A proposito di censure… e indifferenza…

27 09 2020

E chissà che ne avrebbe detto Mario… che nel maggio del 2019, … scrisse:

“Ah…! Questo mese di maggio dove tutto in natura si rinnova, io lo definirei il mese delle meraviglie, se non fosse che in me rinnova ricordi e realtà bruttissime. Ecco questo maggio del 2019, è il mese, l’anno in cui compio 40 anni, un momento, non è che state pensando che questa sia la mia età, e noo! Signori sono solo 40 anni di carcere effettivi che ho compiuto meglio espiato gli anni, di età posso garantirvi che sono molto di più, sono vicinissimo ai settant’anni. Ma non è che tutto questo tempo trascorso nelle patrie galere di uno stato farabutto, diciamo pure senza dignità, che può spaventarmi, credo che per mettermi paura ci vorranno ancora infiniti mesi di maggio, a mettermi paura è soltanto l’indifferenza delle “persone” che dovrebbero occuparsi di noi detenuti. (…)  Leggi il resto dell’articolo »



a proposito di Caino e del suo dio crudele…

23 09 2020

Cain Fleeing Abel
William Blake, 1826

da Vittorio da Rios, che come sempre ringrazio, una interessante analisi della narrazioni intorno a Caino…. :

“Un tema decisivo nella storia non solo delle tradizioni Religiose. Ma del processo evolutivo culturale e filosofico di noi tutti. Cita Saramago, e penso al suo tra i maggiori capolavori della maturità: CAINO. Ma chiediamoci quale figura realmente nella narrazione e tradizione tramandatoci emerge in Caino, il colpevole assoluto? Una marchio di assassino del fratello, il prototipo e antesignano di tutti i caini della storia? Ma non è forse da una errata interpretazione di questa narrazione che nascono molte tragedie che hanno condizionato la storia dell’ominide, e lo stesso legno storto dell’Umanità? Giovanni Franzoni che ha dedicato studi,molti libri, ricerche, conferenze, e vita vissuta sulla propria pelle, a testimoniare il Cristo storico, dalla parte della umanità sofferente, dentro il “gemito dei viventi” balducciano, ci ha offerto una lettura assai diversa di Caino da come la letteratura tradizionale narra e ci ha abituati a pensare sia quella giusta e indiscutibile. Leggi il resto dell’articolo »



L’epopea di una pena…

18 09 2020

Appuntamento all’Asinara. Ringraziando Monica Murru e la Camera Penale di Oristano per averci accolto…



A Papillon, fratello d’amarezza e libertà

31 08 2020

“Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima, non è vero?”, da ‘L’uomo nell’astuccio’, Cechov. Leggendo, di sogni e di prigionie… leggendo dell’ultima fuga di Papillon, l’orso che agita i sonni di chi, lì fra i monti del Trentino, lo vuole in gabbia. O morto…
Vorrei raccontarla come una favola di fine agosto, un canto al desiderio di libertà che, anche quando condizionata, l’estate sempre sprigiona. Sarà quel sentore di vapore caldo che lievita verso il cielo… quel sapore di vita che libera delle vesti… quella fame d’anima che diventa urgente, e l’estate suggerisce possibile, acquietare… Così, annusandola nell’aria, immagino sia nata la speranza che ha dato ali all’anima dell’orso M49 (sì, gli orsi hanno sigle, come marchio di detenuto), che un giorno d’estate, lo scorso anno, per la prima volta era fuggito dalla prigione che gli uomini gli avevano costruito intorno. Ricatturato, era di nuovo scappato. Impresa mirabolante se, dicono le cronache, “è fuggito riuscendo a scavalcare una barriera alta 4 metri e tre recinti elettrificati”. Leggi il resto dell’articolo »



Il carcere come i manicomi e la via indicata da Basaglia

24 08 2020

<Durante la resistenza Franco Basaglia aveva conosciuto il carcere come prigioniero politico. La sua prima impressione era stata quella di “entrare in un’enorme sala anatomica, dove la vita aveva l’aspetto e l’odore della morte”. Dopo più di quindici anni, Basaglia varca la soglia di un’altra istituzione totale, il manicomio, anche se questa volta come direttore: “Ero dalla parte del carceriere, ma la realtà che vedevo non era diversa: anche qui l’uomo aveva perso ogni dignità umana; anche il manicomio era un’enorme letamaio”>

