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    Abbecedario

    Un racconto, che è memoria, di Daniela Morandini. Ascoltate…

    R come rana, i come isola, f come foglia, u come uccello, g come gatto, i come Italia, o come orso. Era scritto con la vernice su un muro di via Castiglione, sopra ad una freccia che ordinava di andare verso chissà dove. Era più o meno davanti al Galvani, il liceo che fu di Pasolini e dello zio Carlo. Poco prima del vicolo della Dame, dove suonava Guccini.
    Io, che sono nata undici anni dopo la guerra, un tempo biblico, e che da poco cominciavo a leggere e a scrivere, passavo spesso lì davanti, sempre accompagnata, naturalmente.
    A b c, i fondamentali.
    Un giorno, i come, le rane, le isole, le foglie, gli uccelli, i gatti, l’Italia e gli orsi scomparvero. Le lettere si abbracciarono e io lessi: rifugio.
    Ma perché nascondersi? Da chi, da che cosa si doveva scappare? Da un mostro, da un brutto sogno, da un assassino?
    Mi spiegarono che quando c’era la guerra, gli aeroplani sganciavano le bombe, che ammazzavano e distruggevano tutto. Una sirena preannunciava il loro arrivo e allora si scappava nei rifugi, una specie di cantina. Si stava lì, al buio, finché non se ne fossero andati.
    Ecco perché quando mia madre sentiva quel suono nei film alla televisione, si tappava le orecchie e andava in un’altra stanza.
    Mio padre invece mi raccontò di quando, dopo aver sentito la sirena, prese il fratellino piccolo, lo zio Carlo, lo caricò sul manubrio della bicicletta, per portarlo al rifugio, proprio in via Castiglione. Andarono a sbattere contro un fittone , che a Bologna è una specie di paracarro a forma fallica, per non far entrare le macchine sotto ai portici. Comunque non andò male: non furono sventrati dalle bombe, si sbucciarono le ginocchia e presero due sberle dalla loro madre, cioè mia nonna, per aver storto la ruota.

    R come rana, i come isola, f come foglia, u come uccello, g come gatto, i come Italia, o come orso. L’abc.
    Oggi quella scritta in via Castiglione è protetta da un vetro. Per non dimenticare, dicono coloro che l’abc hanno scordato.

    Daniela Morandini

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