I Granai della Cultura…

9 08 2020

E per saperne di più… questo il Comunicato Stampa del festival

Dal 18 al 30 agosto 2020 Pitigliano ospita
GRANAI DELLA CULTURA, XIX FESTIVAL INTERNAZIONALE DI LETTERATURA RESISTENTE
IL TRIBUTO DI MARCELLO BARAGHINI AI CINQUANT’ANNI DI STAMPA ALTERNATIVA
A cinquant’anni dalla fondazione di Stampa Alternativa, Marcello Baraghini attraversa gli anfratti più provocatori e sintomatici delle sue “Strade bianche” per esprimere il futuro dell’editoria all’incontrario e le passioni, le pulsioni, le storie di chi, i libri, li ha scritti, di chi li legge da sempre e di chi ancora non li ha letti mai.
E così, ergastolani, geni, pazzi, fumettisti, scrittori, illustratrici, analfabeti, piccoli e piccolissimi popoleranno gli eventi dei “Granai della cultura – XIX Festival Internazionale di letteratura resistente”, a Pitigliano dal 18 al 30 agosto: una rassegna liquida, capace di scivolare dalle sale espositive dei Granai della Fortezza Orsini ai gradini delle Macerie, incanalandosi ostinata tra i vicoli del centro storico e gli ambienti scavati nel tufo della libreria Strade Bianche, adattandosi disinvolta alle platee più discordi e dissonanti. Leggi il resto dell’articolo »



Fresco di Stampa…

8 08 2020

appuntamento a Pitigliano…

“Il libro col sangue letterario dentro, in ogni pagina, in ogni disegno, con trama mozzafiato. Mica storytelling all’acqua distillata per proporre il Nulla. Poi, se non lo avete ancora fatto, senza però comprarlo che sarebbe un delitto, leggete qualche pagina del Colibrì, e capirete il Nulla letterario di cui parlo… parola di Marcello Baraghini… storico “editore all’incontrario”….



Tu con chi stai?

5 07 2020

Paolo Rausa, a proposito di Mario e della sua ILiade… e della scelta di Ettore. Una bella riflessione, sulla sua vita messa in gioco per tutti noi…

“Mario Trudu/Ettore, Mario Trudu/Ulisse, due personaggi leggendari ed eroici che popolano fra i tanti questi due poemi, trascritti da Omero e dagli aedi che con lui e dopo di lui hanno decantato le gesta eroiche di squaw pelle di luna, canta Battiato. Credo che in questa dualità dei personaggi ci sia tutto Mario e anche oltre, ovviamente. Quegli eroi hanno riempito anche la nostra fantasia giovanile. Tu con chi stai? Non so se è un caso, forse no, ma anch’io stavo con Ettore, come Mario. Non capivo bene perché allora. Forse lo consideravo più umano, più simile a noi, con una famiglia, la moglie che lo attende con il figlioletto in braccio alle Porte Scee, per salutarlo – intuisce – per l’ultima volta. Anche Ettore sa che il suo destino è segnato eppure, per amor di patria, non rinuncia a combattere, a fare il suo dovere. Come Mario, Ettore si batte per tutta la città. Leggi il resto dell’articolo »



Due grandi sardi…

5 07 2020

Vittorio da Rios accosta Mario Trudu ad Antonio Gramsci. Un accostamento che avrebbe commosso Mario… Ascoltate:

“Un altro grande sardo, un intellettuale con l’eroico nel proprio DNA come lo definiva il Maestro Gerardo, vale a dire Antonio Gramsci, patì sofferenze inaudite in carcere. Il corpo piccolo e un po’ deforme di salute assai cagionevole occhi di un azzurro quasi metallico penetranti come lo definì Gobetti nel 1924 in “la rivoluzione Liberale” . Ricorda Gramsci quando nel carcere di Palermo durante un “transito” da un carcere all’altro fu presentato a un detenuto Anarchico che gli chiese: “Gramsci Antonio?”. “Sì, Antonio”, rispose Gramsci. “Non può essere” replicò il detenuto Anarchico. “Perché Antonio Gramsci deve essere un gigante e non un uomo cosi piccolo”. Anche il brigadiere della scorta si immaginava Gramsci “Ciclopico” ed era molto disilluso da questo punto di vista, ma poi non rinuncia a esibirgli la sua variopinta cultura da autodidatta, e a un certo punto comincia chiamarlo “maestro”. Leggi il resto dell’articolo »



