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    Un appello

    Questo è un appello urgente. Lo scrive Giggetto, il gatto quasi randagio che frequenta la mia casa. Ma che soprattutto abita il giardino condominiale tre piani più giù… Mi ha chiesto la parola, e volentieri gli lascio la penna…

    Buongiorno,

    So che ci sono cose che possono sembrare più importanti…
    ma oggi chiedo la parola a nome del mio giardino. Del nostro giardino. La verità è che ogni pianta, ogni albero, ogni arbusto, avrebbe qualcosa da dire… troppe voci, forse, e poer questo hanno delegato me, al termine dell’assemblea di ieri notte. Sì, ci siamo ancora riuniti, dopo le ennessime scapitozzature e le ennesime ferite al nostro verde. E’ vero che è più o meno tempo di potature… ma a tutto c’è un limite…
    Ieri notte, dunque, abbiamo tenuto un’assemblea, io ho preso appunti, e sono stato delegato a mettere nero su bianco quello che tutti hanno approvato. Ecco.
    Praticamente uguale a quello approvato nell’assemblea di dicembre. Con qualche riflessione in più…

    “Cari tutti, chiunque ci voglia ascoltare (ma qualcuno ci vuole ascoltare?)
    Siamo stanchi di essere tagliuzzati, sagomati, potati a volte anche fuori tempo, anche quando non necessario…
    Per carità il colpo d’occhio qui rimanda comunque a un bel giardino. Ordinato, certo…
    Permetteteci di aggiungere: “troppo”!
    Nell’ordine c’è qualcosa di micidiale: nulla deve vivere dove non gli è consentito. C’è qualcosa di malato nel bisogno di ordine, pensiamo ogni mercoledì, guardandoci intorno… Esasperati forse un po’ dal rumore del tagliaerbe e di quell’altra diavoleria a motore di cui la tecnologia ha fornito i giardinieri per spazzare via le foglie morte, che ormai non vengono più lasciate sul terreno a divenirne, marcendo, nutrimento… Per carità, troppo sporco, troppo disordine… E poi via con seghe e falciasiepi, per irreggimentare arbusti e alberi in forme squadrate… Che nessuna foglia, per carità!, esca dal perimetro che alla pianta è stato assegnato…
    Nel furore del rigore geometrico, capita che cadano rami ancora in fiore. Sarà pure vero (ma secondo quale scuola di pensiero?) che ogni due anni vada potato, come ci ha obiettato una volta giardiniere, ma il cespuglio della Kerria, quella specie di gelsomino giallo, qualche anno fa era un’esplosione di gettiti luminosi. Si stringe il cuore a vederlo ora ridotto a un piccolo bozzolo giallo-verdolino. Passandovi accanto, la sua voce arriva esilissima, e sa di pianto…
    Sia chiaro, non ce l’abbiamo personalmente con i signori giardinieri che sarebbero pure persone simpatiche… ma qualche nozione di giardinaggio, che dite? Siamo disposti anche a fare una colletta per pagarglielo, un maestro giardiniere…

    Coraggio, un pò d’attenzione. Avvicinatevi ai pitosfori, con le loro foglie tagliuzzate, bruciate, appassite… non fanno in tempo a riprendersi che zac! D’estate e d’inverno, sempre la stessa storia… Diciamo la verità, sembrano bordare i viali di un cimitero…
    Spostatevi verso l’ingresso: vedete quegli steli mozzati? Tenetevi forte. Sarebbe quella la Kerria Japonica! Che se lasciata in pace sarebbe un’esplosione di rami e fiori a cascata… volete chiederlo voi ai nostri giardinieri perché sentono costantemente l’esigenza di mozzarne la crescita? E poi… vedete quel cespuglio-palloncino verde sul vialetto del giardino segreto. Sarebbe una bouganville !?… Sì, una bouganville!, che mai ha avuto il piacere di fiorire come una bouganville normalmente fiorisce… lasciata lì al bordo di un viale, poi, senza nulla cui arrampicarsi… ma l’hanno mai vista i nostri giardinieri una bouganville? E quell’ibisco? Un brivido solo a guardarlo…
    Ci fermiamo qui. Pensiamo possa bastare… Non vogliamo neanche parlare del resto…
    Diciamo la verità, non li abbiamo mai visti, i nostri giardinieri, curare una pianta malata, occuparsi di noi con attenzione, mai una carezza, mai una parola… Insomma, per noi è tutto molto triste. E quanto tremiamo di paura, all’alba di ogni mercoledì!…

    Potete per cortesia regalare ai nostri giardinieri un bel libro di botanica? O anche solo uno dei tanti bellissimi racconti di giardini… sapete, se lo facciamo noi potrebbero prenderla come polemica e…
    Ah, naturalmente all’assemblea di ieri sera con noi erano anche tutti gli uccelli che qui vivono, a volte traumatizzati anche loro… ricordo un nido, un grande nido, che chissà quanto impegbno c’era voluto a costruirlo… falciato via insieme ai rami… Uccelli stanziali o di passaggio. Erano con noi. Anzi, sono stati due di loro, due dolcissimi merli, a fare un giro nelle librerie per portare qualche idea a proposito di libri da regalare ai giardinieri… Suggeriscono ad esempio “Nel giardino della Bibbia”. Perché nella Bibbia, sapete, sono citate una novantina di specie vegetali, ed è la prima descrizione di giardino come luogo di armonia e di bellezza. Magari inizieranno a vederci anche loro, i giardinieri, in una nuova luce.

    Sentiamo già qualcuno sbuffare… con tutti i problemi che ci sono… anche nel mondo!
    Ci permettiamo… tutto si tiene… il vivere in armonia e giustizia nel mondo passa attraverso tutto, ma proprio tutto ciò che vive sulla Terra. Se si pensa che tutto sia nella nostra disponibilità, piante, animali, persone che riteniamo meno degne (si .. c’è un filo che lega tutto..)e se ne fa quel che si vuole, senza cura, senza rispetto e attenzione, senza amore… il mondo è destinato a scomparire… Ma nonostante tutto, ancora vogliamo credere che la buona cura di un giardino, possa essere buon esercizio per la cura del mondo.

    Vogliamo fare qualcosa?

    firmato

    Le piante, i cespugli, i (pochi) fiori del vostro giardino


    Ecco, esattamente questo, mi hanno chiesto di mettere per iscritto nell’assemblea di ieri sera. E sono d’accordo con loro. Io che passo quasi tutto il giorno fra i loro piedi… e vi assicuro, a volte, i cespugli, li ho sentiti piangere…
    Armonia e bellezza, chiedono… che ha poco a che fare con la mesta pulizia squadrata e bruciacchiata che imbriglia il nostro giardino…


    Gigetto (il gatto a righe, quello con la coda un po’ cicciotta)

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