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    Autismi…

    Leggendo leggendo sembra sia tutto così semplice da capire… il ragionare di Jason Blake, ragazzino autistico alle prese con il mondo dei neurotipici, che poi saremmo tutti noi altri che autistici non siamo. Divertente persino, il linguaggio di Jason, come lo sa essere l’intelligenza che con una naturalezza alla quale non sembriamo più abituati svela le nostre ambiguità… e a queste ci inchioda. E’ questa forse la cosa che più colpisce nel romanzo di Nora Raleigh Baskin, “Tutt’altro che tipico”, edito da Uovonero. La storia di Jason che dal suo mondo ci guarda, mentre la sua vita è tutto un difendersi da questi noi altri neurotipici che proprio non vogliamo capire… Ma è lui a fare lo sforzo di raccontarsi, come dichiara dalla prima pagina, nella nostra lingua, “nella vostra lingua” dice. E ci riesce benissimo, serissimamente giocando con le parole, come scritte, pronunciandole, sulla superficie di uno specchio, per meglio guardarle, scomporle, riappropriarsene, usarle per noi. Così Jason ci racconta delle sue mani che sfarfallano, di quando c’è il volto di una persona che dovrebbe conoscere ma la cui faccia assomiglia a tante facce che si assomigliano “ e quindi le metto tutte insieme”, degli occhi che non guardano negli occhi dell’altro, “ma non per questo significa che non ascolti”, perché i volti distraggono… e allora come è possibile “ascoltare tutte quelle parole quando devi pensare a tutta questa roba” ( come mi guarda, perché mi guarda, cosa dicono quegli occhi…).(…) Così Jason ci racconta le incertezze e i pericoli che sono sempre in agguato: “ Ho sentito il soffitto esplodermi sopra la testa. La mia testa è esplosa. Non c’è stato modo di fermare tutte le molecole che iniziavano a penetrarmi la pelle”.

    Si racconta anche, Jason, con parole che la mente pronuncia, ma che a volte per noi si traducono nel vuoto del silenzio.

    E il mondo, per un ragazzino tutt’altro che tipico, può diventare qualcosa di molto, molto  pericoloso. Nel quale rischierebbe davvero di perdersi se non ci fosse lì, a permettergli di essere veramente se stesso, il mondo della scrittura. Miracolo della parola scritta. Jason scrive racconti, che posta su un sito, Storyboard, e sulle vie del web conosce una ragazza che diventa sua vera amica… Tutto naturalmente si complica all’idea di un incontro in carne e ossa: e se lei non fosse in grado di vedere il vero Jason, quello apprezzato, amato attraverso i racconti, ma solo il suo autismo? A voi scoprire come va a finire…

    Un piccolo gioiello, questo romanzo, con il quale l’autrice ha vinto il Schneider Family Book Award. Un’altra, preziosa porta che l’editore Uovonero apre per noi sul mondo, tutto da esplorare, dell’autismo.

     

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