a proposito di sirene…

19 11 2018

sirene in piscinaE a proposito di sirene, mi permetto di riprendere l’intervento di Vittorio da Rios… sempre pieno di riflessioni e indicazioni… questa volta pieno, anche di dolcezza… con un grande grazie… ecco:

Le Sirene. Le Sirene in fondo stanno sempre nel nostro inconscio, presenti e a cui ci rivolgiamo quando l’odierno squallore ci è insopportabile.Icona dell’opera di Omero fonte di inganni e tribolazioni per Ulisse.Figura della mitologia greco-romana rappresentante in aspetto di donna giovane e bella nella parte superiore del corpo e di uccello nella parte inferiore.solo nel medioevo in poi rappresentata invece con la parte inferiore a forma di pesce.Cui si attribuiva un canto melodioso e incantatore che attirava i naviganti per fargli perire nei gorghi del mare. Mitologia continuativa e prodroma degli effetti degenerativi fino all’oggi nel considerare l’universo femminile fonte e causa del “peccato”tentatrice e corruttrice dell’uomo.Di cui i testi fondativi le tradizioni religiose per irrazionali e dogmatiche interpretazioni ne sono causa e fonte principale. Mio padre che non aveva letto Omero né aveva sentito il bisogno di comprendere la mitologia greca-romana,aveva però una sua idea positiva da saggio e pratico contadino delle sirene che non avevano i denti aguzzi ne erano portatrici di inganni e distorsioni tra uomo e donna, e portava un grande rispetto.quanto attenzione. Leggi il resto dell’articolo »



tante sirene dai denti aguzzi

19 11 2018

sirene...Lo ammetto… ogni settimana, appena arriva la rivista Internazionale (siamo abbonati), io e il Gatto corriamo subito alle ultime pagine per leggere, ebbene sì, l’oroscopo di Rob Brezsny. Divertenti, provocatorie, fuori dall’ordinario, le previsioni-profezie dell’astrologo americano…
Come tutti quelli che fingono di leggere senza crederci o sperarci appena un po’, spesso ci troviamo alquanto spiazzati… Ma questa settimana forse era proprio quello che ci serviva per rianimarci un po’… O almeno così abbiamo creduto…
Vi leggo. Pesci:

<Hunter S.Thompson, creatore del cosiddetto giornalismo gonzo, cioè ironico e molto personale, non sempre era stato così folle. All’inizio della sua carriera si sforzava di usare una prosa seria e misurata. Quando decise di rinunciare a quello stile per un altro più disinibito, disse che era stato “come cadere nella tromba di un ascensore e atterrare in una piscina piena di sirene”>.

Per noi Pesci, dunque, Brezsny vede e prevede che in futuro ci accadrà qualcosa di simile. Metaforicamente parlando, ovvio.
Stupefacente, abbiamo pensato! Sembra abbia percepito, il Brezsny, qualcuno rimbrottarci… “non se ne può più… a randagiare sempre fra i vicoli delle nostre miserie quotidiane… a rimestare cupi fra i rifiuti di prigioni, campi rom, mattarelli, migranti… il troppo insistere su certi argomenti, non è detto aiuti sempre la causa…”. E ancora… “il tema che piace tanto a te può piacere meno a chi ti legge…, e un po’ di attenzione sarebbe anche bel gesto di democrazia comunicativa…”
Noi, io e il Randagio, ci siamo confusi… e Leggi il resto dell’articolo »



Canto di ferragosto….

15 08 2016

sirenettaSarà il caldo… sarà il mare… Un vizio di mezz’agosto: scorrere pagine di appunti presi nel tempo sulle Sirene, che è miraggio che tutti, diciamo la verità, abbiamo cercato, scrutando l’orizzonte. Proiezioni di sogni, affascinanti e oscuri, dentro di noi…
Vedete? Quel riflesso guizzante sulle onde… Già vi tendete, sperando, e temendo, di sentire arrivare il canto, ma… “Ora, però, le sirene hanno un’arma ancora più fatale del canto, il loro silenzio”. Così Kafka, che arriva a squarciare, con i lividi lampi delle sue visioni, verità a noi contemporanee. Come solo i profeti sanno fare. Un silenzio, ci suggerisce Kafka, anche antico, se, rileggendo la storia di Ulisse, ipotizza che l’eroe greco “credette” che le sirene cantassero, ma non udì il loro silenzio… mentre “mai così belle, si tesero e si torsero, lasciarono ondeggiare liberi nel vento i loro orridi capelli. Aprirono, nudi, gli artigli sulle rocce. Non volevano più sedurre, volevano soltanto afferrare, finché era possibile, il riflesso lucente degli occhi immensi di Odisseo”.
Per capirne qualcosa, e attraversare la storia degli infiniti riflessi lucenti che le sirene avessero nel tempo afferrato, sono finita per inciampare in un fantastico testo: “Il libro delle Sirene”. L’autrice è Meri Lao, donna che vive a cavallo fra più mondi e più complessa e ricca e profonda non si può… Leggi il resto dell’articolo »



sirene…

15 08 2015

“Regina: – Puoi dire la verità o mentire, bambina mia, non ingannerai nessuno e offrirai agli uomini la cosa che odiano di più
Ondina: – La fedeltà?
Regina: No. La trasparenza. Ne hanno paura. Sembra il loro peggior segreto. Quando Hans vedrà che non sei un rimasuglio di ricordi, un cumulo di progetti, un mucchio di impressioni e volontà, avrà paura. e tu sarai perduta. Credimi. vattene, salvalo!”

aprendo a caso “Il libro delle sirene”, di Meri Lao



Shukran…

4 11 2014

Tornando da un viaggio… giù giù sul mare d’Egitto, Daniela Morandini, che è mia cara amica, mi porta il regalo di questa bella fiaba… che io ora a voi regalo….

“Era sceso da quella  barca sulla quale era stato dipinto da un pittore antico. Entrò in mare come se non ne fosse mai uscito, mentre i trigoni volavano via per lasciarlo passare. Quando risalì, la prese per mano e la portò sott’acqua. Mani lunghe, scure.

Scesero  dove il dugongo, sirena ancor prima del mito, fece loro un cenno col capo,  e i delfini rallentarono la corsa. Arrivarono ancora più giù, e le tartarughe smisero di brucare.. Lei si lasciò portare. Lui la guardò come se volesse entrare nell’anima. Occhi liquidi, scuri.

Attraversarono una foresta viola : le alghe si inchinarono e i coralli cambiarono colore. Si fermarono dove la luce tagliata dall’acqua moltiplicava gli sguardi. Lui le chiese se voleva restare ancora. Lei scosse la testa. “Shukran,” disse lui e, accennando  una melodia remota, tornò su quella barca dove era stato dipinto da un pittore antico.

“Grazie” rispose lei, poi  pianse ma, in mare, le lacrime non si vedono.