Il mondo che affamiamo…

30 03 2020

Lo sguardo, ad ampio raggio, di Vittorio da Rios, che, sempre generoso, di apprezzamenti e pensieri, come sempre ringrazio:

“Come sempre Francesca pone il dito sulla piaga, e che piaga, il carcere, quelle numerose micro gabbie inutili disumane dentro la maxi “gabbia” globale che è la nostra esistenza dovuto non solo alla nostra finitezza “biologica” ma ad una organizzazione della società che come spesso “grida” Papa Francesco inascoltato è un sistema che uccide! Questo sistema a trazione occidentale costringe quasi quattro miliardi di creature a vivere con meno di due dollari al giorno. Affamiamo tra i 850-900 milioni di persone, e ne uccidiamo per fame tra i 25-30 milioni. Un sistema di tale fatta che definire criminale nella sua essenza costitutiva è un eufemismo come si regge e si perpetua? Perché miliardi di creature non si ribellano nei confronti di una ristretta minoranza della popolazione del pianeta, che assorbe e gestisce oltre il 90% della ricchezza prodotta? LE ARMI! Leggi il resto dell’articolo »



L’ordine che produce disordine

16 03 2020

L’ordine regna a Varsavia. Mi è subito venuta in mente la frase del generale Sebastiani che, nel settembre del 1831, annunciava la caduta di Varsavia sotto l’assalto delle truppe dello zar Nicola, ascoltando la chiusura di un servizio con il quale non so quale rete televisiva dava conto della situazione delle carceri italiane, dopo la rivolta di cui sapete. La frase, certo era più morbida. “E’ tornata la calma”, mi sembra… D’altra parte sembra anche che la frase pronunciata da Sebastiani fosse, più diplomaticamente, “la tranquillità regna a Varsavia”.
E visto che noi fuori siamo agitatissimi per tutt’altro, ora se ne parla davvero poco, o non se ne parla affatto, di quel che accade nelle carceri, se non per aggiornare sulla ricerca dei “mostri” che sono fuggiti… Ed è questa forse la cosa più sconvolgente…
Ma se 13 morti vi sembran pochi… A me sembra piuttosto una strage. Permettete qualche riflessione… Leggi il resto dell’articolo »



Se dieci morti vi sembran pochi….

11 03 2020

Riprendo il commento, ieri, di Vittorio da Rios alla gravissima situazione

delle carceri. Se dieci morti vi sembran pochi….

“I fatti gravissimi accaduti nel carcere di Modena “sette morti ma la conta purtroppo non sembra definitiva” evidenziano una cosa drammatica che ci deve far riflettere seriamente tutti indistintamente. Come è potuto accadere? E la causa di una simile tragedia gravissima è dovuta al “saccheggio” dell’infermeria-farmacia del carcere con relativo abuso di farmaci causa dei decessi da parte dei detenuti? E’ credibile obbiettivamente, razionalmente, questa versione? Ho serissimi dubbi.Mi auguro che si proceda a stabilire la verità dei fatti e di individuarne qualora ci fossero le relative responsabilità. Ma come versa oggi “effettualmente” il sistema carcerario italiano reso esplosivo e incandescente con l’esplosione del Corona virus? Oltre 10 mila ospiti in più rispetto alla capacità di contenimento delle strutture presenti sul territorio. Leggi il resto dell’articolo »



Vittime della follia sperequativa

11 03 2020

A proposito delle vicende di Valentina e Nicoletta, Vittorio da Rios ci propone la profonda riflessione a proposito di “delitti” e “pene” e della “violenza sperequativa” del mondo che abbiamo costruito.

