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    A proposito di anarchici… pensando a Louise Michel

    Un intervento di Vittorio da Rios, che sempre ringraziamo per l’attenzione e la passione.. a proposito di Louise Michel, la “gran dama” francese dell’anarchia…

    A proposito della figura di grande spessore culturale Luise Michel, una rivoluzionaria sociale una grande femminista anarchica, descritta in modo straordinario da Maria Farabbi nel libro da lei curato. In una delle varie presentazioni si legge: In questo libro la poeta Anna Maria Farabbi, curatrice dell’opera, presenta un ritratto completo di Louise Michel, della sua personalità, di tutta la sua estensione artistica, del suo pensiero, della sua scrittura: la narrativa, le poesie e i carteggi con Victor Hugo e la madre. Louise Michel (Vroncourt-la-Côte, Haute-Marne, 1830 – Marsiglia, 1905). Figlia illegittima, viene educata dai nonni paterni, in una famiglia della piccola nobiltà terriera, ai valori dell’illuminismo tra Voltaire e Rousseau. Dal 1850 è in rapporto epistolare con Victor Hugo, “maestro” al quale invia le proprie poesie. Istitutrice dal 1852, nel 1856 si trasferisce a Parigi dove apre una propria scuola nel 1865, sviluppando una didattica laica e liberale, ed entrando in rapporto con gli ambienti rivoluzionari repubblicani. Nel 1871 partecipa come infermiera e combattente alla Comune; arrestata e incarcerata, nel 1873 è deportata in Nuova Caledonia: durante i quattro mesi del viaggio diventa anarchica. Nella colonia penale riprende il suo mestiere di istitutrice e stabilisce rapporti con la popolazione indigena dei Canachi. A proposito del contesto storico in cui si sviluppò la personalità di Louise Michel è da considerare in relazione di cosa stava accadendo in molte altre parti del mondo, in particolare nella Russia prerivoluzionaria. Un testo di grande valore culturale pubblicato nel 1948 da Einaudi: “Il materialismo dialettico sovietico” di Gustavo A Wetter. S. J. religioso Gesuita grande studioso del marxismo-leninismo. E cosi inizia il III capitolo del libro. Una delle conseguenze della concezione materialistica della storia è che l’evoluzione della teoria marxistica non può essere compresa se non si conoscono i moti politici e sociali di un dato paese nell’epoca considerata. Sarà perciò indispensabile di dare uno sguardo sia pur sommario all’evoluzione dei movimenti rivoluzionari in Russia come in altre parti del mondo. Rimanendo nella Russia ottocentesca negli anni 1840-50 al tempo del celebre ” Idealismo” russo e quando avvenne la scissione del pensiero russo in slavofilismo e occidentalismo…. Belinskij Bakunin Herzen si levarono violentemente contro ogni oppressioni della personalità umana e ne propugnarono l’emancipazione. Bakunin e Herzen si diedero anche personalmente all’attività rivoluzionaria. Ciò a quei tempi non era possibile che fuori della Russia, ma per mezzo dei loro scritti essi esercitarono un grande influsso anche nell’interno del loro paese. Lo sdegno e l’indignazione provata da questi Nichilisti-Anarchici russi per le condizioni in cui vivevano i contadini servi della gleba ai tempi di Nicola I era tale da denunciare con forza impegnandosi con grande coraggio e di denuncia delle ingiustizie e barbarie praticate dal regime Zarista sul proprio popolo. Matrimoni coatti, servizio militare che durava fino a 25 anni, cui venivano costretti anche i padri di famiglia, bastonature a sangue somministrate dai padroni ai contadini per capriccio, ecc. Cominciò cosi quel moto per l’emancipazione della persona umana concepito come liberazione da ogni autorità superiore. Questa espressione e stato d’animo ebbe massima espansione in Russia nel decennio 1860-70. Turgenev in “Padre e figli” nella figura di Bazarov ben esprime il conteso umano culturale e spirituale del tempo. E giustamente Berdjajev definisce questi spiriti Nichilisti-Anarchici molto affini con la religione cristiana vedendone una capacità di sacrificio di sé quasi illimitato per i propri ideali , di giustizia e di emancipazione del popolo oppresso e reso schiavo. Rileva Berdjaiev, quantunque il mistero della croce fosse loro estraneo, si mostrarono pronti ad accettare il martirio distinguendosi in ciò molto favorevolmente dai cristiani della loro epoca, poco disposti al sacrificio e alla rinuncia. E’ assai emblematico e importante il notare come questi “spiriti idealisti terreni” fossero figli di Preti. (In Russia il clero ortodosso è ammogliato) ed educati nei seminari, dove erano imbevuti degli ideali cristiani di giustizia sociale. Cosi avvenne che i seminari ortodossi in Russia divenissero spesso come dei semenzai della rivoluzione. E allora emerge come i Vangeli a una attenta lettura non dogmatica siano stati fonte di ispirazione grazie al Cristo storico di grandi processi “rivoluzionari” che tra difficoltà inverosimili cercano di creare coscienza collettiva per combattere il potere sempre più oppressivo che sta determinando forme moderne di schiavitù spaventose. Attualissima la figura Anarco-rivoluzionaria di Luise Michel il suo indomito coraggio la sua costante tensione etico-sociale la sua spiritualità, il suo femminismo, attento e teso a scardinare secolari lacci ed emarginazione dell’universo femminile. Ripropongo un fondamentale assioma di un grande intellettuale contemporaneo un grande e coltissimo spirito “rivoluzionario” nel concepire la modernità e questo inedito passaggio antropologico da una civiltà alla costruzione dell’uomo INEDITO con un balzo “evolutivo” come lui definiva l’inevitabile evoluzione del genere umano. Per salvare Ogni forma vivente animale e vegetale. Padre Ernesto Balducci in una sua famosa omelia disse: “Se tu scegli di vivere facendo centro su di te… hai voglia studiare, diventare un uomo di grande cultura, un premio Nobel un luminare universitario…: Non capirai niente! Se tu scegli di vivere mettendo il centro di te fuori di te, di mettere questo centro tra le cose tra le creature tu hai la sapienza! Luise Michel era questo la sapienza”

    Vittorio da Rios

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