Il G8 di Genova, vent’anni dopo. Un “cunto” per non dimenticare e tornare a sognare

8 06 2020

Fra poco più di un anno, saranno vent’anni da quel che accadde a Genova nei giorni del G8. Vent’anni e sembra solo ieri. Perché il ricordo, per chi ricorda, sempre brucia. Come bruciano i dolori e il lutto mai elaborato… e a volte c’è da chiedersi se questo nostro paese ha davvero capito quel che di tremendo accadde in quel fine settimana di luglio del 2001… cosa hanno significato per la nostra democrazia quei terribili giorni di sospensione di ogni diritto…

Per questo oggi vi voglio parlare di un progetto nato “per rimettere in circolazione un sogno, che in quei giorni si infranse…”. “Progetto 20anni- per non dimenticare il G8 di Genova”, ideato da Area Teatro, compagnia teatrale siciliana fondata da Alessio e Ivano Di Modica.
Alessio e Ivano, che vent’anni fa insieme ad altri due compagni, già forti del loro impegno e delle battaglie per la loro terra (Augusta, per la precisione, sulla costa del siracusano dove da decenni l’inquinamento industriale penetra nel suolo e nelle falde acquifere, contamina il mare, si respira con l’aria…), avevano risalito l’Italia per unirsi alle centinaia di migliaia di persone che pacificamente manifestavano contro i Grandi della terra. Anche loro andati a Genova, come tanti, per testimoniare e progettare un mondo migliore… Leggi il resto dell’articolo »



A proposito di fiabe…

27 05 2020

A proposito de “Il sogno di Cora”, il racconto di Emanuela Nava, a proposito di fiabe… l’accorato intervento di Vittorio da Rios …

“Come non ringraziare due figure di donne e intellettuali della caratura e sensibilità culturale e umana espresse da Emanuela e Francesca? La potenza delle fiabe è universalmente conosciuta da secoli oramai. Ma ora nell’era atomica, post moderna dentro il paradigma inedito “catastrofale” odierno, la potenza delle fiabe può dare un notevole contributo, non solo a superare contesti esistenziali quotidiani di estrema sofferenza e disagio che una infinità di infanzia soffre, per causa e responsabilità, “DEI CRIMINI DI SISTEMA”, quanto costruire quello che Balducci definiva l’uomo nuovo inedito ancora nascosto ma che sta lentamente emergendo, e le fiabe ne stanno incentivando la definitiva nascita. Utopia? Pensare alla formazione di un nuovo paradigma oltre la “cultura” della tribù bianca sia mera presunzione nel tentativo di dare futuro alla umanità liberata da violenza, sopraffazione moderne schiavitù determinate da guerre e genocidi in cui l’uccidere a livello di massa dagli eserciti è garantito da adeguate legislazioni che ne danno legittimità e diritto, sia un inutile esercizio? Leggi il resto dell’articolo »



Il sogno di Cora, una fiaba per non aver paura della verità

25 05 2020

Conoscete la mia passione per le fiabe, che ovunque ne cerco… convinta, con Rodari, di quale utile strumento siano per “chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione e sa quale valore di liberazione possa avere la parola”. Così, anche da adulti, sì è ancora in cerca di quelle figure che così bene sanno agire “nel purgatorio, e nell’inferno, del presente”. E sapete bene quanti inferni siamo capaci di creare su questa terra… Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci tende una mano, muovendosi lungo il sentiero tracciato dai grandi scrittori di fiabe, e in questi giorni, pensate, ho incontrato una fiaba scritta per quei bambini che portano nel cuore un peso davvero tremendo… bambini che hanno un genitore in carcere.
Ascoltate… “C’era una volta una compagnia di artisti che recitava nei più grandi teatri del mondo. Tra i vari artisti si esibiva un mago capace di far sparire uno spettatore in prima fila, per farlo riapparire in fondo alla platea. L’artista più piccola si chiamava Cora e aveva imparato dai suoi genitori a fare difficili numeri di giocoleria, come tenere tre palline in equilibrio sulla coda. Un giorno il suo papà sparì all’improvviso, e Cora capì subito che non si trattava di un trucco di magia. La mamma le disse che era andato ad esibirsi in altre città e che sarebbe tornato presto…”
Ma il papà di Cora non torna. Non torna e non telefona… Leggi il resto dell’articolo »



Madri….

12 05 2020

A proposito di “Esercizi sulla madre”, Vittorio da Rios ci accompagna in un viaggio fra letture, storia, cronache…. di storie di madri….