“Il grande Gaetano Filangieri ha intitolato la sua monumentale opera rimasta tra l’altro incompleta per la morte sopraggiunta in ancor giovane età: La “Scienza della legislazione”. Il diritto come scienza tra le maggiori nobili e prioritarie attività umane. Filangieri dedica un libro tra i sette che compongono l’opera alla scienza “dell’educazione”. Il cittadino va formato nella logica del diritto, come bene assoluto.che ne coordina le attività, ne tutela diritti e doveri con finalità di una vita “giusta e dignitosa” spingendo sempre più in alto il sapere e la ragione come strumenti indispensabili per garantire il perpetrarsi dei processi evolutivi della emancipazione umana. Filangieri creò la sua opera nel 1700 lo stesso secolo in cui un altro grande illuminista Cesare Beccaria scrisse “Dei delitti e delle pene”. Viene ragionevolmente da chiedersi ma come mai che dopo oltre due secoli il sistema giudiziario-carcerario Italiano versi in queste condizioni nonostante vette cosi alte raggiunte nel campo della elaborazione del pensiero filosofico-giuridico? Dobbiamo pur iniziare a porci questa domanda non rituale,e cercare concreti e percorribili rimedi. Non troviamo in questo assunto paradigmatico del “maestro Gerardo Marotta” l’origine dei molti mali che oggi affliggono l’umanità che la stanno devastando con sofferenze e tribolazioni di cui il carcere ne è tragico emblema? Leggi il resto dell’articolo »



A proposito di Sorella Morte…

2 03 2020

A proposito della morte, delle nostre paure e illusioni, dei desideri, delle violenze, di sistemi consolatori… la profonda riflessione di Vittorio da Rios, che ancora ringraziamo…

“Tutti portiamo dentro le sofferenze di lutti personali e collettivi. La morte ci accompagna inesorabilmente. Sorella morte l’ha definita Francesco. A volte desiderata come forma ultima e sublime dello spirito, di ricongiungersi con “l’eterno”. O come quando il vivere diventa insopportabile dolore fisico e psichico, nonostante le conquiste in campo farmacologico. Spesso la morte colpisce con innata violenza, e rapina giovani creature. Determinate da malattie, guerre, fame, tribolazioni dovute al disordine globale in cui vive tutt’ora l’umanità. La morte questa sconosciuta, nonostante si abbiano a lei dedicato, nel corso dei secoli studi, riflessioni, profondissime escavazioni filosofiche-teologiche-scientifiche- antropologiche, rimane nella sua essenza “costitutiva” tutta ancora da decifrare. Leggi il resto dell’articolo »



Contro il Dio dell’ordine…

20 02 2020

Il prezioso contributo di Vittorio da Rios, a proposito della “sconfitta delle Sirene”….

“Un carissimo amico, Giuliano D’Elena che con le sue opere filosofiche e pittoriche sta ridisegnando un nuovo paradigma dove l’essere ontologico è posto al centro come amore incondizionato e totale, vede nella Genesi la fonte e causa dei cataclismi che hanno devastato la storia dell’umanità in questi ultimi 2.700 anni. La donna nasce da una costola dell’uomo quindi nella più profonda psiche umana è subordinata al maschio. Tutto il paradigma culturale che fin qui ci ha costruiti e plasmati è maschilista, fallocratico. Tutto in funzione del Dio dell’ordine, causa di tanto “disordine”. Leggi il resto dell’articolo »



Partendo dalla storia di Silvano, la Storia…

30 01 2020

Ancora una bella lezione di Storia, e non solo, che arriva da Vittorio da Rios. Infinitamente grati…

“Partendo dalla Storia tragica di Silvano, che è storia di milioni di creature che hanno incrociato i loro destini con il più abominevole e disumano dei periodi nella storia millenaria dell’ominide: il “secolo breve”, dove si sono praticati e compiuti crimini di tale efferatezza mai prima conosciuti. L’uccidere, lo sterminare l’altro, non solo come nemico da annientare (il compito delle guerre e di chi le comanda e le pratica, assassinare e uccidere), ma l’annientare l’altro in quanto “altro” per etnia, per storia, per condizione biologica, per idee politiche, per fede religiosa, o in quanto essere portatori di handicap. Il “collasso Morale” come lo definì Hannah Arendt. Leggi il resto dell’articolo »