L’Iliade di Mario Trudu. Fra eroi e battaglie, una vita che non conosce resa

29 06 2020

Su’ scriere est bellu unu donu / ti prenat de amore e de bellesa / est romanticu rumorosu sonu / est poesia est vida chene resa. // In costu logu si no l’area connotu / su tempus are passadu tristemente / chene risu, ma lagrimas a fiotu / ca in profundhu vivendhe so comenten // a Tiresia in su regnu de su scuriu / agantu no esistit ne note ne die / ca passadu de s’oltretomba su riu / ite terrore, su logu fritu, est che nie…

Lo scrivere è un bel dono / ti riempie di amore e bellezza / è un romantico, rumoroso suono /
è poesia, è vita che non conosce resa. // In questo posto se non l’avessi mai conosciuto / il tempo l’avrei passato con tristezza, / senza sorriso, ma lacrime a fiumi, / perché nel profondo sto vivendo come// Tiresia, nel regno dell’oscurità, / dove non esiste né il giorno né la notte / perché attraversato il fiume dell’oltretomba, / che terrore, il posto è freddo, è come la neve…

Difficile, per me, trattenere il pianto, rileggendo questi versi con cui Mario Trudu (ne ho parlato tanto… l’eterno ergastolano che un sistema feroce e ingiusto ha lasciato morire dopo quarant’anni di carcerazione assoluta, senza la pietà di lasciargli rivedere la sua casa, nemmeno per il respiro di un attimo, quando già gravemente malato…) chiude il suo ultimo libro. Che è struggente e inconsapevole (forse) testamento, ma anche potente manifesto letterario…
Quale più bella definizione dello scrivere, questo “romantico e rumoroso suono”, che è “vita che non conosce resa”. E la forza dell’animo che non conosce resa tutta esplode nelle pagine di questo suo ultimo libro di cui voglio parlarvi oggi: “La mia Iliade. Un’odissea di quarant’anni a inseguire la vita”, edito da Strade Bianche di Stampa Alternativa.
Mario conosceva a memoria il poema di Omero, Leggi il resto dell’articolo »



Il Nobel che meriterebbe…

25 06 2020

La mia Iliade—- il sogno di Mario Trudu

40 anni a inseguire la vita… 



Mario Trudu, la sua Iliade e il premio Stregone

25 06 2020

Beh, che dire, c’era da aspettarselo… da quello strepitoso editore all’incontrario che è Marcello Baraghini. L’aveva promesso ed ecco che ci siamo. Esattamente fra una settimana, la sera del 2 di luglio, in contemporanea con la serata finale del premio Strega, verrà ufficialmente proclamato il vincitore della terza edizione del premio Stregone.
E sarà l’ultimo libro di Mario Trudu “La mia Iliade”, di cui vi parleremo. Libro purtroppo postumo. Mario è morto, dopo quaranta anni di carcerazione senza l’alito di uno spiraglio, nell’ottobre dello scorso anno. Nell’ospedale di Oristano, dove era stato ricoverato quando ormai era troppo tardi, nonostante le sollecitazioni, le richieste, le denunce perché, ammalato da tempo, ricevesse le cure necessarie, e in una struttura adeguata. I “no”, le “distrazioni”, le lentezze sono stati l’ultimo accanimento nei suoi confronti.
Di Mario Trudu Marcello Baraghini si era da subito innamorato,
fin da quando, ormai quasi una decina d’anni fa, gli avevo portato i primi manoscritti. Riconoscendo la forza della sua scrittura, di pensieri e parole vergati col sangue, che è l’inchiostro della vera letteratura. Tutto il sangue, nel bene e nel male, di una vita senza un attimo di quiete.
E del colore del sangue è questa sua Iliade, che Natalino Piras nella prefazione definisce libro “meraviglioso, immenso”. Leggi il resto dell’articolo »



Cavalcando in groppa a un Gatto

24 02 2020

Per chiudere febbraio, mese, come si sa, dei gatti e delle streghe, lascio la penna tutta al Gatto, Gatto Randagio. Ad autocelebrarsi, se vuole, visto che si è fra l’altro appena celebrata la festa dei gatti… e a ben ragione…