“Stimolato dal racconto ho ripreso in mano un testo di valore assoluto: Mauro Cameroni, L’HANDICAP DENTRO E OLTRE (Feltrinelli 1983) ,con una straordinaria prefazione di Giovanni Berlinguer. Sconsiglio la lettura di questo libro, rileva Berlinguer, agli handicappati morali, una categoria più numerosa, purtroppo, degli handicappati fisici e mentali, e certo più influente; spesso meno recuperabile. Lo sconsiglio anche agli ipercritici pronti a catalogare come ingenuità l’espressione di forti sentimenti. Essi storcerebbero il naso di fronte a invettive, denunce, appelli e utopie che si susseguono tumultuose in queste pagine. Mauro non ha scritto per loro. Leggi il resto dell’articolo »



Ripensare il sistema-giustizia

14 04 2020

Le parole, che facciamo nostre, di Vittorio da Rios, a proposito del nostro sistema carcerario già gravemente inadeguato, a proposito del quale ora la pandemia fa emergere l’urgenza di una radicale quanto profonda ristrutturazione. “RIPENSARE AL CARCERE, ALLA SUA INUTILITÀ NELL’ERA POST MODERNA E ATOMICA, RIPENSARE AL CARCERE VUOL DIRE COSTRUIRE NUOVI PARADIGMI GIURIDICI-LEGISLATIVI-FORMATIVI. UNA NUOVA ELABORAZIONE DELLA FILOSOFIA DEL DIRITTO E DEL CONCETTO STESSO DI REATO DA SINGOLO A COLLETTIVO”.

“Il detenuto in quanto tale e totalmente “indifeso”, chiuso a chiave, soggetto a qualsiasi violenza fisica e verbale. Si può solo immaginare e ora le testimonianze dirette e dei famigliari confermano cosa sia realmente accaduto. Una CRIMINALE violazione dei fondamentali diritti dei reclusi sanciti sia dalla nostra Costituzione quanto da leggi e regolamenti che da essa derivano. Grave responsabilità del ministero degli interni, del responsabile del DAP e di gran parte dei direttori dei penitenziari. Nonché di molti magistrati a cui spetta il compito di praticare il rispetto del diritto. Siamo alla totale disumanizzazione del sistema carcere, già prima della pandemia gravemente compromesso. Mi auguro che questa tragica e disumana “MONGOLFIERA” rappresentata dal sistema GIUSTIZIA, un vero indecente BUSINESS NEL GESTIRE IL REATO, venga RIPENSATA RADICALMENTE, Leggi il resto dell’articolo »



Il mondo che affamiamo…

30 03 2020

Lo sguardo, ad ampio raggio, di Vittorio da Rios, che, sempre generoso, di apprezzamenti e pensieri, come sempre ringrazio:

“Come sempre Francesca pone il dito sulla piaga, e che piaga, il carcere, quelle numerose micro gabbie inutili disumane dentro la maxi “gabbia” globale che è la nostra esistenza dovuto non solo alla nostra finitezza “biologica” ma ad una organizzazione della società che come spesso “grida” Papa Francesco inascoltato è un sistema che uccide! Questo sistema a trazione occidentale costringe quasi quattro miliardi di creature a vivere con meno di due dollari al giorno. Affamiamo tra i 850-900 milioni di persone, e ne uccidiamo per fame tra i 25-30 milioni. Un sistema di tale fatta che definire criminale nella sua essenza costitutiva è un eufemismo come si regge e si perpetua? Perché miliardi di creature non si ribellano nei confronti di una ristretta minoranza della popolazione del pianeta, che assorbe e gestisce oltre il 90% della ricchezza prodotta? LE ARMI! Leggi il resto dell’articolo »



Tutti in quarantena? le parole dalla galera vera…

30 03 2020

Se è vero che, come in molti si dice, dopo il coronavirus nulla dopo sarà più come prima, è il caso di approfittarne, e iniziare subito a rinnovare il nostro linguaggio. Se il mondo è nelle parole che pronunciamo… La prima parola da cancellare? “Indifferenza”. E parole buone arrivano, nonostante tutto, da chi è in carcere…