Il filosofo Kafka e le nostre gabbie…

16 01 2020

A proposito di Filosofia e le nostre prigioni… bellissima riflessione di Vittorio da Rios… Ancora una lezione da appuntare…

“Filosofia è sempre presente nell’agire umano. E questa acquista valore universale quando a praticarla sono menti a cui l’esistenza ha posto inanzi a prove definitive. Dentro il paradigma che tutto unisce, Mi chiedo quasi con ossessione cosa abbia voluto trasmetterci con le sue opere Kafka. Leggendo e rileggendo il Processo.Il Castello, la Metamorfosi, America ecc.ho come la sensazione che molti suoi studiosi e biografi non abbiano colto la vera essenza la cifra più profonda del suo messaggio, la sua ricerca filosofica sull’essenza e l’essere della nostra reale condizione che chiamiamo “Vita” Breve parantesi spirituale-biologica nell’infinito spazio del tempo, del prima e del dopo del nostro nascere e morire. Kafka anticipatore del cataclisma rappresentato dalla tragedia del secondo conflitto mondiale,interprete dell’angoscia del vivere dell’uomo giunto all’apice della modernità? Leggi il resto dell’articolo »



L’epoca degli abusi…

23 12 2019

salute-mentale-chagallE a proposito di Basaglia e della straordinaria attualità del suo pensiero, Vittorio da Rios ci regala una lezione che è un excursus attraverso la storia del secolo breve… Tutto da leggere…
“Ci ricorda Hans Georg Gadamer tra i più grandi pensatori e filosofi contemporanei, che già il grande sociologo Max Weber aveva definito la nostra epoca come l’epoca della burocratizzazione, e degli abusi di potere da essa derivati.La nostra epoca è l’epoca dell’apogeo della rivoluzione industriale,delle straordinarie scoperte scientifiche che partendo da Galilei, Leonardo da Vinci e altri dettero un fondamentale impulso al progredire delle acquisizioni umane. Ma la scienza e le sue applicazioni tecnologiche hanno determinato nella storia recente immani cataclismi. Il secolo breve ne è stato tragico esempio di quante scellerate e criminogene deviazioni l’ominide si è macchiato nel gestione a fini criminali di massa le scoperte scientifiche. Le bombe atomiche… Leggi il resto dell’articolo »



a proposito del Paradiso…

18 12 2019

aaa-èpresepeUn accenno al presepe è per Vittorio da Rios spunto per una riflessione, che parte dal dolce ricordo del tempo in cui allestire il presepe era rito immancabile… per arrivare alla riflessione sull’oggi, per ribadire, seguendo l’insegnamento di Turoldo, Marotta, Rodotà, la necessità di “agire subito”… Insomma, da leggere…
“Negli anni cinquanta, sessanta e in parte settanta il presepio era sentito dalle mie parti, “ma credo un po’ ovunque” dove la tradizione cattolica era radicata, in modo molto profondo, e in ogni casa, pur modesta, ma dignitosa dove mancava il “bagno” e i servizi igienici erano fuori in una apposita piccola struttura, ovviamente senza catinella e relativa acqua, la preparazione del presepio era una ritualità primaria e immancabile. Ricordo, io ero di gran lunga il più piccolo della famiglia, che il presepio era costruito sotto l’albero che era un “dernever”, in dialetto sinistra Piave, Ginepro che si raccoglieva all’interno dell’alveo del Piave dove in alcune aree ghiaiose-sabbiose cresceva. Veniva messo in un capace vaso di terracotta, riempito di terra, e addobbato a dovere, con le modeste cose di cui si disponeva. Filamenti, palline colorate, cioccolata fatta di omini e Re magi. Leggi il resto dell’articolo »