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    E’ il freddo di questa notte

    Nessuno dei personaggi qui descritti corrisponde a persone reali; la storia è stata costruita mescolando continuamente elementi di fantasia a memorie mie e di altre persone. Alcune delle vicende immaginarie descritte in questo libri si ispirano a un fatto realmente avvenuto: l’eccidio di Badicroce, dove morì una parente della mia mamma”.
    Il lettore è avvisato. Ma io vi ho creduto poco. Perché fantasia e memoria, mescolate insieme, sanno restituire la verità più profonda della vita, di persone, vicende, e cose… Una verità che neppure il più preciso e dettagliato dei “rapporti” potrebbe darci. E così …“E’ il freddo di questa notte”, di Lorenza Mori (archivio Dedalus Edizioni).
    Ne ho riaperte le pagine in una di queste notti di gelo, che più forte non poteva essere il richiamo di titolo e quarta di copertina: “E’ il freddo di questa notte che mi riporta alla memoria questa storia; si vede che è arrivato il momento di scriverla, anche se fa molto male e paura”. E per me, complice col freddo una sorte di auto-lockdown, sembra tornato il momento di rileggerla, questa storia, come si fa per le narrazioni che hanno lasciato una traccia, per stupirsi ogni volta davanti alle verità che, al di là della veridicità, sanno restituire. Anche per questo ve ne voglio parlare.
    Lorenza Mori l’avevo incontrata qualche anno fa, nel corso della presentazione di un libro (galeotti i soliti miei detenuti e i loro pensieri…) in un locale della biblioteca d’Arezzo. Il breve tempo di un saluto, di cogliere un sorriso gentile, e di avere fra le mani il libro, che Lorenza era venuta a portarmi. E’ il freddo di questa notte, appunto. Bel titolo, almeno di quelli che a me piacciono molto, che è anche incipit del capitolo dove si inizia a sprofondare nel racconto, titolo che invita e induce a fermarci, ad apprestarci ad ascoltare, come al richiamo del c’era una volta…
    Tanto che quella sera avevo iniziato a leggere appena salita sul treno per tornare a Roma. Ma poi, forse l’ora tarda, la stanchezza, e poi la notte, e poi le cose del giorno dopo, e del giorno dopo ancora… insomma, a quell’inizio m’ero fermata. O forse un po’ di resistenza l’avevo opposta, e ho continuato a opporla, allora, per qualche mese… Succede. Così il libro l’avevo intanto prestato a mia madre. Che, tanto per intenderci, maestra del secolo scorso, è persona che ha recentemente letto (riletto) ‘Guerra e pace’ e ‘La montagna incantata’ e, quando le ho regalato l’ultimo vincitore Strega, mi ha detto: “Certo che è facile vincere lo Strega, oggi…”
    Me l’aveva presto restituito, mia madre, quel libro, dicendo: leggilo; è molto, molto bello. Vi aveva trovato, lì dentro, tante verità, tanta storia, tanta memoria… che l’avevano commossa. E quindi subito lo lessi anch’io.
    Ritorna ora, nel freddo di queste notti, col brivido dello stesso vento che, ricordo, mi prese nel suo vortice, e non mi lasciò tregua, fino alla fine della narrazione. Ne appuntai pensieri…
    Un racconto nel racconto, nato dall’incontro di due donne che scoprono di avere in comune legami che risalgono al tempo della guerra. Un racconto che apre le pagine di un diario, che è un viaggio dentro l’anima, a tratti gelata dal complesso e problematico rapporto con la madre, figura dominante e centrale, sulle cui tracce si muove il racconto-ricerca della figlia. Un diario che è un viaggio anche nell’Italia del secondo dopo guerra, nelle terre della Valtiberina e fra le vie e le case della città di Arezzo. E a tratti accende della luce livida dei lampi vicende del tempo della guerra.
    Memorie e fantasie tutte mescolate…
    Poi basta il titolo di un capitolo, una data, nove luglio 1944. “Quella sera di luglio del 1944 era calda, ma non opprimente… un vento rabbioso soffiava a raffiche annunciando un cambiamento nel tempo. (…) Da parecchi giorni c’erano gli ufficiali tedeschi di stanza nella casa padronale (…) I prigionieri dell’Aia Grande furono tutti fucilati… La zia Lida fu ritrovata dopo una quindicina di giorni, violentata e uccisa, con la gonna tirata sopra il capo e infilata in gola. Il corpo, per il caldo delle giornate estive, era in certe condizioni che non era facile dire se era proprio lei, la identificarono dagli abiti e da altri dettagli”.
    Ecco, chissà se il nome era Lida, o quale, se proprio era una zia… comunque l’eccidio di Badicroce è lì, in tutta la tremenda verità della Storia. Mentre malattie dell’animo e malattie della Storia sembrano percorrere uno stesso sentiero…
    Ma non v’incupite. Nonostante la severità degli argomenti, la narrazione mantiene costante la freschezza delle parole lievi. Forse, chissà, anche per il dialogare qua e là toscano, e sembra sentirne gli accenti e i suoni.
    Risfogliando le pagine del libro, oggi, ritorna l’impressione che la cosa che mi ha incatenata alla lettura è stata la folla di persone che percorrono il racconto. Generazioni che si affacciano, passano, scompaiono. Le nonne, i babbi, i cugini, le nipoti, i vicini… zio Assuero, zia Susi, la Piera che aveva 13 anni e si divertivano un sacco, zia Anna e l’Olimpia che la faceva tanto arrabbiare… la buona nonna Nerina, e le vicine del cortile e il loro conversare… Pennellate, pochi tratti per ognuno eppure ciascuno inconfondibile, e tutti sembra vederli passare, come le loro piccole grandi vite, gli amori, i dolori… questo grande dolore che sa essere l’esistenza e tutto attraversa. E poi le case, le cose, gli animali, il cane Filippo, le tartarughe, i gatti… insomma la vita. Che delle persone e della loro memoria è fatta.
    Che è cosa da non smarrire. Perché di ognuno, non ricordo chi lo disse, rimane la verità del racconto che ne sappiamo fare.
    “E’ il freddo di questa notte che mi riporta alla memoria questa storia; si vede che è arrivato il momento di scriverla, anche se fa molto male e paura”…
    E’ proprio così, arriva sempre il momento di scrivere storie. Onore a chi riesce a farlo regalando vere narrazioni, che il passare del tempo non sbiadisce, e ancora bussano alla mia porta. Al richiamo di un titolo, di un brivido di freddo di una notte, che nel brivido di freddo di queste notti ritorna…

    “E’ il freddo di questa notte”, di Lorenza Mori, Archivio Dedalus editore. Il libro è esaurito, ma a fronte di richieste si può privare una ristampa. se interessati, scrivere a … info@dedaluspoemvideo.it

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