Mi ha colpito molto, e per questo ve lo voglio proporre, l’intervento, alcuni giorni fa, di Giuliano Napoli, della redazione di Ristretti Orizzonti di Padova, ergastolano.
Parla con accorata comprensione, Giuliano, pensando lui a noi fuori, delle difficoltà di chi è costretto a vivere “in una sorta di detenzione domiciliare senza aver commesso alcun crimine”, e ci regala parole buone, invitandoci, lui a noi, a trovare la forza “per rispettare le regole che ci impongono per il bene di tutti”.
E se si sente il bisogno irrefrenabile di uscire? Pensate, suggerisce Giuliano, a chi sta peggio di noi… ed elenca “gli anziani, i medici e gli infermieri, anche le forze dell’ordine, e a chi magari, anche se per colpa sua, si trova a scontare una pena in carcere e non ha la percezione di quello che accade fuori, ma sa più di chiunque altro quanto sia difficile accettare il “distacco sociale” del quale siamo un po’ tutti più consapevoli, oggi che lo viviamo sulla nostra pelle”. Leggi il resto dell’articolo »



L’ordine che produce disordine

16 03 2020

L’ordine regna a Varsavia. Mi è subito venuta in mente la frase del generale Sebastiani che, nel settembre del 1831, annunciava la caduta di Varsavia sotto l’assalto delle truppe dello zar Nicola, ascoltando la chiusura di un servizio con il quale non so quale rete televisiva dava conto della situazione delle carceri italiane, dopo la rivolta di cui sapete. La frase, certo era più morbida. “E’ tornata la calma”, mi sembra… D’altra parte sembra anche che la frase pronunciata da Sebastiani fosse, più diplomaticamente, “la tranquillità regna a Varsavia”.
E visto che noi fuori siamo agitatissimi per tutt’altro, ora se ne parla davvero poco, o non se ne parla affatto, di quel che accade nelle carceri, se non per aggiornare sulla ricerca dei “mostri” che sono fuggiti… Ed è questa forse la cosa più sconvolgente…
Ma se 13 morti vi sembran pochi… A me sembra piuttosto una strage. Permettete qualche riflessione… Leggi il resto dell’articolo »



Se dieci morti vi sembran pochi….

11 03 2020

Riprendo il commento, ieri, di Vittorio da Rios alla gravissima situazione

delle carceri. Se dieci morti vi sembran pochi….

“I fatti gravissimi accaduti nel carcere di Modena “sette morti ma la conta purtroppo non sembra definitiva” evidenziano una cosa drammatica che ci deve far riflettere seriamente tutti indistintamente. Come è potuto accadere? E la causa di una simile tragedia gravissima è dovuta al “saccheggio” dell’infermeria-farmacia del carcere con relativo abuso di farmaci causa dei decessi da parte dei detenuti? E’ credibile obbiettivamente, razionalmente, questa versione? Ho serissimi dubbi.Mi auguro che si proceda a stabilire la verità dei fatti e di individuarne qualora ci fossero le relative responsabilità. Ma come versa oggi “effettualmente” il sistema carcerario italiano reso esplosivo e incandescente con l’esplosione del Corona virus? Oltre 10 mila ospiti in più rispetto alla capacità di contenimento delle strutture presenti sul territorio. Leggi il resto dell’articolo »



Vittime della follia sperequativa

11 03 2020

A proposito delle vicende di Valentina e Nicoletta, Vittorio da Rios ci propone la profonda riflessione a proposito di “delitti” e “pene” e della “violenza sperequativa” del mondo che abbiamo costruito.

“Il grande Gaetano Filangieri ha intitolato la sua monumentale opera rimasta tra l’altro incompleta per la morte sopraggiunta in ancor giovane età: La “Scienza della legislazione”. Il diritto come scienza tra le maggiori nobili e prioritarie attività umane. Filangieri dedica un libro tra i sette che compongono l’opera alla scienza “dell’educazione”. Il cittadino va formato nella logica del diritto, come bene assoluto.che ne coordina le attività, ne tutela diritti e doveri con finalità di una vita “giusta e dignitosa” spingendo sempre più in alto il sapere e la ragione come strumenti indispensabili per garantire il perpetrarsi dei processi evolutivi della emancipazione umana. Filangieri creò la sua opera nel 1700 lo stesso secolo in cui un altro grande illuminista Cesare Beccaria scrisse “Dei delitti e delle pene”. Viene ragionevolmente da chiedersi ma come mai che dopo oltre due secoli il sistema giudiziario-carcerario Italiano versi in queste condizioni nonostante vette cosi alte raggiunte nel campo della elaborazione del pensiero filosofico-giuridico? Dobbiamo pur iniziare a porci questa domanda non rituale,e cercare concreti e percorribili rimedi. Non troviamo in questo assunto paradigmatico del “maestro Gerardo Marotta” l’origine dei molti mali che oggi affliggono l’umanità che la stanno devastando con sofferenze e tribolazioni di cui il carcere ne è tragico emblema? Leggi il resto dell’articolo »