Nei libri sempre si cerca ciò su cui la propria mente continua a interrogarsi… così, leggendo la monografia su Franco Basaglia (“Franco Basaglia”, di Mario Colucci e Pierangelo di Vittorio, riedito da Alpha Beta Verlag a quarant’anni dalla scomparsa dello psichiatra), non posso che ripensare continuamente a quanto il carcere svolga oggi la funzione che avevano una volta i manicomi… E sfogliando le pagine di questo densissimo lavoro, non posso non pensare a come potrebbe essere guida, e che guida!, per un percorso che, sulle tracce di quello che ha portato ad aprire le porte del manicomio, arrivi in futuro ad abbattere anche le mura delle prigioni… un percorso che, come ha radicalmente cambiato il rapporto con la follia, possa portare a cambiare anche il nostro rapporto con la devianza e il crimine e quindi con il concetto di pena.
E questo perché “fra le istituzioni della violenza, il manicomio costituisce un punto tragicamente privilegiato, a partire dal quale si può osservare la continuità e l’implacabilità del funzionamento di un meccanismo istituzionale di controllo della devianza dalla norma, che attraversa trasversalmente la nostra società”.
Non prendetela come provocazione, piuttosto come offerta di spunti di riflessione. Azzardo dunque alcuni punti… Leggi il resto dell’articolo »



Il G8 di Genova, vent’anni dopo. Un “cunto” per non dimenticare e tornare a sognare

8 06 2020

Fra poco più di un anno, saranno vent’anni da quel che accadde a Genova nei giorni del G8. Vent’anni e sembra solo ieri. Perché il ricordo, per chi ricorda, sempre brucia. Come bruciano i dolori e il lutto mai elaborato… e a volte c’è da chiedersi se questo nostro paese ha davvero capito quel che di tremendo accadde in quel fine settimana di luglio del 2001… cosa hanno significato per la nostra democrazia quei terribili giorni di sospensione di ogni diritto…

Per questo oggi vi voglio parlare di un progetto nato “per rimettere in circolazione un sogno, che in quei giorni si infranse…”. “Progetto 20anni- per non dimenticare il G8 di Genova”, ideato da Area Teatro, compagnia teatrale siciliana fondata da Alessio e Ivano Di Modica.
Alessio e Ivano, che vent’anni fa insieme ad altri due compagni, già forti del loro impegno e delle battaglie per la loro terra (Augusta, per la precisione, sulla costa del siracusano dove da decenni l’inquinamento industriale penetra nel suolo e nelle falde acquifere, contamina il mare, si respira con l’aria…), avevano risalito l’Italia per unirsi alle centinaia di migliaia di persone che pacificamente manifestavano contro i Grandi della terra. Anche loro andati a Genova, come tanti, per testimoniare e progettare un mondo migliore… Leggi il resto dell’articolo »



A proposito di fiabe…

27 05 2020

A proposito de “Il sogno di Cora”, il racconto di Emanuela Nava, a proposito di fiabe… l’accorato intervento di Vittorio da Rios …

“Come non ringraziare due figure di donne e intellettuali della caratura e sensibilità culturale e umana espresse da Emanuela e Francesca? La potenza delle fiabe è universalmente conosciuta da secoli oramai. Ma ora nell’era atomica, post moderna dentro il paradigma inedito “catastrofale” odierno, la potenza delle fiabe può dare un notevole contributo, non solo a superare contesti esistenziali quotidiani di estrema sofferenza e disagio che una infinità di infanzia soffre, per causa e responsabilità, “DEI CRIMINI DI SISTEMA”, quanto costruire quello che Balducci definiva l’uomo nuovo inedito ancora nascosto ma che sta lentamente emergendo, e le fiabe ne stanno incentivando la definitiva nascita. Utopia? Pensare alla formazione di un nuovo paradigma oltre la “cultura” della tribù bianca sia mera presunzione nel tentativo di dare futuro alla umanità liberata da violenza, sopraffazione moderne schiavitù determinate da guerre e genocidi in cui l’uccidere a livello di massa dagli eserciti è garantito da adeguate legislazioni che ne danno legittimità e diritto, sia un inutile esercizio? Leggi il resto dell’articolo »