“Lo sentite? Il mio è un miagolio che arriva dalla notte dei tempi… carico del peso di tutto quello che la storia dell’uomo ci ha buttato addosso in un’estenuante altalena… adorati come divinità o temuti come servi dell’inferno…
Tutte cose per nulla semplici da portare e sopportare. E di cui noi gatti, diciamo la verità, siamo un po’ stufi. Ne abbiamo discusso giusto domenica scorsa al raduno che teniamo la prima domenica di ogni mese. Ma siamo arrivati, per ora, alla conclusione che c’è poco da fare. A voi umani proprio non va giù la semplice verità: a questo mondo esistono persone (sì, persone) infinitamente più intelligenti e sagge di voi. Capaci di attraversare le ere e i mondi, capaci di sonni e sogni senza fine (e senza bisogno di ricorrere a sonniferi), di guardare il vostro mondo agitato, e con serena saggezza sorridere di voi, così impastoiati nelle miserie di cricche, compromessi e mediocrità. Leggi il resto dell’articolo »



L’Iliade di Mario Trudu

26 01 2020

Da quel maestro, editore sempre controcorrente, di Marcello Baraghini, un annuncio che ci riempie di gioia… Pubblicherà il prossimo libro di Mario Trudu: La mia Iliade… Travolgente e stravolgente… leggerete… Intanto:

“Stavamo pensando, in redazione, alla terza edizione del nostro Premio Stregone, mentre nani e ballerine al suono di trombe e trombette già stanno, più o meno velatamente, annunciando il possibile vincitore del Premio Strega, quello più prestigioso, e più inciucione, che sopravvive grazie alle “veline” giornalistiche e poi alla diretta televisiva tutta dentiere smaglianti e “magna magna”…
Pensavamo a un rilancio, del quale avremo modo di parlare, quando ci è piovuto un fulmine sulla testa. Un fulmine chiamato Mario Trudu, giunto a noi attraverso Francesca de Carolis che, quando l’abbiamo incontrata al Partito Radicale in occasione della due-giorni per i 50 anni di Stampa Alternativa, ci ha sottoposto la sua ultima opera. Leggi il resto dell’articolo »



LA LEZIONE DI UN ERGASTOLANO

24 12 2019

autoritrattoLa sera di due mesi fa (era il 24 ottobre) la morte ha liberato dall’ergastolo Mario Trudu. Un uomo, uno scrittore, lo dipinge Maria Rosa Tabellini, che lo ha conosciuto a San Gimignano, suo “studente” nel laboratorio di scrittura del carcere, e ha dedicato a lui questo intenso scritto, bellissimo racconto. Con il quale vogliamo ricordarlo questa sera di Natale, che tutti speravamo Mario potesse trascorrere nella sua casa…

“Era un uomo che assomigliava a un albero: la stessa scorza ruvida a ricoprire un interno più tenero e chiaro, dove i cerchi concentrici segnano gli anni. Un uomo simile a un albero della sua Sardegna: uno di quegli alberi che, spinti dalla forza inesausta del vento, si abbassano verso il suolo, e continuano, pur così affaticati all’apparenza, a portare foglie e rami, e a sprigionare i profumi aspri della natura, talvolta coi rami feriti o bruciati dagli incendi originati dalla calura implacabile o più spesso dalle faide interminabili. Era un uomo che nutriva per la natura un amore primordiale, radicato attraverso chissà quanti strati di esistenze passate sulla sua isola. Era un uomo che coltivava l’arte antica dell’intaglio nel legno, creando piccole figure di animali in cui racchiudeva la sua vita; un uomo che aveva imparato il disegno dal tratto sottile: incisioni nette che tuttavia non ferivano il foglio, ma lo accarezzavano con la bellezza delle figurine precise e al contempo delicate: un cavallo fatto di piccoli punti che si staglia sul foglio, un paesaggio depositato nella memoria, un volto, il proprio volto come era, o forse come sarebbe stato se la strada della vita non fosse diventata a un tratto così stretta e chiusa e tortuosa. Un uomo, infine, che aveva il dono della scrittura: aspra e vigorosa e fiera anche di quel suo stile, non sempre canonico (ma non c’era niente di canonico in lui), che – diceva – lo rappresentava nel suo essere autentico. Leggi il resto dell’articolo »