Partendo dalla storia di Silvano, la Storia…

30 01 2020

Ancora una bella lezione di Storia, e non solo, che arriva da Vittorio da Rios. Infinitamente grati…

“Partendo dalla Storia tragica di Silvano, che è storia di milioni di creature che hanno incrociato i loro destini con il più abominevole e disumano dei periodi nella storia millenaria dell’ominide: il “secolo breve”, dove si sono praticati e compiuti crimini di tale efferatezza mai prima conosciuti. L’uccidere, lo sterminare l’altro, non solo come nemico da annientare (il compito delle guerre e di chi le comanda e le pratica, assassinare e uccidere), ma l’annientare l’altro in quanto “altro” per etnia, per storia, per condizione biologica, per idee politiche, per fede religiosa, o in quanto essere portatori di handicap. Il “collasso Morale” come lo definì Hannah Arendt. Leggi il resto dell’articolo »



“Dal ritorno”. La vita rimasta laggiù…

27 01 2020

Oggi che in troppi sembrano dimenticare…

«Caro Silvano, quando ci siamo incontrati, una sera di dicembre, mi hai chiesto di accompagnarti. Volevi tornare laggiù, nel luogo di cui sei sopravvissuto. Io sono sempre laggiù, mi dicevi. In vita, solo, nell’incredulità dell’esistenza. Abbiamo iniziato il viaggio. Sei dovuto sopravvivere, di nuovo».
Silvano Lippi che, ufficiale dell’esercito durante la guerra, era stato nel 1943 in Grecia, e dopo aver rifiutato l’adesione alla Repubblica di Salò fu prigioniero nei campi di concentramento. In Grecia, in Germania, in Austria. A Mauthausen fu addetto ai forni crematori. Silvano Lippi, che per sessant’anni ha taciuto, e poi…
La sua storia mi è venuta incontro, tremenda e dolente, come una vertigine, dalle pagine del film di Giovanni Cioni, “Dal ritorno”, con il quale Lippi ha condiviso il tempo, infine, della parola. E sono due uomini che si incontrano, e si accompagnano nel viaggio verso “laggiù”… Silvano che parla e Giovanni che accompagna, in sospiri interroga e ascolta, e con lui tutti noi siamo catturati dal procedere del racconto.
Testimonianze imprescindibili. Leggi il resto dell’articolo »



a proposito del Paradiso…

18 12 2019

aaa-èpresepeUn accenno al presepe è per Vittorio da Rios spunto per una riflessione, che parte dal dolce ricordo del tempo in cui allestire il presepe era rito immancabile… per arrivare alla riflessione sull’oggi, per ribadire, seguendo l’insegnamento di Turoldo, Marotta, Rodotà, la necessità di “agire subito”… Insomma, da leggere…
“Negli anni cinquanta, sessanta e in parte settanta il presepio era sentito dalle mie parti, “ma credo un po’ ovunque” dove la tradizione cattolica era radicata, in modo molto profondo, e in ogni casa, pur modesta, ma dignitosa dove mancava il “bagno” e i servizi igienici erano fuori in una apposita piccola struttura, ovviamente senza catinella e relativa acqua, la preparazione del presepio era una ritualità primaria e immancabile. Ricordo, io ero di gran lunga il più piccolo della famiglia, che il presepio era costruito sotto l’albero che era un “dernever”, in dialetto sinistra Piave, Ginepro che si raccoglieva all’interno dell’alveo del Piave dove in alcune aree ghiaiose-sabbiose cresceva. Veniva messo in un capace vaso di terracotta, riempito di terra, e addobbato a dovere, con le modeste cose di cui si disponeva. Filamenti, palline colorate, cioccolata fatta di omini e Re magi. Leggi il resto dell’articolo »



a proposito della sporca guerra, 2

24 10 2019

hevrin-anne-2-e1571220330104Ancora Vittorio da Rios:

“Francesca oggi ci guida dentro i crimini di “Sistema” le conseguenze di questa tragica e diseguale organizzazione e gestione delle ricchezze prodotte e delle risorse naturali ancora presenti nel pianeta che ci ospita.Le donne da sempre hanno pagato costi inverosimili in termini di vite e sofferenze.Le stesse tradizioni religiose con le avvenute “distorsioni” mentali interpretative una errata ermeneutica dei testi fondativi nel corso dei secoli hanno gravi responsabilità nella costruzione del paradigma potente e devastante maschilista.La “sacra inquisizione” che rappresenta uno tra i periodi più bui della storia della umanità, ha visto mandare al “rogo” migliaia di donne che osando sfidare il potente paradigma a guida egemone maschilista chiedevano pari considerazione e diritti naturali fondamentali. Ad assassinare Laura si legge nel capolavoro di Silvestro Montanaro; CON IL CUORE COPERTO DI NEVE,che ci proietta nella incandescenza delle moderne schiavitù sessuali Era stato Il Lupo, Il nostro capo non gli aveva voluto pagare la tassa che pretendeva per aver occupato il tratto di strada dove “battevamo”. Sperava di poter trattare sul prezzo, ma aveva fatto male i suoi calcoli.Il Lupo non faceva sconti, e contro il Lupo c’era poco da fare. Leggi il resto dell’articolo »



A proposito della sporca guerra…

24 10 2019

hevrin dueA proposito della guerra. Che sempre è sporca…, l’intervento di Vittorio da Rios. Come sempre da leggere:

“L’ultimo lavoro di Luigi Sertorio “LA MAPPA DEL DENARO” dalla Biosfera alla finanza globale e ritorno, scritto in collaborazione con Erika Renda prefazione di Giulietto Chiesa (Aracne edizioni) cosi si può sintetizzare: ‘L’evoluzione della fisica ha creato i motori termici, i motori hanno creato gli industriali, gli industriali hanno creato le superbanche, le superbanche hanno creato la finanza astratta. Questa struttura globale del denaro, protetta da armi di incredibile potenza, è una fedele rappresentazione della realtà? Il legame denaro-tecnologia è sempre esistito nella storia evolutiva dell’uomo, ma ha subito un salto importante nell’Ottocento. Proprio in questo secolo l’economia e la fisica hanno formulato i loro domini di validità in maniera nettamente disgiunta. Oggi gli effetti di questo legame ignorato sono gravissimi ma lo sforzo di ricomporre la disgiunzione assiomatica conoscitiva è rifiutato. Si preferisce vivere alternando opportunità e astuzia, paura e barriere di difesa. Leggi il resto dell’articolo »



la sporca guerra sul corpo delle donne

21 10 2019

 

hevrin-anne-2-e1571220330104“Come mi duole la testa, madre, dentro di me qualcosa resiste a scendere ancora una volta in quelle grotte, negli inferi, nell’Ade, dove fin dai tempi antichi si muore e si rinasce, dove con l’humus dei morti si cuoce ciò che è vivo, dalle Madri dunque, dalla dea della morte, all’indietro. Ma che significa avanti, che significa indietro”…
Guardando e riguardando un brano del video che mostra il corpo sfigurato di Hevrin Khalaf, la paladina curda delle donne, il suo volto coperto di polvere…, ritornano, come un mantra che sa di pianto, le parole di Medea.
Secondo le prime testimonianze, avrete letto, sarebbe stata violentata e poi lapidata. Due giorni fa, il referto medico che (leggo su Il Foglio) non fa meno orrore.
“Come mi duole la testa, madre..” come un soffio il lamento di Medea. Naturalmente l’altra Medea, quella di Christa Wolf, che racconta una storia diversa da quella che ci ha consegnato Euripide della maga barbara, assassina, dalle passioni disumane… La Medea ritrovata nelle fonti antecedenti Euripide che, sembra per quindici talenti, manipolò la storia per ragioni di stato. Serve sempre, allora come oggi, una donna da lapidare, e chi meglio della donna che conosce il delitto su cui si fonda il dominio patriarcale e, tenace e ostinata, vi si oppone… Leggi il resto dell’articolo »



La Storia fra trama e ordito

11 02 2019

copertina libroC’è un grande tappeto, piuttosto vecchio, direi quasi antico, a segnare il cuore della mia casa. Il Gatto ci si rotola estasiato, e a volte si incanta a seguirne trame e disegni, e sicuramente vi legge quello che io ancora non conosco…
“Come la fiaba o la parabola- mi ha detto un giorno citando Cristina Campo- il tappeto non tratta, ostinatamente, che del reale e soltanto in virtù del reale tocca le geometrie dello spirito, le matematiche contemplative”.
Nei segni dei tappeti, messaggi di mani esperte che hanno tessuto parole, come per manoscritti in cui persone e intere società raccontano il proprio mondo. C’è da rimanerne incantati perdendosi nelle storie, grandi e piccole, che l’arte del tappeto comunica e tramanda…
Ma anche se so bene che la vita non è solo incanto, il mio stupore, e tremore, sono stati davvero grandi quando ho saputo di trame che raccontano la guerra. E sono guerre dell’oggi…
Le ho incontrate nei tappeti della straordinaria raccolta di Edoardo Marino. Appassionato del mondo dei tappeti orientali, e più in generale dell’Oriente, è fra le tante cose autore di una storia dell’Afghanistan narrata attraverso i motivi dei tappeti di guerra. Guerre a tappeto, il titolo. E vale la pena di leggerlo. E vedere come, per narrare il reale, sono cambiate nel tempo le trame… Leggi il resto dell’articolo »



Porca guerra…

22 01 2015

Con un pensiero per l’anno nuovo, avevo mandato a Giovanni Farina ( uno degli autori di “Urla a bassa voce”), nel carcere di Catanzaro, il libro di Luciano De Simoni “Porca guerra, benedetta pace” ( ed. Stampa Alternativa), un diario sulla Prima guerra mondiale ripescato da un vecchio baule, sull’onda della ritrovata memoria che ha portato quest’anno il centenario. Pensando ad un episodio di guerra che Giovanni Farina mi aveva raccontato in una delle sue lettere, pensando che gli potesse interessare… Ecco, ora, condivido con voi le parole dell’ultima lettera che mi ha mandato, dopo aver letto il libro.

“… Mi sono emozionato quando il soldato fatto prigioniero scrive ai suoi famigliari, si lamenta delle sue sofferenze, scrive ch esoffre la fame e il freddo, e ricorda alla moglie ch enon ha ricevuto il pacco di cibo che chiedeva , il pane… Pensando alle sue parole mi sono ricordatodiquello chemi raccontava mio padre di quel periodo. Tutto il raccolto di cereali che raccoglievano dalla semina annua la dovevano versare all’ammasso comunale dove veniva amministrato dalla politica. La gente viveva i disagi più incredibili, non poteva (…) Leggi il resto dell’articolo »