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    Abissi

    Un pensiero, per salutare aprile, il più crudele dei mesi. Che ancora genera, come disse il poeta, lillà dalla terra morta. E ancora risveglia desideri sopiti. Affidando il ricordo di aprile allo sguardo di questo mostro marino. Che dall’abisso nasce e sull’abisso spalanca la sua fame di vento. Ma non sa, se davvero ruggire. Vedete? Basta fissarlo diritto negli occhi, che appena sfuggono. E la fessura di un dente appena sbilenco, proprio non riesce a trattenere un sorriso nascosto. Un saluto ad aprile, dunque, con questo sguardo nato da un tuffo nell’acqua di Arianna Papini. O forse da un volo nei cieli delle sue tele, affollate di pesci fuor d’acqua. Che pure, fuori dall’acqua si muovono, sguazzano, si confondono e ci confondono. Attraversano in  silenzio tratti di cielo. E sono farfalle, e sono colombe, e sono bambini. Uomini, a volte. Che come aprile ancora, crudelmente, teneramente, mescolano memorie e desideri…(Abissi, acrilico su tela, cortesia di Arianna Papini)

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