futuro” spiega, “e a loro va consegnata la tradizione, la dolcezza di un momento, il giorno dedicato a chi non c’è più, che era luce, era festa… e questo dovrebbe tornare ad essere, per tutti”. Leggi il resto dell’articolo »



La Storia fra trama e ordito

11 02 2019

copertina libroC’è un grande tappeto, piuttosto vecchio, direi quasi antico, a segnare il cuore della mia casa. Il Gatto ci si rotola estasiato, e a volte si incanta a seguirne trame e disegni, e sicuramente vi legge quello che io ancora non conosco…
“Come la fiaba o la parabola- mi ha detto un giorno citando Cristina Campo- il tappeto non tratta, ostinatamente, che del reale e soltanto in virtù del reale tocca le geometrie dello spirito, le matematiche contemplative”.
Nei segni dei tappeti, messaggi di mani esperte che hanno tessuto parole, come per manoscritti in cui persone e intere società raccontano il proprio mondo. C’è da rimanerne incantati perdendosi nelle storie, grandi e piccole, che l’arte del tappeto comunica e tramanda…
Ma anche se so bene che la vita non è solo incanto, il mio stupore, e tremore, sono stati davvero grandi quando ho saputo di trame che raccontano la guerra. E sono guerre dell’oggi…
Le ho incontrate nei tappeti della straordinaria raccolta di Edoardo Marino. Appassionato del mondo dei tappeti orientali, e più in generale dell’Oriente, è fra le tante cose autore di una storia dell’Afghanistan narrata attraverso i motivi dei tappeti di guerra. Guerre a tappeto, il titolo. E vale la pena di leggerlo. E vedere come, per narrare il reale, sono cambiate nel tempo le trame… Leggi il resto dell’articolo »



A furor di ruspe…

26 11 2018

ruspe bambino“Una ruspa è una macchina per la movimentazione di terra, adatta per lo spianamento superficiale, è in grado di tagliare a spessore il terreno, caricarlo, trasportarlo e scaricarlo. Composta da un rimorchio trainato da un trattore, normalmente entrambi gommati, attualmente a due assi ma storicamente a tre. Il rimorchio ha il cassone mobile, con la parte bassa dotata di un bordo frontale tagliente, che va sostituito periodicamente per l’usura…”
Giusto per capire bene di cosa parliamo, anche perché leggo, sempre su Wikipedia, che “spesso, erroneamente, nei quotidiani e nei programmi televisivi viene definita ruspa ogni macchina da cantiere”.
Curiosità legittima oggi che la parola “ruspa”, brandita come minaccia, sembra andare molto di moda, troppo… e più che a macchina da cantiere (qualunque essa sia) il pensiero corre subito a strumento comunque atto a “far pulizia”, soprattutto di quegli insediamenti un po’ sbrindellati che turbano i nostri orizzonti urbani… in poche mosse spianati con gesti di meccanica violenza, che come pochi graffiano l’anima…
C’è da chiedersi in quante notti insonni entri paurosa l’ombra delle ruspe, ultima versione dell’Uomo nero, per i diseredati dell’oggi. E magari fosse solo mostro immaginario da evocare per far paura ai bambini che non fanno i bravi…
L’avrebbe mai immaginato l’uomo che l’inventò ottantotto anni fa, Robert Gilmour Le Tourneau, che tanto cupo successo avrebbe avuto di questi tempi? E che tempi… Leggi il resto dell’articolo »