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    4 poeti per 4 paesi…

    Un invito, giovedì 13, alle 19,30, al numero 90 di piazza Navona. Alla libreria spagnola. Per incontrare i poeti ispanoamericani di Gattomerlino Edizioni.

    4 poeti per 4 paesi. Intanto i nomi: Rolando Kattan, dell’Honduras, Janet Nunez, colombiana, Leonardo Garet, Uruguay, e il messicano Marco A.Campos. A parlarne il poeta Carlo Bordini, Martha Canfield, poeta e traduttrice, che fra l’altro insegna lingua e letteratura latino ispanica a Firenze, e Piera Mattei, che della Gattomerlino è fondatrice, curatrice… l’anima insomma. Piera Mattei, che è poeta, critico, e ha tradotto autori come Cesar Vallejo, Emily Bronte, Emily Dickinson… e che qui mi piace ricordare come la fatina a cui ho pensato la prima volta che l’ho vista, Piera. Minuta e cortese, d’una cortesia profonda d’altri tempi. Dalla voce sommessa e delicata, quasi un filo, ma di parole profonde e attente. Per seguire tracce e intrecci di vita. Un segugio, sulle tracce della poesia. Che acciuffa camminando fra i sentieri del mondo per poi restituircene la voce… soprattutto nuove voci internazionali. Autori, dice, che aiutano a uscire dal circolo della poesia italiana, che spesso fatica a confrontarsi con il mondo. Una buona occasione per farlo, dunque, questo 13 febbraio, con gli ultimi autori tradotti e accolti dalla casa editrice, Gattomerlino.

    Ascoltateli dunque. Nell’incontro, la lettura di pagine (…) di “Nessun luogo che sia mio” di Marco Campos, per avvicinarsi ad una delle voci più intense della poesia latinoamericana contemporanea. E poi, “A volte muoio”, dove, parola di Eloy Santos, Janet Nunez si trasforma nell’avatar di Alice di Carrol;  “Celebrazione” di Leonardo Garet, “voce ricca di visioni che vengono dal quotidiano, che è il comune terreno degli uomini”. Infine, ultimo accolto nella casa editrice, “Animale non identificato” di Rolando  Kattan, “poesia fondamentalmente riflessiva, che usa per esprimere il pensiero immagini nette e forti, quasi completamente libera da riferimenti autobiografici, dotata di scarsi sfumati sentimentali, mi è giunta- è Piera Mattei che parla- con grande evidenza, obiettiva, semplice e profonda, come credo debba essere la poesia”.

    A margine, mi permetto una nota molto molto personale. Gattomerlino è il nome di un gatto che è stato tanto amato… Giusto in questi giorni, leggendo di Paolo de Benedetti, il teologo che si interroga sulla “vita eterna” degli animali… bèh, io che quasi quasi ne sono già convinta, sono sicura che Gattomerlino ogni tanto ritorna a passeggiare fra le strade di questo mondo, giusto giusto in questi giorni, lo vedete? Nelle vesti del gatto messicano che ci guarda da questa locandina…

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