Il sogno di Cora, una fiaba per non aver paura della verità

25 05 2020

Conoscete la mia passione per le fiabe, che ovunque ne cerco… convinta, con Rodari, di quale utile strumento siano per “chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione e sa quale valore di liberazione possa avere la parola”. Così, anche da adulti, sì è ancora in cerca di quelle figure che così bene sanno agire “nel purgatorio, e nell’inferno, del presente”. E sapete bene quanti inferni siamo capaci di creare su questa terra… Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci tende una mano, muovendosi lungo il sentiero tracciato dai grandi scrittori di fiabe, e in questi giorni, pensate, ho incontrato una fiaba scritta per quei bambini che portano nel cuore un peso davvero tremendo… bambini che hanno un genitore in carcere.
Ascoltate… “C’era una volta una compagnia di artisti che recitava nei più grandi teatri del mondo. Tra i vari artisti si esibiva un mago capace di far sparire uno spettatore in prima fila, per farlo riapparire in fondo alla platea. L’artista più piccola si chiamava Cora e aveva imparato dai suoi genitori a fare difficili numeri di giocoleria, come tenere tre palline in equilibrio sulla coda. Un giorno il suo papà sparì all’improvviso, e Cora capì subito che non si trattava di un trucco di magia. La mamma le disse che era andato ad esibirsi in altre città e che sarebbe tornato presto…”
Ma il papà di Cora non torna. Non torna e non telefona… Leggi il resto dell’articolo »



Madri….

12 05 2020

A proposito di “Esercizi sulla madre”, Vittorio da Rios ci accompagna in un viaggio fra letture, storia, cronache…. di storie di madri….

“Stimolato dal racconto ho ripreso in mano un testo di valore assoluto: Mauro Cameroni, L’HANDICAP DENTRO E OLTRE (Feltrinelli 1983) ,con una straordinaria prefazione di Giovanni Berlinguer. Sconsiglio la lettura di questo libro, rileva Berlinguer, agli handicappati morali, una categoria più numerosa, purtroppo, degli handicappati fisici e mentali, e certo più influente; spesso meno recuperabile. Lo sconsiglio anche agli ipercritici pronti a catalogare come ingenuità l’espressione di forti sentimenti. Essi storcerebbero il naso di fronte a invettive, denunce, appelli e utopie che si susseguono tumultuose in queste pagine. Mauro non ha scritto per loro. Leggi il resto dell’articolo »



Ripensare il sistema-giustizia

14 04 2020

Le parole, che facciamo nostre, di Vittorio da Rios, a proposito del nostro sistema carcerario già gravemente inadeguato, a proposito del quale ora la pandemia fa emergere l’urgenza di una radicale quanto profonda ristrutturazione. “RIPENSARE AL CARCERE, ALLA SUA INUTILITÀ NELL’ERA POST MODERNA E ATOMICA, RIPENSARE AL CARCERE VUOL DIRE COSTRUIRE NUOVI PARADIGMI GIURIDICI-LEGISLATIVI-FORMATIVI. UNA NUOVA ELABORAZIONE DELLA FILOSOFIA DEL DIRITTO E DEL CONCETTO STESSO DI REATO DA SINGOLO A COLLETTIVO”.

“Il detenuto in quanto tale e totalmente “indifeso”, chiuso a chiave, soggetto a qualsiasi violenza fisica e verbale. Si può solo immaginare e ora le testimonianze dirette e dei famigliari confermano cosa sia realmente accaduto. Una CRIMINALE violazione dei fondamentali diritti dei reclusi sanciti sia dalla nostra Costituzione quanto da leggi e regolamenti che da essa derivano. Grave responsabilità del ministero degli interni, del responsabile del DAP e di gran parte dei direttori dei penitenziari. Nonché di molti magistrati a cui spetta il compito di praticare il rispetto del diritto. Siamo alla totale disumanizzazione del sistema carcere, già prima della pandemia gravemente compromesso. Mi auguro che questa tragica e disumana “MONGOLFIERA” rappresentata dal sistema GIUSTIZIA, un vero indecente BUSINESS NEL GESTIRE IL REATO, venga RIPENSATA RADICALMENTE, Leggi il resto dell’articolo »