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    Le parole nelle mani…

    Raccontare con le parole e con le mani è un cofanetto che raccoglie piccoli dialoghi, filastrocche, ninne nanne, … brevi storie pensate per piccoli italiani e stranieri, udenti e sordi, segnanti e non… in linea con il coraggioso e affascinante progetto editoriale della casa editrice Sinnos. Mente e autrice ne è Marisa Bonomi, psicoterapeuta infantile, che per aiutare a comunicare un piccolo sordo, italiano o straniero che sia, ha scelto la dimensione del racconto, la via, dice in qualche modo, per arrivare al cuore, per costruire un varco che è anche fra culture. E la lingua dei segni, in queste pagine, fa da ponte fra l’italiano, l’indi, l’arabo… Una lingua importantissima, questa lingua dei segni. Per un bambino sordo strumento ben più naturale per comunicare, per costruire un ponte, soprattutto, fra mamma e bambino, un ponte di parole che nascano fra loro leggere… Peccato, ricorda Bonomi, che questo prezioso strumento sia piuttosto osteggiato, soprattutto in Italia, dove il bambino sordo è un bambino malato, dove la risposta tende ad essere quella medica. Dove si vorrebbe che si imparasse subito, e presto, a parlare… che una società di udenti vuole tutti adeguati al suo unico linguaggio. E a volte può anche essere un risultato raggiungibile, ma non sempre lo è… sicuramente non lo è per un bambino molto piccolo… e allora perché perdere del tempo prezioso per imparare parole… Raccontare, dunque, con le parole e con le mani… (…) Un lavoro davvero multilingue, in senso molto ampio: in tre lingue, più la lingua dei segni sono tradotte filastrocche che appartengono ai diversi paesi, e l’intreccio di lingue e culture diverse, con cui comunque noi oggi ci troviamo a confrontarci, può portarci a vedere in una prospettiva inconsueta anche i nostri bambini sordi. Come? Come una minoranza, la risposta, quasi come i bambini stranieri, che abbiano, almeno, i loro stessi diritti, che venga riconosciuta la loro grande ricchezza culturale. Raccontare, dunque, con le parole e con le mani, che molto aiuta il bambino, se accolto anche in questa espressione, a non sentirsi diverso… Cari genitori, dice Bonomi, lasciate che il vostro bambino sia quello che è… e siate felici con il vostro bambino… cantate loro le filastrocche del proprio paese, scambiatevi le filastrocche dei paesi di ciascuno… Ma come tradurre il dattero del legno con cui è fatta una culla tamul? Niente paura, ci sono lingue dei segni ben più ricche della nostra. Il vocabolario dei segnanti americani, ad esempio. A sfogliarlo bene, ci si trova di tutto, anche le parole per dondolare culle di legno di dattero… Filastrocche, piccole storie e brevi fiabe. E, anche, le tante storie dei bambini che Bonomi ha incontrato, e tante volte curato. La storia di un bambino pachistano, ad esempio, cui mancano le parole, cui mancano anche i gesti… ma con il disegno di un omino senza una gamba, un omino a metà, quel bambino ha mostrato tutta la sua sofferenza psichica… e poi, imparando ad avere le   parole,  le parole delle mani, ha trovato la sua strada. Raccontare con le parole e con le mani è una pubblicazione anche ricca di  illustrazioni, l’autrice Cristina Pietta. I disegni sono molto caldi, direi che sanno di gesso e di lavagna… Sembra siano piaciuti davvero tanto alle mamme e ai loro bambini, che, dicono, hanno continuato a sfogliarli, a sfogliarli, a sfogliarli….

    Raccontare con le parole e con le mani, Marisa Bonomi, ed Sinnos. Disegni di Cristina Pietta

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