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    Non si ferma questo treno…

    La nostra vita… ogni giorno una corsa… E così il nostro tempo rotola, rotola senza sosta, come su un treno lanciato a tutta velocità. Ma qualcosa, qualcuno a volte c’invita a fermarci… e così ha fatto Cleonice Parisi, favolista spirituale, con il suo racconto “Non si ferma questo treno". Una favola per riflettere un po’ su noi e sulla nostra vita, che va avanti, va avanti senza sosta… E questo è un invito a raccogliere il suo invito, con questo racconto che parla in favolese, come sa fare la mente che dell’anima ha visitato il paese…  "Correva correva il treno lungo i suoi binari…,ma a un tratto cominciò a camminare come se avesse il freno tirato, dopo un po’ il motore andò sotto sforzo e ci fu un forte botto.“Cosa succede!” disse il macchinista. “Che storia è questa, chi ha tirato il freno…!?  non può fermarsi questo treno!” Il macchinista era fuori di sé dalla rabbia, scese dalla locomotiva con passo deciso, e prese a perlustrare prima le rotaie, e poi le ruote… ed ecco, infine capì cosa aveva fermato la corsa del suo treno: del fieno ... Sì, proprio così del semplice fieno, che si era talmente arrotolato attorno alle ruote, da diventare di ostacolo al movimento del treno. Il macchinista era adirato, il suo treno era sempre puntuale ed ora avrebbe avuto un ritardo sulla tabella di marcia La cosa era inammissibile! Restò seduto ad osservare quell’incredibile groviglio di fieno, cercando di capire come liberare le ruote. “Potrei bruciare il fieno! Ma ci vorrebbe della benzina e poi con una sigaretta potrei appiccare il fuoco, oppure potrei …potrei…”Il macchinista pensava ad voce alta, quando improvvisamente un pastore seguito da un rumorosissimo gregge di pecore, gli si avvicinò e gli disse: “Amico, …se vuoi potrei darti una mano, per le mie pecore quel fieno sarebbe un pasto e tu risolveresti così il guasto”. Il macchinista sorrise alla semplice soluzione del vecchio pastore, … e acconsentì con un cenno del capo. Al un segnale del pastore le pecorelle accorsero giulive e in quattro e quattr’otto, liberarono le ruote del treno dal fieno. Ora il treno era pronto a ripartire più veloce che mai. Il macchinista era felice, pieno di gratitudine si voltò per ringraziare il pastore… e solo allora si rese conto dell’irreale silenzio che si era fatto intorno a lui e che il pastore e il gregge non c’erano più… Il macchinista prese a cercarli lungo l’orizzonte chiedendosi, come potessero essere mai spariti nello spazio di un istante,…. era ancora confuso mentre li cercava, quando sentì il suo cuore commuoversi alla vista di quel meraviglioso paesaggio, immense distese di fiori variegati e profumatissimi riempivano l’orizzonte. Fu rapito da tale bellezza… il tempo di un istante da favola…  E quando ritornò a sé ,si sentì come rigenerato, pensò che quella sosta aveva sì fermato la corsa del suo treno, ma  ora sentiva d’aver il cuore pieno.  Il macchinista che si mise a correre nel prato, raccogliendo fiori, era come tornato bambino… felice… e libero. Ripartì solo quando ebbe adornato ogni cabina del suo treno. Che riprese il suo viaggio… o sarebbe meglio dire la sua passeggiata, perché il macchinista da quel giorno decise che la sua locomotiva non avrebbe più corso tanto veloce… Morale della favola: "Non aspettare che sia la vita a frenare il tuo treno in corsa, rallenta tu e vivi l’attimo. Ogni uomo è un treno in corsa, sino a quando una fermata non ci viene imposta, ricordati del treno che aveva come freno il fieno e che grazie a quella sosta imposta, capì che la ricchezza della vita non era nella corsa, ma nel saper godere della sosta.”

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